Mercoledì scorso 13 aprile si sono conclusi i quarti di finale della Champions League di calcio. Tra le 8 squadre partecipanti si notava l’assenza del Psg, quel Paris Saint Germain che è tra le società più ricche al mondo. Tra le 8 rimaste in lizza, ben 3 erano guidate da allenatori che nell’ultimo decennio hanno lavorato a Parigi.

Ma lì non hanno vinto la Coppa più importante.

In sintesi, il Psg è un caso da manuale di come si possano spendere (male) tonnellate di soldi.

La questione è stata notata, tra gli altri mass media, dalla Gazzetta dello Sport cartacea dello stesso 13 aprile. I 3 allenatori sono Carlo Ancelotti (a Parigi tra il 2011 e il 2013) Thomas Tuchel (che fu a Parigi dal 2018 al 2020) e Unai Emery (a Parigi dal 2016 al 2018).

Ancelotti di Champions ne ha vinte 3 (nel 2003, 2007 e 2014) con Milan e Real Madrid, Tuchel 1 (nel 2021) con il Chelsea, Emery non ha vinto Champions però 4 Europa League, con Siviglia e Villareal.

In pratica hanno vinto ovunque tranne che a Parigi.

Va detto che il Psg non è una squadretta. Il suo proprietario, dal 2011, è Nasser Al-Khelaifi, esponente della famiglia reale del Qatar e ricchissimo. Con lui la società ha superato ampiamente il mezzo miliardo di euro di fatturato (come rivela la Wikipedia online al link: https://it.wikipedia.org/wiki/Paris_Saint-Germain_Football_Club) e vinto 7 League 1 francesi oltre a quella in corso, in cui sta dominando la classifica… e le Ligue 1 che non ha vinto le ha chiuse al 2° posto.

Per farlo ha investito veramente molti soldi, tra cui i 222 milioni per Neymar, e ha alzato il monte stipendi per ingaggiare campioni come Lionel Messi, Kylian Mbappé, Gigio Donnarumma. Una specie di dream team sulla carta imbattibile.

Alle sue spalle c’è una delle città più popolose al mondo, capitale di una delle nazioni più ricche. Il livello sul quale agisce è alto, sia nel mondo sia all’interno dei confini (il campionato francese è uno dei 5 principali d’Europa). Ciò condiziona tutto – a cominciare dalle ambizioni.

A Parigi e in Francia sono moltissime le società calcistiche che giocano per divertimento. Il Psg sente di essere un’altra cosa. Sente di dover primeggiare.

Sulla carta, perlomeno.

Poi però quella squadra deve scendere in campo, e vince sì numerose partite ma non quelle che servono per la Champions. I suoi giocatori sono capaci di vincere tutto, e spesso lo hanno fatto – per rimanere tra quelli citati: Olimpiade, Coppa America, Coppa del Mondo, Coppa Europa, oltre a decine di altre competizioni per nazionali e club. Per non parlar dei loro compagni, panchinari compresi, capaci pure loro di primeggiare in ogni campionato, ogni nazione, ogni continente.

Ma altrove, in altri momenti. Sia prima sia dopo il loro ingaggio parigino. Alcuni, con le nazionali, anche durante. Ma con il club di Parigi, be’, no…

Il trofeo che più vogliono, la Champions, gli sfugge.

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Autore

Guido Tedoldi

Nato nel 1965 nel milieu operaio della bassa Bergamasca. Ci sono stato fino ai 30 anni d’età, poi ho scelto di scrivere. Nel 2002 sono diventato giornalista iscritto all’Albo dei professionisti. Nel 2006 ho cominciato con i blog, che erano tra gli avamposti del futuro. Ci sono ancora. Venite.

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