Erano in cammino per un colle di Diano Marina distante circa sette miglia da Imperia, di nome Capo Berta.  Erano due Seconde Nazionali e conversavano di tutto quello che era accaduto in quei giorni al torneo di Imperia. Mentre discorrevano e discutevano insieme, il Messia in persona si accostò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che sono questi discorsi che state facendo fra voi durante il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Scarabel, gli disse: «Tu solo sei così forestiero in Imperia da non sapere ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò: «Che cosa?». Gli risposero: «Tutto ciò che riguarda l’Arcangelo, che fu scacchista potente in opere e in parole, davanti ai grandi GM e a tutto il popolo di scacchisti; come i giocatori e arbitri lo hanno consegnato per farlo condannare e poi l’hanno esplulso dal torneo con violenza e vituperio. Noi speravamo che fosse lui a liberare lo scacchismo mondiale dal giogo di uno studio indefesso. Con tutto ciò son passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcuni dei nostri amici ci hanno sconvolti; recatesi al mattino al bagno dell’incriminazione e non avendo trovato il suo corpo (ma solo il metal detector dell’umiliazione), son venute a dirci di aver avuto anche la visione di Bobby Fischer e Boris Spassky insieme, i quali affermano che egli è vivo.


Ed egli disse loro: «Sciocchi e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti! Non bisognava che l’Arcangelo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E cominciando da Steinitz a  Nimzowitsch, da Suba a Ranfagni spiegò loro in tutti gli studi analitici ciò che si riferiva a lui. Quando furon vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi perché si fa sera e il giorno già volge al declino». Egli entrò per rimanere con loro.  Quando fu a tavola con loro, prese la scacchiera, dispose i pezzi, acconciò i Re e li invito a giocare. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista. Ed essi si dissero l’un l’altro: «Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava il potere dello yoga e del training autogeno». E partirono senz’indugio e fecero ritorno a Imperia, dove trovarono riuniti gli altri Seconda Nazionale e gli NC in attesa di Elo.  E dicevano: «Davvero l’Arcangelo è risorto ed è apparso ad Asteng». Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nel muovere il pedone g4.


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Autore

Bruno Silini

Giornalista di PrimaBergamo, precedentemente dell'Eco di Bergamo. Blogger, content editor, esperto di social network. Autore con Evi Crotti e Alberto Magni del libro "L'immagine e l'anima. Donne famose del '900" pubblicato nel 2007. Nello staff comunicazione della Cisl Bergamo. Iscritto all'albo dei giornalisti della Lombardia.

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