Biondi immobiliare

Roberta Rota

Un tempo, siamo intorno al 1789, scoppiavano rivoluzioni perché una regina rispondeva al popolo affamato “Che mangino brioche se non hanno più pane!“. Oggi basta oscurare i “social” da internet. Succede in Nepal, Paese totalmente assente dalle news quotidiane come dai notiziari e video d’ogni specie. Salvo per qualche tragedia (non per qualche record altimetrico che ormai non fa più notizia nemmeno quello) di alpinisti alle prese con vette sopra gli 8.000. Un Paese poverissimo, rispetto ai nostri canoni, ma evidentemente, anzi ovviamente, ben connesso se è vero, come è vero, che i giovani della Generazione Z si sono scatenati in piazza, incendiando i palazzi del potere e rischiando addirittura la vita (oltre 20 vittime). Al punto da costringere alla fuga il premier e una corrottissima classe politica (tutto il mondo è paese) impegnata più a moltiplicare i propri interessi che quelli del popolo. Va bene tutto, toglieteci tutto, ma i Social no! sembrerebbe voler dire la generazione Z.

Ed è comprensibile. Un tempo (1789 appunto) non a caso considerato l’inizio dell’Illuminismo, fu necessario proclamare Libertè-Egalitè-Fraternitè per ristabilire la convivenza civile e soprattutto i diritti inalienabili della persona. Oggi, dove ogni diritto, ogni legge e ogni regola, ancor più internazionali, paiono calpestati dalla “legge” del più forte (spesso ignorante) e del più ricco (spesso corrotto), solo il web sembra assurgere a unico e inalienabile “bene” individuale (più che collettivo): di affermazione, di riconoscibilità  e perfino di identità.  L’ideale sarebbe coniugare libertà. uguaglianza fraternità per tutti, con l’accessibilità totale e per tutti a internet. Si eviterebbero tragedie, distruzioni e genocidi. Ma “La città del sole” è  stata scritta 5 secoli orsono ed è rimasta sulla carta di Tommaso Campanella. 

Tuttavia  – piccolo pensiero utopico per concludere –  basterebbe non alla Generazione Z ma a tutte le generazioni (compresi i politici, i tycoon, gli zar e i sultani del mondo) leggere di più e navigare di meno per tentare di capire il senso del mondo e il ruolo dell'(animale) uomo nel mondo. Anzi basterebbe leggere anche solo Stefano Benni. Solo qualche pagina dove ironia, fantasia, grottesco e surreale ti riconciliano con te stesso e con la vita.  Dove la Luisona, la Pastona e il Lupo solitario sono parodie dei desideri, delle anomalie, delle ambizioni, delle corruzioni di tutti. Ma proprio tutti.

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