Il vaccino è la soluzione, questo credo è chiaro a tutti. I vari lockdown sono un palliativo, come i salassi della medicina premoderna. Talvolta uccidono il paziente prima della malattia, in generale servono a rallentare il decorso pandemico senza risolverlo in alcun modo. Allora vaccini siano. La scienza il miracolo lo ha fatto, portando dal laboratorio alla fabbrica più antidoti in meno di 12 mesi. C’è ampia scelta di vaccini: ce l’hanno fatta due società americane, di cui una in joint-venture con i tedeschi, una inglese, due russe e una cinese fino ad oggi. Forse ne arriverà uno italiano, mentre i francesi hanno fallito e rinunciato. Spoiler: l’Unione europea parte male anche in questo primo confronto.

Nonostante questo, per non parlare dei paesi del secondo e terzo mondo, anche la ricca Europa si trova con scarse forniture di vaccini. Insomma sta perdendo la guerra, come insegnano gli israeliani. Loro, che in guerra ci sono dalla fondazione più di 70 anni fa, hanno vaccinato già oltre il 40% della popolazione, compresi gli under 18! La classifica è impietosa: segue il Regno Unito che raggiunge il 9% della popolazione, seguito a sua volta dagli Stati Uniti al 5% e dalla Spagna al 2,5% che supera sia Italia che Germania. Quindi in Europa si è vaccinato una percentuale della popolazione inferiore alla metà di quella immunizzata dagli americani e addirittura a un quarto di quella inoculata dagli inglesi. Ma cosa succede?

Succede che l’EMA, l’autorità europea preposta all’approvazione dei vaccini, ha approvato i vaccini con un ritardo di un mese rispetto alle omologhe americane e britanniche. Succede che l’Europa non ha saputo garantirsi la fornitura di vaccini dalle multinazionali del farmaco. Prima ha approvato (casualmente) la joint-venture tedesca-americana Pfizer/Biontech, che non sta rispettando le forniture per problemi alle linee produttive nello stabilimento belga. Poi l’americana Moderna, che fornisce piccoli volumi essendo impegnata con il governo USA a rifornire prima le richieste statunitensi. Solo ieri l’inglese-svedese Astra Zeneca/Oxford, con un seguito di polemiche e schermaglie commerciali.

Gli inglesi di Oxford, come i tedeschi di Biontech, stanno fornendo i clienti che hanno ordinato per primi, israeliani britannici e americani. Per la Commissione europea, Merkel e Macron pare una coda di Brexit, con un tentativo malcelato di ripicca. Al punto da minacciare la chiusura unilaterale da parte europea del confine Nord-irlandese. L’Europa è in ritardo e impreparata, mentre l’Italia si è affidata completamente alla Commissione europea nei rifornimenti.

Il piano vaccinale italiano in un mese ha così già accumulato un mese di ritardo. La luce in fondo al tunnel della pandemia e della crisi economica si allontana. Le responsabilità sono chiare e stavolta non c’è la pasticciata gestione lombarda a fare da capro espiatorio alle mancanze del governo italiano ed europeo. Per anni si è detto “ce lo dice l’Europa”, oggi dovremmo chiederci “chi lo dice all’Europa” che alla seconda prova seria, dopo quella greca di dieci anni fa, sta nuovamente e miseramente fallendo.

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