L’icona che identifica il profilo istituzionale di Putin su Twitter è identica all’icona del profilo Facebook del sindaco di Valbrembo. Questo al 10 marzo 2022. In tempi non sospetti la comunanza simbolica non avrebbe generato domande interessanti, ma la situazione attuale (dove il leader russo bombarda ospedali pediatrici uccidendo bambini nell’assurda invasione all’Ucraina) presupporrebbe almeno un chiarimento considerato il ruolo istituzionale nel Comune.

E il chiarimento lo concede prontamente a BergamoNews. Dice, il leghista Ferrini, che le due immagini possono somigliare. Di fatto, al netto dell’elaborazione grafica, sono identiche: le due aquile coronate e gli svolazzi, lo scettro a sinistra, San Giorgio al centro che uccide il drago, il globo imperiale a destra… Non è che che ci si possa confondere. Inoltre, sostenere “… può anche essere che si somiglino” è un tentativo di scantonare goffamente l’evidenza. Sarebbe stato più credibile se avesse confermato che l’immagine è la stessa. Ma la questione principale non è questa, anche se un’autorità pubblica, sui profili social, dovrebbe mostrare la faccia anche per aiutare i cittadini a riconoscere chi sia, somaticamente parlando, il primo cittadino di Valbrembo. Infatti, se il volto del vice sindaco Attilio Castelli non è un segreto per nessuno, considerata la sua versatile attività sul territorio (soprattutto in presenza), non si può dire lo stesso per Ferrini. In molti sarebbero in difficoltà a riconoscerlo se lo incontrassero casualmente per strada.

La questione primaria riguarda altresì il collegamento dell’immagine filo-russa del profilo Facebook di Ferrini con alcuni post di valenza politica che tendono a mitigare l’attacco di Putin all’Ucraina creando una pelosa ambiguità tra i concetti di invasore e invaso. Che, caro il nostro Ferrini, non sono la stessa cosa! (Se ha dei dubbi guardi con attenzione la composizione artistica alla sue spalle ogni volta che presiede un Consiglio comunale). Ora, dopo la richiesta di chiarimenti, il primo cittadino di Valbrembo ha ritenuto necessario modificare la visualizzazione del suo profilo Facebook non rendendo disponibili a tutti alcuni post “eloquenti della sua visione” che prima erano consultabili urbi et orbi. Non era necessaria tanta solerzia se non avesse ritenuto la richiesta di chiarimenti solo una caccia alle streghe“, un “patetico il tentativo di collegare quell’immagine alla guerra” e “un tentativo di screditare lui e l’amministrazione“, così come ha dichiarato a BergamoNews. Anche l’ipotesi che Socialbg ce l’abbia con lui (dice che “è una storia vecchia”) cade ne vuoto se consideriamo i numerosi articoli che abbiamo redatto tutt’altro che polemici. Ne vediamo alcuni: 1) I sindaci Brignoli e Ferrini riscoprono i dialetti alpini bergamaschi, 2) Con Claudio Ferrini sindaco di Valbrembo stop ai sogni di fusione con Paladina, 3) Elezioni 2019 Valbrembo, intervista al candidato sindaco Claudio Ferrini, 4) Valbrembo attiva il COC. Spesa e medicinali a casa degli over 65, 5) Dal 1° ottobre ambulatorio nello Stalù con il medico Rosanna Mangiafico

Proseguendo, sulla testata online si affida, poi, al qualunquismo nell’argomentare l’invasione: “Le cose si fanno sempre in due. Nella guerra, come nella vita, nessuno ha solo torto o solo ragione”. Se consideriamo, che a seconda dell’occasione (spesso mediatica), si definisce abile informatico, ingegnere civile dei trasporti con antichi esami di tecnica del traffico oppure appassionato di storia, ci si aspetterebbe un’analisi decisamente più accurata del conflitto in corso.

Successivamente cerca di vestire i panni di un qualsiasi santo sociale non avendone però le caratteristiche: “Anche a Valbrembo – sottolinea a Bergamonews – alcune famiglie hanno deciso di ospitare i profughi ucraini. Conoscendo la lingua russa, mi sono pure offerto per la traslitterazione dei documenti”. Pensate un po’: per fare bella figura arriva al punto di accreditarsi la PRIVATA volontà solidale di alcune famiglie di Valbrembo coordinate dalla Caritas, dall’associazione Zlaghoda, con l’aiuto del Cir (Comitato Italiano Rifugiati) VEDI LOCANDINA.

Poi, caro il nostro Ferrini, vista la sua erudizione, dovrebbe aver compreso che la lingua russa è differente dalla lingua ucraina seppur a un orecchio inesperto possono apparire simili. Quindi il suo supporto, nella traslitterazione dei documenti, è già zoppo in partenza. Cerchi piuttosto alloggi comunali (come ha fatto prontamente il suo collega di Paladina Gianmaria Brignoli) per ospitare temporanemente i profughi e si attivi in operazioni concrete di solidarietà e le porti a conoscenza sul suo profilo Facebook. Siamo certi che non mancherà all’appello!

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Autore

Bruno Silini

Giornalista di PrimaBergamo, precedentemente dell'Eco di Bergamo. Blogger, content editor, esperto di social network. Autore con Evi Crotti e Alberto Magni del libro "L'immagine e l'anima. Donne famose del '900" pubblicato nel 2007. Nello staff comunicazione della Cisl Bergamo. Iscritto all'albo dei giornalisti della Lombardia.

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