Il tema della DAD (Didattica a Distanza) nelle Regioni in “zona rossa” è sicuramente una questione molto sentita per i relativi disagi che ricadono sugli studenti e sulle loro famiglie; ma la normativa cosa prevede esattamente? C’è qualche possibilità di deroghe alla Dad? Nella nota 1990 del 5 novembre 2020 del Ministero dell’Istruzione, nella quale si specifica che «nell’ambito di specifiche, espresse e motivate richieste, attenzione dovrà essere posta agli alunni figli di personale sanitario (medici, infermieri, OSS, OSA…), direttamente impegnato nel contenimento della pandemia in termini di cura e assistenza ai malati, e del personale impiegato presso altri servizi pubblici essenziali, in modo che anche per loro possano essere attivate, anche in ragione dell’età anagrafica, tutte le misure finalizzate alla frequenza della scuola in presenza».

Qualora in una classe siano presenti alunni con disabilità, bisogni educativi speciali, o figli di key worker, cioè categorie di lavoratori le cui prestazioni siano ritenute indispensabili per la garanzia dei bisogni essenziali della popolazione, «l’attività in presenza deve necessariamente provenire da una richiesta della famiglia». In questo caso, di fronte all’istanza dei genitori, il dirigente scolastico è tenuto ad attivarla, pur garantendo il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata».

Ma i presidi devono accogliere obbligatoriamente la richiesta avanzata dalla famiglia?
Qualora la famiglia ne abbia esigenza e ne faccia richiesta, sì. A meno che ci siano condizioni che lo impediscono, come la necessità di porre la classe in quarantena a seguito di un contagio da Covid-19.

 Quanti alunni possono continuare la didattica in presenza?
Non è indicato un numero massimo. Potenzialmente anche l’intera classe potrebbe tornare in presenza: occorre, come sempre, rispettare le norme sul distanziamento. Ad ogni modo, il preside può invitare ma non obbligare, gli altri alunni a lasciare la DAD.

 Esiste un elenco dei lavoratori definiti key worker, che quindi possono chiedere di far frequentare la scuola in presenza ai propri figli?
È possibile rifarsi alle categorie ATECO individuate in occasione nel primo DPCM, cioè quelle considerate attività produttive essenziali anche durante il lockdown di marzo. In questo elenco, in primavera, non rientravano le maestre di asilo nido o di scuola dell’infanzia e primaria, ma oggi anche queste sono considerate figure essenziali. E quindi la didattica in presenza dovrebbe essere garantita anche per i loro figli, qualora la scuola fosse in DAD.

Se una regione entra in zona rossa come funziona?
Si attiva la didattica integrata per tutti, ma i figli delle figure citate sopra oppure gli alunni con disabilità hanno facoltà di beneficiare della didattica in presenza. Come detto, a patto che la famiglia lo richieda.


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Autore

Alessandro Grazioli

Marito e papà di 4 bambini, laureato in Giurisprudenza presso l’Università Statale di Milano, Specialista sviluppo prodotti e servizi assicurativi Gruppo Assimoco – Business Unit Eticapro, Consigliere Comunale e Presidente del Comitato di settore dei servizi sociali del Comune di Torre Boldone, divulgatore nazionale

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