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Scacchi, il gioco immobile che fa perdere peso

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perdere peso

Fabiano Caruana perse nel dicembre 2018 il match per il titolo mondiale di scacchi con Magnus Carlsen – e perse anche 7 kg di peso in 3 settimane. Uno dei suoi allenatori, Rustam Kasimdzhanov, nel 2004 fece di meglio, vincendo il match mondiale con Kasparov, ma perdendo 8 kg di peso. Il motivo è che gli scacchi, soprattutto quelli di alto livello, comportano un consumo calorico di circa 6˙000 calorie al giorno, paragonabili a quelli dei ciclisti impegnati nel Giro d’Italia o ai maratoneti (lo studio lo ha effettuato Robert Sapolsky, neurobiologo dell’università di Stanford).


Uno studio simile lo ha condotto Polar Sports, azienda specializzata nella ricerca sulle alte prestazioni. I suoi tecnici nel 2018 hanno monitorato Mikhail Antipov, grande maestro di 21 anni, nel corso di una partita per verificare il suo consumo d’ossigeno, la pressione sanguigna, le contrazioni muscolari e altri parametri. In 2 ore Antipov consumò 560 calorie – le stesse di Roger Federer in un’ora di tennis.

Qualche informazione in più la si può trovare in internet, in un articolo pubblicato da Aishwarya Kumar sul sito web della rete televisiva Espn specializzata nello sport. La Kumar è andata a parlare con i due protagonisti del match mondiale del 2018, e ha riportato dati impressionanti. Quando è lontano dai tornei, Caruana ha una routine quasi quotidiana di allenamento fisico che comprende 8 km di corsa, 1 ora di tennis, 1 ora e mezza di basket e 1 ora di nuoto. Dopodiché si siede a tavolino e studia scacchi. Il suo peso forma è di 65 kg, che scendono a 58 al termine di un torneo impegnativo.


Il suo avversario nel match mondiale, Carslen, ha una routine di allenamento fisico simile: corsa, yoga, calcio, e sci – approntata dal suo personal trainer, Magnus Forssel. Inoltre aveva, fino al 2017, un’abitudine per mantenere alto il livello di zuccheri disponibili per il cervello: durante le partite beveva succo d’arancia. Poi notò che le sue prestazioni sulla scacchiera, soprattutto nei finali di partite lunghe oltre 5 ore, tendevano a degradarsi. Così chiese consiglio agli esperti di nutrizione dell’Olympic Traning Center di Oslo. Questi gli consigliarono barrette a base di cioccolato al latte arricchite con calcio, potassio e proteine. I risultati sono stati positivi: Carlsen è diventato «ingiocabile» proprio nei finali delle partite lunghe, dove lui entra ancora fresco mentre i suoi avversari sono stravolti per la fatica.

Il campione del mondo ha poi chiesto un altro consiglio, circa la postura migliore da tenere sulla sedia (per questo ha coinvolto Keith Overland, dell’American Chiropratic Association). La tendenza degli scacchisti è infatti di stare piegati un po’ in avanti, con la testa china e lo sguardo fisso. L’effetto però è negativo, perché aumenta lo sforzo muscolare e irrigidisce la schiena. Meglio una postura più arretrata e sciolta. Carlsen l’ha adottata e questo è diventato quasi un suo marchio di fabbrica, con un atteggiamento fisico al tavolo talmente rilassato da sembrare strafottente. I campioni di scacchi hanno un grande talento, di base. Poi lo aiutano molto per raggiungere le altissime prestazioni.

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