Il Campionato più entusiasmante e forse più seguito del mondo è appena cominciato e, a fronte di uno stato d’emergenza prorogato dal Governo, gli stadi rimangono chiusi ai supporters, smaniosi di rivedere, dopo troppi mesi, le gesta dei propri beniamini. Anzi no, si riparte gradualmente con un’idea che ha del ridicolo: aprire gli stadi a mille tifosi.

La domanda sorge spontanea, chi saranno questi eletti e fortunati prescelti, quali saranno i criteri messi in atto dalle società per selezionare i bravi e i cattivi?Ritengo questa soluzione molto discriminante, perché Mario Rossi si e io no? A Milano l’idea brillante è stata quella di invitare medici ed infermieri, per rendere il doveroso omaggio al lavoro che hanno prestato alla comunità in questi mesi di Pandemia da Covid-19, ma anche in questo caso mi sorge un dubbio: i Vigili del Fuoco, i Poliziotti, i volontari della Protezione Civile non sono altrettanto meritevoli? O questi li invitiamo alla prossima partita?

Appare evidente che la scelta cadrà in base alle varie categorie, poi sarà il turno degli idraulici, dei falegnami, degli imbianchini. Con buona pace dei tifosi che da anni pagano il biglietto o l’abbonamento alle varie squadre della Serie A. Ma vi pare un’idea sensata quella di riaprire in questo modo? Il Covid c’è e rappresenta un pericolo mortale? Bene, teniamo chiuso gli stadi, visto che si può vivere anche senza il pallone.

Se invece il Covid ormai pare non rappresentare più un pericolo di morte, e i numeri penso vadano in questa direzione, riapriamo per tutti. Sposo totalmente la posizione dei tifosi atalantini della Curva Nord: il calcio è sempre più malato, o tutti o nessuno.

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