Divertimento in Caissa / 9

Lo scorso 30 giugno Abhimanyu Mishra è diventato Grande Maestro di scacchi, all’età di 12 anni, 4 mesi e 25 giorni. Ormai bisogna contare così, facendo attenzione non soltanto agli anni ma anche ai mesi e ai giorni – il numero di bambini che riescono a conquistare la categoria più alta degli scacchi sta diventando talmente rilevante che anche poche ore (della loro precoce vita) sono da segnalare.

Peraltro i talent scout avevano già notato Mishra, nato il 5 febbraio 2009 da genitori indiani trasferiti negli Usa: nel 2017 era arrivato in vetta al Campionato Panamericano under 8 (maggiori informazioni si trovano nella pagina che la Wikipedia gli ha dedicato, al link https://it.wikipedia.org/wiki/Abhimanyu_Mishra) così era stato selezionato per il Campionato Mondiale della stessa fascia d’età. Dove era arrivato 2°.

Con questi piazzamenti era stato invitato al summer camp 2019 della Chess Foundation ispirata da Garry Kasparov, ex campione del mondo. Lì si era potuto allenare con insegnanti di alto livello, tra cui il Grande Maestro Oleksandr Černin, che lo ha fatto partecipare a diversi tornei internazionali.

E così, prima dello scadere di quell’anno, era diventato Maestro Internazionale, la categoria che precede quella massima. Aveva 10 anni, 9 mesi e 3 giorni d’età, il più precoce della storia.

Per fare l’ultimo salto, il maestro Černin ha portato l’allievo in Ungheria, dove nei primi mesi del 2021 ha ottenuto le «norme» da GM (partecipando ad almeno 3 tornei con GM presenti dimostrando di valere quel livello) e superato i 2500 elo. Fatto.

Record di precocità battuto dopo 19 anni.

Il precedente detentore era, dal 2003, Sergej Karjakin, diventato Grande Maestro a 12 anni e 7 mesi. Pure lui è stato precocissimo, tanto da vincere i Mondiali under 10 e under 12. In seguito ha continuato la scalata arrivando nel 2016, a 26 anni, a sfidare Magnus Carlsen per il Titolo Mondiale assoluto, perdendo soltanto agli spareggi.

Quando si parla di bambini così dotati, che prestissimo nella vita riescono ad arrivare al vertice in una certa attività, gli adulti medi si fanno prendere dalla preoccupazione. Perché loro, essendo cresciuti in maniera media e avendo raggiunto traguardi medi a età, ehm, normale… si domandano se sia giusto spingere così tanto al limite i pargoli.

Tuttavia certe preoccupazioni sono fuori luogo. Chi ha un talento specifico spesso ha piacere nel praticarlo. Anche perché lo fa senza sforzo, senza quasi rendersi conto di essere fuori misura rispetto alla normalità delle altre persone. Piuttosto è il contrario: non praticare il talento produce dispiacere.

Se quel bambino crescesse in maniera media, come fanno quasi tutti gli altri, si sentirebbe male, inespresso, incatenato dentro schemi e abitudini diversissime da quelle che gli piacciono.

I tanti bambini che diventano Grandi Maestri ci stanno indicando una strada. Forse quella verso la felicità.

(Divertimento in Caissa è una column, come usa nei giornali internazionali, dedicata agli scacchi – di cui Caissa è la musa immaginaria e ispiratrice. Sarà aperiodica, legata agli eventi principali dell’evoluzione del gioco soprattutto di alto livello ed elettronico. Ma parlerà anche di altro… del senso dell’intelligenza, magari. Se mi verrà in mente)

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Autore

Guido Tedoldi

Nato nel 1965 nel milieu operaio della bassa Bergamasca. Ci sono stato fino ai 30 anni d’età, poi ho scelto di scrivere. Nel 2002 sono diventato giornalista iscritto all’Albo dei professionisti. Nel 2006 ho cominciato con i blog, che erano tra gli avamposti del futuro. Ci sono ancora. Venite.

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