L’intervista al candidato sindaco Angelo Poma  (57 anni, consulente) in campo per le elezioni amministrative 2019 a Antegnate con la lista civica “Antegnate in Comune“.



Perché ha scelto di candidarsi alla carica di sindaco?
Il mio percorso di vita è sempre stato quello di provare a migliorare ciò che mi circonda, iniziando dalle mie competenze professionali. Mi candido a Sindaco di Antegnate perché credo che ognuno di noi possa fare qualcosa per migliorare la gestione amministrativa del Comune dove viviamo. La scelta è maturata sulla scorta di una personale convinzione, che è giunta l’ora di un “vero” cambiamento nell’Amministrazione Antegnatese, una svolta concreta ed efficace con lo scopo di rendere più efficiente l’Amministrazione comunale avvicinandola alle vere necessità delle famiglie e delle imprese.

Tre doti che ritiene di possedere per amministrare nel modo migliore?
Per me è essenziale saper ascoltare e comprendere i bisogni di tutti i concittadini, rispondendo direttamente delle decisioni amministrative e, allo stesso tempo, cercando la massima condivisione possibile con la popolazione in un’ottica di oggettiva sussidiarietà.

Cosa rimprovera all’amministrazione Lanzini in questi cinque anni? Ravvisa errori importanti?
Sicuramente la mancanza di progettazione delle opere pubbliche, perché sono realizzate solo a scopo elettore. Nel 2014 hanno presentato un Palatenda, un’opera pubblica che non può avere la certificazione energetica, struttura adibita alla pratica sportiva costata quasi un milione di euro, senza partecipare a bandi regionali per l’erogazione di finanziamenti. Dopo 10 anni di promesse nel 2019 presentano l’allargamento della scuola primaria al fine di inserire gli alunni della scuola secondaria di primo grado, ma questa scelta deriva a seguito dell’impossibilità del plesso di Covo ad ospitare i nostri alunni e non da una loro volontà politica. Così sono corsi ai ripari snaturando il plesso della scuola primaria, dividendo aule didattiche e aggiungendone altre per far posto agli alunni della secondaria di primo grado. Anche questa volta senza partecipare a bandi regionali bensì accendendo un mutuo di 314.000 euro. E l’ultima è quella di costruire due dossi sulla via centrale del paese senza permessi della Provincia.

Cosa manca al paese che lei si impegnerà, se eletto, a concretizzare?
Rivalutare il centro del paese con opere pubbliche e un vero sostegno ai negozi di vicinato i quali sono il luogo di aggregazione irrinunciabile per la comunità.
Sottoscriveremo accordi tra le forze di Polizia Locale con gli “effettivi comuni limitrofi“, cosi avremo a disposizione Agenti di Polizia Locale che vigilano su un territorio immediatamente raggiungibile ed omogeneo.
Come ho già scritto sopra vista l’urgenza di spazi nel plesso scolastico di Covo si sono aggiunte delle nuove aule didattiche alla scuola primaria di Antegnate e per farlo si sono sottodimensionate aule progettate con rapporti areo-illuminati conformi a discapito dei bambini/e frequentanti. Quindi è nostra intenzione progettare e finanziare l’opera con la partecipazione ai bandi regionali con l’erogazione del contributo fino al 80% della spesa e costruire una nuova scuola secondaria di primo grado sostenibile a livello ambientale e strutturale, cosi da ospitare gli alunni in aule didattiche, laboratori e palestra nel nuovo plesso scolastico. Realizzeremo percorsi per sostenere e promuovere la salute attraverso un progetto pensato per i cittadini “run per Antegnate” volto a creare tragitti sicuri al fine di valorizzare il movimento anche attraverso l’aiuto delle Associazioni già presenti sul territorio. Avvieremo un processo virtuoso basato sulle “4R” partendo dalla Riduzione degli imballaggi e delle plastiche con l’installazione di eco-compattatori, incentivare il Riuso, il Riciclo dei materiali e Rendere effettivo in tutto il territorio il sistema della raccolta differenziata attraverso il porta a porta con tariffa puntuale.
Una seria collaborazione con la nascente RSA, ci attiveremo per inserire nel progetto un Centro Diurni per anziani, ci attiveremo come amministratori al fine di professionalizzare i cittadini/e di Antegnate con le mansioni richieste con corsi di formazione al fine di facilitarne l’assunzione.

C’è un ruolo strategico che il paese potrebbe occupare nel contesto della nostra provincia?
Un paese con un enorme potenziale che a seguito dell’insediamento di nuove infrastrutture sovracomunali come Brebemi – Tav e il Centro Commerciale negli ultimi 10 anni ha perso in parte la sua vocazione prettamente agricola, la quale va supportata con tutti i mezzi possibili e a tutti i livelli, trasformata in vocazione commerciale e artigianale.

Come intende affrontare le situazioni di marginalità sociale del suo territorio?
Stiamo vivendo un momento socio-economico difficile; io però penso che un buon Amministratore possa essere di grande aiuto per i propri cittadini, mettendo a loro disposizione la volontà di ascoltarli, di rendersi partecipe alle loro difficoltà, di impegnarsi a risolvere i loro problemi. Questi secondo me sono i principi che devono essere alla base del buon amministratore e questo io mi impegno a fare.

Come descriverebbe il suo paese ad un estraneo?
Antegnate è una comunità molto legata alle tradizioni nonostante lo stravolgimento del nostro territorio con il rammarico più grande che le nostre infrastrutture, come il Centro Cultura, non siano utilizzate al meglio. Un paese dove il verde non manca ma che molto spesso viene trascurato. Siamo una cittadina di oltre 3.000 abitanti in cui manca una figura che possa richiamare l’ordine e questa assenza porta purtroppo a situazioni spiacevoli soprattutto nelle ore notturne. Antegnate, una realtà abituata ad accontentarsi che meriterebbe molto di più.

Quale è oggi la difficoltà maggiore nell’essere sindaco?
Penso sia quella di coinvolgere tutte le anime della comunità affinché abbiamo uno scopo comune, creare una vera sussidiarietà orizzontale e questo si può fare se tutti danno la loro disponibilità senza nessun campanilismo di appartenenza.

Il suo politico di riferimento (anche passato) e perché?
Sandro Pertini, il presidente più amato dagli italiani, perché ha dimostrato di essere semplice e umile pure da Presidente della Repubblica. Aveva due doti fondamentali riconosciute anche dai suoi avversari politici: lealtà e coerenza.

A un indeciso in cabina elettorale cosa gli suggerirebbe per farsi votare?
Io credo che gli elettori non si debbano convincere con delle promesse irrealizzabili, con il mio gruppo stiamo lavorando con entusiasmo su progetti di qualità e impostato sul continuo miglioramento del paese.

Tutti i candidati sindaci intervistati da socialbg.it



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Autore

Bruno Silini

Giornalista di PrimaBergamo, precedentemente dell'Eco di Bergamo. Blogger, content editor, esperto di social network. Autore con Evi Crotti e Alberto Magni del libro "L'immagine e l'anima. Donne famose del '900" pubblicato nel 2007. Nello staff comunicazione della Cisl Bergamo. Iscritto all'albo dei giornalisti della Lombardia.

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