Aveva una promessa da mantenere Gianpietro Tarchini, artigiano di Almè. La promessa fatta alla mamma Orsola di portare in mezzo ai boschi una cappella dedicata alla Madonna di Lourdes della quale era profondamente devota. Un’impresa non semplice. Prima di tutto occorreva trovare un luogo adatto. E sembrava che un anfratto silvestre a Strozza potesse essere l’ideale. Ma la mamma ha detto no. In quel luogo mancava l’acqua, uno dei segni principali che sostanziano le apparizioni della Vergine a Bernadetta Soubirous nel 1858 nei Pirenei francesi. Quindi Tarchini ha ripreso la ricerca finché ha scoperto un angolo di paradiso nella Valle del Giongo al confine tra Bruntino di Villa d’Almè e Sorisole. Purtroppo la mamma non ha mai visto quel posto. È morta prima che il figlio firmasse l’atto notarile con il quale acquistava 19.000 metri quadrati di verde. Ma Tarchini si dice sicuro che adesso «dall’alto» la mamma Orsola non può che essere soddisfatta. In quasi venti anni di lavori, nel tempo libero che la professione e la famiglia gli richiedevano, Tarchini ha creato una cornice devozionale adatta a quella miniatura di Maria Immacolata che da allora accoglie le confidenze, le attese, le Ave Maria di quanti la incontrano in quel sentiero.

Posso assicurare – spiega Tarchini, commosso nel ricordare la madre – che qui la Madonna non si trova mai da sola. Vuoi per le messe che vengono celebrate da maggio a settembre con il parroco di Bruntino, don Fabio Carminati, e prima con don Bernardino Vitali, e vuoi, anche, per le tante persone che si avvicinano sempre più numerose alla Madunina del Giong». Le prove di un’assidua presenza non mancano: rosari, immaginette, lumini e ex voto. Da quello che prima era soltanto un enorme sasso in pendenza Tarchini ha ricavato una grotta che rimanda, seppur in proporzioni minori, a Lourdes. Anche il Parco dei Colli ha fatto la sua parte. Attingendo a finanziamenti regionali, davanti alla grotta, ha creato un acciottolato inserendo un muricciolo con delle panchine. Al resto ci ha pensato Tarchini. Praticamente ogni anno, dal 1996, aggiunge una novità: dall’altare ricavato in roccia a una serie di angioletti, al giardino fiorito davanti alla grotta al busto del Beato Papa Giovanni XXIII. L’ultima sorpresa è la passerella in legno sul torrente per rendere più agevole il passaggio. Per arrivare alla grotta la strada più semplice è da Bruntino. Salendo, poco dopo il santuario di San Mauro, appare a destra sulla strada una santella. Da lì parte il sentiero di un chilometro e mezzo che porta alla grotta. Una passeggiata che vale la pena d’essere compiuta.

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Bruno Silini

Giornalista di PrimaBergamo, precedentemente dell'Eco di Bergamo. Blogger, content editor, esperto di social network. Autore con Evi Crotti e Alberto Magni del libro "L'immagine e l'anima. Donne famose del '900" pubblicato nel 2007. Nello staff comunicazione della Cisl Bergamo. Iscritto all'albo dei giornalisti della Lombardia.

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