In un’estate atipica e un po’ in ombra come questa dominata com’è dal convitato di pietra coronavirus, anche le manifestazioni festaiole come gli spettacoli d’intrattenimento bisogna andarle a cercare con la lente d’ingrandimento. A Bergamo e provincia una delle poche rassegne sopravvissute grazie al favore delle istituzioni e degli sponsor è “deSidera” che fino a settembre proporrà al pubblico oltre 20 appuntamenti nelle più diverse località turistiche del nostro territorio. Tutti gratuiti (con buona pace per coloro che si arrabattano per offrire al pubblico spettacoli decenti cercando di rientrare nelle spese).

Il cartellone 2020 di “deSidera” ha proposto un ‘eccellente serata artistica nell’altrettanto eccellente quanto storica cornice di S. Tomè (Almenno S. Bartolomeo) l’altra sera, il tutto avvolto dal caldo tramonto di fine luglio davanti a un pubblico interessato oltre che numeroso. Merito di due artisti bergamaschi (assai noti anche per la loro attività sia a livello nazionale che internazionale: il musicista Federico Caldara (diplomato sia in pianoforte che in clavicembalo al conservatorio di Milano) e l’attore -regista Tiziano Ferrari.

Insieme hanno costruito uno spettacolo – concerto affascinante e ottimamente scandito tra voce e suono in un ritmo simmetrico di emozioni dettate ora dalla leggerezza armonica del clavicembalo, ora dall’incalzante respiro della recitazione. La bravura interpretativa della levigata manualità tastierista di Caldara, da un lato, ben amalgamata all’intensità narrativa di Ferrari oltre che avere favorevolmente coinvolto tutti i presenti in un crescendo di attenzione e ammirazione, ha altresì dimostrato che anche in assenza di scenografie e costumi specifici è possibile creare una spettacolarità teatrale e drammaturgica di assoluta professionalità.

L'incontro di Dante con Beatrice incanta il pubblico di S. Tomè

“Viaggio a Beatrice” (questo il titolo della performance Ferrari-Caldara) descriveva l’incontro di Dante con Beatrice nella Firenze di fine duecento “dalla Vita Nova alla Visio Dei, inseguendo lo sguardo di una donna” (sottotitolo). Per oltre un’ora la delicata imponenza romanica e circolare di S. Tomé ha fatto da siderale cornice alle rime dantesche di canti e sonetti giovanili fino alla visione del canto XXX del Purgatorio riletti e rivissuti dalla duttilità vocale serrata e impressionista di Ferrari accompagnata con rara finezza toccatistica e maestria virtuosistica di Caldara su una raffinata selezione musicale dal miglior repertorio clavicembalistico sei-settecentesco.
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