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Redazione Socialbg

Da molti anni il Museo etnografico della Torre di Comenduno di Albino organizza mostre relative a tematiche etnografiche e storiche diverse, riferite al territorio della Valle Seriana.

Sono mostre sempre accompagnate da una pubblicazione, allestite da ottobre a dicembre presso la Sala gialla della Villa Briolini-Regina Pacis di Comenduno che ricevono sia le visite delle scolaresche, su appuntamento, che di numerosi visitatori durante l’apertura domenicale.  

Quest’anno la mostra e il libro, dal titolo “Cagére. I caseifici albinesi dal 1914 ai nostri giorni”, saranno dedicati ai caseifici che, a partire da quella data, hanno organizzato in forma cooperativa la trasformazione del latte prodotto dai contadini.  

Tutto ha inizio dalla concomitante azione di due istanze modernizzatrici diverse: quella della Cattedra Ambulante di Agricoltura e quella dell’Unione Diocesana delle Istituzioni Sociali Cattoliche bergamasche. Una conferenza organizzata dalla Cattedra Ambulante a Casale di Albino il 20 e 21 maggio 1914 porta all’apertura di un Caseificio sociale nei locali parrocchiali l’anno dopo. Ne seguiranno altri nel Comune di Albino: a Vall’Alta, a Dossello, ad Abbazia, a Fiobbio, al Molinello, a Bondo Petello, mentre a Comenduno ne sorgerà uno privato.

Con la mostra di quest’anno, corredata da pannelli, si esporranno le attrezzature di un tempo destinate alla zootecnia e alla lavorazione del latte. La pubblicazione, sulla base dei documenti rintracciati e delle testimonianze dei vecchi casari, racconterà la storia dei caseifici, del tramonto dell’agricoltura montana nel Dopoguerra (ad Albino si passerà da 690 ettari di seminativi nel 1929 allo zero attuale) e della resistenza della zootecnia (i bovini, 1538 nel 1929, sono ancora 300 nel 2013).

Il racconto accompagnerà il lento declino del piccolo allevamento contadino che sfocerà nella chiusura dei caseifici negli anni Settanta fino alla recente rinascita, anche da parte di giovani, di alcuni allevamenti di mucche, capre, asini, pecore, che partecipano, oltre che alla produzione di alimenti di qualità – latticini e carni -, alla conservazione dei prati e pascoli rimasti, al contrasto all’avanzamento dei boschi e al mantenimento della biodiversità. 

Il museo presenterà la mostra e la pubblicazione alle ore 16 di sabato 1 ottobre presso la Sala gialla della Villa Briolini-Regina Pacis di Comenduno di Albino, ma sarà presente anche alla Mostra agro-zootecnica della Valle del Lujo il 16 e 17 settembre. 

LA LOCANDINA DELLA MOSTRA CAGERE

Il Museo etnografico della Torre di Comenduno (Albino) è nato nel 1989 su iniziativa di cittadini riuniti in una associazione di volontariato ed è situato a Comenduno nella Villa Briolini-Regina Pacis, un edificio di proprietà comunale. Le esposizioni permanenti documentano la vita agricola e artigianale della media e bassa Valle Seriana nella prima metà del Novecento e sono rivolte sia alle scolaresche, che possono usufruire di visite guidate supportate dalla proiezione di video e da laboratori, sia ai visitatori durante l’apertura domenicale. Ulteriori attività del museo sono la gestione dell’orto didattico della scuola elementare locale, l’accompagnamento di gruppi per visite guidate sul territorio, l’organizzazione di mostre d’arte e, da tre anni a questa parte l’organizzazione del Festival Komendunesi, una settimana di musica con artisti provenienti da vari paesi europei.  

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