Passando dalla strada provinciale l’evidenza è innegabile. L’idea di far rinascere il padiglione Expo del Kuwait a Val Brembilla non è più una pia illusione, ma una solida realtà. Anche se un po’ in ritardo rispetto alle consegne pattuite la struttura polivalente è lì da vedere. Un po’ in ritardo rispetto alle date pattuite. Una prima consegna era prevista per agosto 2018, ma degli inconveniente di natura idrogeologica hanno reso necessaria una revisione al progetto, allungando i tempi del cantiere alla base del pendio che scende da via Case Fuori. Soprattutto nel lato sudest erano emerse alcune sorgenti e una stratificazione del terreno non prevista che avevano portato gli ingegneri a considerare la realizzazione di una «berlinese» (assente nel progetto originario) ovvero una struttura che permette di sostenere il fronte di uno scavo garantendo lavori sicuri senza pericolo di cedimenti causati dalla rimozione del terreno. Rispetto a uno scavo ordinario la “berlinese” ha tempi più lunghi che hanno portato a concedere una proroga di qualche mese sul cronoprogramma stilato in partenza. Comunque i lavori procedono con le maestranze dell’associazione temporanea d’impresa (Ati) – costituita dalla Costruzioni Perregrini di Buglio in Monte (Sondrio) e dalla Falar di Taffelli Mauro & C. Snc di Borgosatollo (Brescia).


Il cambio di programma “berlinese” non ha comportato variazioni al budget dell’opera, che resta di un milione e 250mila euro. Adesso, la pavimentazione in legno lamellare del piano ammezzato è stata posata e anche le sei scale di ferro per raggiungerlo sono fissate. Anche il tetto c’è ovviamente impermeabilizzato. Diciamo che il colpo d’occhio, che smonta senza appello chi non credeva nell’opera, è garantito dalla posa delle vetrate esterne. L’hardware tra poco sarà pronto. Per il software ci sta pensando l’associazione “Turna a n’domà”, un gruppo di persone che cerca di fornire idee concrete per i possibili utilizzi del padiglione Expo del Kuwait, oltre a quelli già previsti come la creazione di un’area mercato e sede delle associazioni. Il sindaco Damiano Zambelli si dichiara “molto soddisfatto di vedere la conclusione di un’opera tanto importante quanto complicata“. “Penso – ha precisato Zambelli – che ciò che si vede sia di stimolo ad una comunità viva, che lavora e che si impegna per costruire il proprio futuro.Oggi nessuno ha più dubbi sul fatto che si potessero recuperare rottami. Si parla tanto di economia circolare e Val Brembilla ha dato l’esempio. Ora si dubita tanto sul futuro delle nostre piccole comunità, io scommetto che vinceremo anche questa sfida per il futuro. Val Brembilla, con il suo padiglione Expo del Kuwait, merita considerazione e infrastrutture adeguate a quanto è in grado di produrre“.


Print Friendly, PDF & Email

Tagged in:

Autore

Bruno Silini

Giornalista di PrimaBergamo, precedentemente dell'Eco di Bergamo. Blogger, content editor, esperto di social network. Autore con Evi Crotti e Alberto Magni del libro "L'immagine e l'anima. Donne famose del '900" pubblicato nel 2007. Nello staff comunicazione della Cisl Bergamo. Iscritto all'albo dei giornalisti della Lombardia.

Vedi tutti gli articoli