L’intervista al candidato sindaco Carlo Marcelli (58 anni, responsabile di produzione) in campo per le elezioni amministrative 2019 a Torre Boldone con la lista Abitare – Marcelli sindaco



Perché ha scelto di candidarsi alla carica di sindaco?
La mia candidatura è una risposta alla richiesta di numerosi cittadini che hanno visto in me la persona giusta per rappresentare la loro voglia di cambiamento.

Quale sarà la sua azione amministrativa se verrà eletto?
Un’azione basata sulla partecipazione e il coinvolgimento.

Tre doti che ritiene di possedere per amministrare nel modo migliore?
Fantasia, intelligenza, passione, mixati con una buona dose di umiltà.

Cosa manca al paese che lei si impegnerà, se eletto, a concretizzare?
Manca una visione d’insieme e lungimirante.

Come descriverebbe ad un estraneo il paese per il quale si candida?
Un paese che pur essendo ormai periferia della città, ha ancora un’anima, un cuore pulsante. Questo grazie alle numerose Associazioni, ai Gruppi, alle Comunità di accoglienza che lo abitano. Un paese vivo anche dal punto di vista ambientale, immerso nelle splendide colline del Parco dei Colli.

Quale pensa sia oggi la difficoltà maggiore nell’essere sindaco?
Essere il Sindaco di tutti e non solo di quelli che la pensano come me.

Come intende affrontare le situazioni di marginalità sociale del suo territorio?
Collaboro da anni con una cooperativa che si occupa di situazioni di marginalità. So quanto il tema sia complesso. Non si risolve con slogan o improvvisazioni. E’ necessaria la massima collaborazione tra gli Enti competenti, l’Amministrazione e le Associazioni che già operano sul territorio.

Non sono giorni facili per la Giunta di Torre Boldone. Cosa ne pensa?
Non è la prima volta che il Sindaco Sessa caccia dei collaboratori. Il dialogo cessa quando qualcuno non la pensa come Lui.

Sessa in una intervista ha detto che le minoranze lo hanno deluso: “Nessuna proposta, nessuna collaborazione, il nulla politico. In questi anni hanno solo cercato di ostacolare“. Lei ne raccoglie l’eredità. Cosa risponde a Sessa.
Non concordo sul “nulla politico” delle minoranze. Sicuramente il clima di confronto non è sempre stato dei migliori. Sessa mi conosce. Personalmente in Paese ho sempre puntato sul rispetto e la collaborazione. Intendo continuare a farlo.

Gli errori imperdonabile di Sessa in questi dieci anni?
Ne cito due:
1) Fare cassa vendendo o barattando terreni pubblici:vedi la questione Martinella che avrebbe portato all’edificazione nel cuore del Paese. Oppure la recente vendita di parte del parco di via Kennedy che porterà altro cemento sulle nostre colline.
2) Aver spaccato l’associazionismo di Torre Boldone identificando quelli che non la pensano come Lui come quelli “contro”.

A un indeciso in cabina elettorale cosa gli direbbe per farsi votare?
Oggi più che mai, e non solo a Torre Boldone, c’è bisogno di maggior umanità. Una politica che torni non solo ad intercettare i bisogni della gente ma che torni a dar senso all’ABITARE il luogo in cui viviamo. Votaci e vieni a portare con noi questa ventata di umanità.



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Autore

Bruno Silini

Giornalista di PrimaBergamo, precedentemente dell'Eco di Bergamo. Blogger, content editor, esperto di social network. Autore con Evi Crotti e Alberto Magni del libro "L'immagine e l'anima. Donne famose del '900" pubblicato nel 2007. Nello staff comunicazione della Cisl Bergamo. Iscritto all'albo dei giornalisti della Lombardia.

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