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Bruno Silini

La Systematica di Milano, per conto del Comune di Ponteranica, produrrà uno studio che mette a confronto le quattro ipotesi della tranvia veloce (la cosiddetta T2 da Bergamo a Villa d’Almè) limitatamente al passaggio in paese. L’ipotesi 1 è quella scaturita dal protocollo firmato a luglio tra Provincia di Bergamo, Comunità Montana Valle Brembana, Parco dei Colli di Bergamo, Società Teb e sei Comuni: Almè, Bergamo, Ponteranica, Sorisole, Villa d’Almè e Paladina. Qui la tranvia correrebbe sul vecchio sedime ferroviario della Valle Brembana diventato oggi una frequentata pista ciclabile che comunque non verrebbe sacrificata bensì fatta convivere, in una sorta di equilibrismo spaziale, con il trasporto ferrato. L’ipotesi 2 prevede il transito della T2 sotto il vecchio sedime quindi in modalità interrata, l’ipotesi 3 vorrebbe la tranvia vicino alla strada provinciale e l’ipotesi 4 pensa ad un percorso che corre parallelo con via Valbona.


“Come da impegni presi in sede di approvazione del protocollo d’intesa con la TEB, spiega il sindaco Alberto Nevola su Facebook – abbiamo dato incarico ad una società esperta in trasportistica per approfondire tutte le criticità legate al transito della TEB e per valutare eventuali percorsi alternativi (solo per quanto riguarda il tratto di Ponteranica). Abbiamo inoltre dato un incarico suppletivo agli urbanisti per ridefinire il sistema degli spazi pubblici alla luce del passaggio della TEB. Anche se ancora l’opera non è finanziata ci portiamo avanti per fare tutti gli approfondimenti necessari per tutelare al meglio il nostro territorio. La buona notizia è che i soldi necessari per questi approfondimenti (8000 euro) ci sono stati “spattati” dal Ministero!“. “La società  – continua Nevola – porterà avanti un’analisi multicriteriale e, all’interno del ventaglio di soluzioni, evidenzierà i pro e i contro allo scopo di fare emergere quella migliore. I fattori presi in esame saranno l’impatto economico, il peso degli espropri, l’efficienza funzionale al trasporto pubblico e la correlazione con le altre infrastrutture”. L’esigenza di una valutazione esterna che desse una risposta di maggior dettaglio sul passaggio della T2 a Ponteranica è figlia delle criticità che sono emerse l’estate scorsa in Consiglio comunale all’interno della maggioranza che sostiene Nevola. In quell’occasione i consiglieri Greta Ravasio, Marco Ronzoni e Carlo Colombi  avevano considerato una contraddizione in termine “difficile da capire e sostenere” la scelta amministrativa di dare il via libera al passaggio di un doppio binario sull’attuale sedime ciclabile e la contestuale richiesta di salvaguardare quello stesso spazio pubblico come luogo di relazioni. Anche la Lega Nord (in minoranza) s’era fatta sentire definendo l’aggiornamento della T2 “un tentativo fantozziano (termine che non è affatto piaciuto ai vertici della Teb, ndr.) di copia e incolla del progetto del 2009 che a suo tempo Nevola (in minoranza) aveva combattuto a spada tratta”. L’incarico a Systematica sembra calmare le acque anche se sulla regia dell’iniziativa si ravvisano diverse sfumature interpretative. Per Nevola è stato il naturale approdo di un confronto allargato a livello di gruppo di maggioranza. L’altra versione è quella che ha visto l’ex sindaco Claudio Armati (insieme ad un gruppo di esperti) farsi promotore presso l’Amministrazione di una sollecitazione ad indagare con maggiore perizia il passaggio della T2 in paese.

Nessuna contrarietà da parte di Teb sul mandato comparativo ad una ditta esterna. “Pensoprecisa il Presidente Teb Filippo Simonettiche si tratti di un approfondimento utile per il quale abbiamo già dato ampia disponibilità al confronto. Esaminare in modo comparato le esternalità del tram sul traffico locale e sugli spazi pubblici è interessante in questa fase di progettazione e può dare allo sviluppo del progetto spunti utili”. Nevola si dichiara scettico sulla possibilità che la T2 possa interfacciarsi con la strada provinciale. “Per le altre tre ipotesi – conclude il sindaco – mi mantengo neutrale. Resto in attesa dell’esito dello studio”. L’ex sindaco Cristiano Aldegani sulla vicenda ha espresso su Facebook la sua riflessione:Politicamente parlando lo studio delle 4 fantomatiche ipotesi è la più grande presa per il sedere degli ultimi 30 anni. Il sindaco Nevola, dopo aver denigrato il nostro progetto T2 (quando era in minoranza) nel luglio scorso lo ha invece approvato, sottoscrivendo il Protocollo d’intesa. Ora invece, visto che parte della sua maggioranza è contraria a quel progetto e visto che tra un anno si va ad elezioni, per tenersi buoni i kompagni riottosi, tira fuori dal cilindro non un coniglio ma uno pseudo studio di 4 ipotesi del percorso. Alla modica cifra di 8mila euro. Buttati nel gabinetto ovviamente.  Perché, come ben sa, il sedime è quello e le risorse per altri progetti non ve ne sono. A meno che, ce la metta lui la differenza. E anche perché allora, dopo questo precedente, qualsiasi altra amministrazione comunale che sul suo suolo transiterebbe la T2, potrebbe avanzare proposte di modifica facendo lievitare i costi in modo esponenziale.
Con il risultato che andremo prima su Marte piuttosto che prendere la T2



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Autore

Bruno Silini

Giornalista di PrimaBergamo, precedentemente dell'Eco di Bergamo. Blogger, content editor, esperto di social network. Autore con Evi Crotti e Alberto Magni del libro "L'immagine e l'anima. Donne famose del '900" pubblicato nel 2007. Nello staff comunicazione della Cisl Bergamo. Iscritto all'albo dei giornalisti della Lombardia.

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