La vicenda del rave party a Modena è la prima prova del nove per il nuovo governo in particolare per il nuovo ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. La cronaca parla di oltre 3500 giovani che sabato notte si sono ritrovati in un capannone agricolo, vicino alle uscite autostradali di Modena Nord, per un maxi rave di Halloween (il Witchtek), programmato fino all’1 novembre. Il programma prevede: musica assordante, alcol e droga.

Stando ai fatti narrati in questi giorni pare che la festicciola per giovanotti che non sanno come tirare sera sia stata organizzata all’insaputa di tutti. Quindi non autorizzata. Quindi contro la legge con tanto di denuncia del proprietario del deposito agricolo. Non saranno tutti senza fissa dimora questi ragazzi? Senza regole? Senza nessun controllo da parte di nessuno?

Ma spostandoci sul piano nettamente politico della questione viene da chiedersi perché le forze del ordine devono abbassarsi al livello di questa gente e trattare con chi della legalità e delle regole se ne frega. Un governo di destra che da sempre fa della sicurezza il suo motore elettorale cosa fa? Deve mettersi a trattare con chi? E per cosa? Personalmente mi sarei aspettato un’azione più energica al rave party a Modena. Invece, gli agenti stanno cercando inutilmente un dialogo con qualcuno che possa rappresentare questo popolo piombato di colpo a Modena.

Il flusso autostradale ne ha risentito. Chiusi i caselli autostradali per Modena, oltre 200 poliziotti e carabinieri respingono chi ancora arriva da mezza Europa, dalla Scozia alla Croazia.

Lo Stato non può trattare con chi delle regole e delle istituzioni se ne frega? Lo Stato può dare l’impressione che l’anarchia vinca sempre e comunque? Che esempio diamo ai più piccoli… che in nome della in libertà individuale ognuno può fregarsene di tutto il resto? O forse è più probabile che sia un problema di consenso politico.

L’ennesimo tentativo di trovare la via democristiana per accontentare tutti e non deludere nessuno. Caro signor Presidente del Consiglio, se pensa di cambiare il paese cambiando il nome dei ministeri per poi lasciare i contenuti identici allora bastavano i governi di prima. Almeno quelli non erano stati votati come direbbe lei.

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Autore

Davide Bettinelli

Nato a Trescore nel 1982. Diplomato alla "Pesenti". Occupazione operaio metalmeccanico. Membro del consiglio di fabbrica per la CISL dal 2006 al 2014. Calcio CSI dal 2003 al 2009. 1° posto Endenna gruppo di campionato 2007-2008 Arbitro CSI dal 2009 al 2011. Presidente calcio a 5 CSI dal 2010 al 2013 della Mirafiori. 1° posto gruppo E nella stagione 2011-2012. 1° posto torneo Epifania a Berbenno nel 2011. Tennis a livello amatoriale dal 2013 al 2017. Miglior risultato quarti di finale torneo Quarenga 2016. Iscritto al PD dal 2010

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