Sembra di balzare indietro nel tempo alle avventure spadaccine della Francia della prima metà del 1600 con le redini del potere affidate a Luigi XIII e al machiavellico Cardinale Richelieu. Al posto delle repentine stoccate e delle audaci imboccate il duello si evolve a colpi di post nell’agone poliedrico di Facebook. Da un parte l’ex vice sindaco Santo Giuseppe Minetti di Ponteranica e dall’altra l’attuale consigliera Donella Gatti, referente per il Comune per gli appuntamenti con BergamoScienza. Uno scontro che potrebbe assurgere a puntata iniziale di un feuilleton contemporaneo. Ma i quotidiani, ahime, hanno abbandonato la pratica del racconto a puntate. Dunque tocca ai blog dar cronaca di quanto di belluino accade nei social. L’argomento del contendere è la Ca’ della Matta che per due anni consecutivi (2014, 2015) divenne (su pressione della Prefettura) punto di accoglienza temporaneo di migranti in attesa (con i tempi infiniti e… pilotati della burocrazia italiana) dello status di profughi. Pochi giorni di ospitalità che hanno scatenato un pandemonio tra sindaci dell’accoglienza e quelli del subito a casa loro.


Nei giorni scorsi la vicenda si è riacesa dopo che l’assessore regionale Claudia Terzi, con una deliberazione di Giunta, ha tolto al Parco dei Colli di Bergamo (su cui ricade la gestione della Ca’ della Matta) la possibilità di partecipare a un bando che avrebbe garantito in tre anni 89.000 euro. Sull’argomenti Minetti e Gatti hanno affilato le lame e intrapreso una tenzone di mulinelli, finte e cavazioni.  Vediamo un po’ lo scambio:

Santo Giuseppe Minetti
Ahahah… Già lo scorso anno dissi che tale scelta sarebbe risultata controproducente per il futuro del Parco. Gori con i suoi servi sciocchi forzarono la mano andando contro lo statuto del Parco optando per l’uso improprio della struttura Cà Matta. Per questo rassegnai le dimissioni da Vicepresidente del Parco dei Colli con delega Bilancio, Guardie ecologiche volontarie e Antincendio boschivo.

Donella Gatti
Se l’alternativa era ospitarli in una palestra, in attesa si rendesse disponibile lo stabile dei Sacramentini, a mio parere meglio la Ca’ Matta. Il tutto poi è durato solo pochi giorni. Questa la questione nella sua concretezza.

Santo Giuseppe Minetti
Libera di pensarla come vuole, ma la questione è o meglio era che l’uso della Cà Matta è stato improprio oltre che un deliberato cui si è andato contro al proprio statuto infischiandosene allegramente della lettera inviata a tutti i componenti della Comunità del Parco da parte dell’assessore regionale Claudia Maria Terzi.

Donella Gatti
Capisco. Ma se per mantenersi pedissequi ai regolamenti, l’alternativa era allestire una palestra o una bella tendopoli in paese (presente che ambaradan? solo per qualche notte poi) meglio fare un’eccezione.

Santo Giuseppe Minetti
Assolutamente no! Non hai strutture pubbliche? Non si aderisce all’ospitalità.

Donella Gatti
Allora. Dire ‘no’ è sempre più facile. E il problema lo si sposta altrove/in gobba a qualcun altro. Il ‘si’ è sinonimo di responsabilità. Venendo alla questione (sempre a mio parere): per un’ospitalità temporanea, come quella che è avvenuta a Ponteranica, la Ca’ Matta è stata la migliore tra le soluzioni possibili (la migliore per noi, cittadini). Tra l’altro: 1) la struttura purtroppo è spesso vuota (e ospitare i richiedenti non ha comportato l’interruzione di progetti/attività più coerenti con la vocazione del sito) 2) la struttura è stata utilizzata anche per ospitare compleanni, comitive in vena di feste, momenti ludici collettivi. Allora, per questi eventi non ci sono stati mugugni e irrigidimenti istituzionali. Per l’ospitalità, controllata e per poche notti, di esseri umani bisognosi invece ci si affanna coi regolamenti e i veti. Mah!

Santo Giuseppe Minetti
Non credo proprio che lei signora Donella sia stolta. Nemmeno posso credere che ella risulti poco avvezza nel seguire i regolamenti. Semplicemente penso che chi ricopre cariche pubbliche, deve essere in prima persona, ligia nel seguire i regolamenti istituzionali.
Altrimenti, mi si spieghi come si possa richiamare il senso civico se proprio noi (in questo caso consiglieri comunali) siamo i primi a non seguire i regolamenti?

Donella Gatti
1) I regolamenti sono fatti per le persone, e per facilitare la vita a queste, non le persone per i regolamenti; 2) Compito di chi ricopre cariche pubbliche è applicarli e farli applicare cum grano salis, cioè con buon senso; 3) L’argomento ‘filosofico’ su chi più degli altri deve seguire le leggi, pure affascinante, con lo specifico della faccenda non c’entra un ciufolo. Emoticon smile.

Santo Giuseppe Minetti
I regolamenti finché tali, vanno applicati.

Donella Gatti
Uhm…sempre e comunque vero? No sa, che dicono/evano lo stesso gli astronauti responsabili del LEM (modulo lunare Apollo), come i poliziotti morali dell’Isis… Emoticon wink

Santo Giuseppe Minetti
A me piace ragionare coi piedi per terra. Keep calm and mai mulà. Tegn dur.

Donella Gatti
E, parere mio, è giusto ragionare così. Proprio per il bene del nostro paese: gli eccessi con la scusa del ‘rispetto’ dei regolamenti, lasciamoli invece a chi ragiona… con gli zoccoli in aria. Emoticon wink

Santo Giuseppe Minetti
Se vuole, accetti questo consiglio: si legga il TUEL 267/2000. Ella è pur sempre una consigliere comunale. Buon pomeriggio.



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Autore

Bruno Silini

Giornalista di PrimaBergamo, precedentemente dell'Eco di Bergamo. Blogger, content editor, esperto di social network. Autore con Evi Crotti e Alberto Magni del libro "L'immagine e l'anima. Donne famose del '900" pubblicato nel 2007. Nello staff comunicazione della Cisl Bergamo. Iscritto all'albo dei giornalisti della Lombardia.

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