Feydeau piace ai bergamaschi. Probabilmente sulla scia del successo del marzo 2015, con la versione al Donizetti retta da Emilio Solfrizzi (nei panni del dottor Moulineaux), l’esercizio di stile in lingua bergamasca operato dalla compagnia teatrale “Franco Barcella” di San Paolo d’Argon sta conquistando il pubblico. Le cinque repliche finora rappresentate all’auditorium comunale hanno registrato il tutto esaurito. Recitare Feydeau significa prestare molta attenzione al perfetto tempismo delle scene comiche. Se ciò manca lo spettacolo è destinato ad eclissarsi dietro l’insuccesso. Un’eventualità scongiurata dalla compagnia teatrale “Franco Barcella” di San Paolo d’Argon che sta portando in scena all’auditorium comunale un riadattamento in salsa orobica di “Sarto per Signora”. Lo spettacolo, in buona sostanza fedele al testo del drammaturgo parigino con contaminazioni di cultura bergamasca al di là della rappresentazione in dialetto, merita di essere visto. Un capolavoro della leggerezza, una macchina che scorre velocissima, ma con un meccanismo preciso, delicato e minuzioso. La “prima”, rappresentata in occasione della festa di San Mauro, ha riscosso una calorosa ovazione del pubblico.

L’umanità stramba ritratta da Feydeau, con i dialoghi tradotti in stretto bergamasco, hanno messo alla prova il talento “amatoriale” degli attori – diretti da Davide Bellina – alle prese con fraintendimenti, tradimenti e situazioni ambigue. Decisamente un lavoro che dà vigore alla stagione 2017 del teatro dialettale bergamasco. Chi temeva che la pièce in dialetto sminuisse una delle più rodate commedie farsesche deve ricredersi. La “Franco Barcella” ha dimostrato di cavalcare il determinismo interno dei testi gestendo quel ventaglio di forze combinatorie che non devono far altro che entrare in collisione e sbrogliare la matassa da sole. Feydeau fa ridere e intanto lancia strali velenosi alla  vita borghese. Gli attori man mano che affinano il loro ruolo conquistano quasi scientificamente il loro stare sul palco ben masticando tempi e battute.  L’ingegneria teatrale di Feydeau non sempre risulta agevole per i professionisti, figuriamoci per una compagnia di amatori. Comunque la regia meticolosa di Davide Bellina ha retto la sfida convincendo in pubblico. Previste repliche anche a Gorno (11/3) e Villongo (18/3)

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Autore

Bruno Silini

Giornalista di PrimaBergamo, precedentemente dell'Eco di Bergamo. Blogger, content editor, esperto di social network. Autore con Evi Crotti e Alberto Magni del libro "L'immagine e l'anima. Donne famose del '900" pubblicato nel 2007. Nello staff comunicazione della Cisl Bergamo. Iscritto all'albo dei giornalisti della Lombardia.

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