L’intervista al candidato sindaco Gianfranco Masper  (classe 1949, pensionato, militante nel Carroccio dal 1993) in campo per le elezioni amministrative 2019 a Treviolo con la lista “Miglioriamo Treviolo”




Cominciamo dalle statistiche. L’età d’oro della Lega a Treviolo si interrompe quando lei, per imposti limiti di legge, dopo due mandati consecutivi, non può ricandidarsi. Pasquale Gandolfi (attuale sindaco) che aveva sconfitto con il 61,7% dei voti nel 2009, vince nel 2014 con il 48,57%. Il vostro candidato Fabiano Zanchi non aveva brillato (40,90%) e in più s’era inserito nell’agone elettorale il M5S con Stefano Maria Reale (10,52%). Da qui la domanda: corre in alleanza con il M5S?

L’altra volta i 5Stelle ottennero circa 654 voti. Bisogna capire se saranno della partita o meno ed eventualmente a chi sottrarrebbe voti la loro presenza. Resta anche l’incognita di una eventuale lista di centrodestra che sicuramente non favorirebbe il mio Gruppo. Sta di fatto che l’amministrazione uscente parte sempre avvantaggiata, ma ritengo che il risultato non sia scontato. Sul risultato potrebbero influire alcune variabili difficili da valutare in questo momento. Ogni consultazione elettorale fa un po’ storia a se. Nel 2014 c’erano alcuni elementi che hanno penalizzato il nostro gruppo: il “vento” renziano sicuramente e un candidato (Zanchi) non di Treviolo. La presenza del M5S è più difficile da interpretare anche se la presenza tra loro di ex simpatizzanti della Lega potrebbe aver tolto voti al nostro gruppo. Noi abbiamo deciso di non fare “accordi di partito”. Abbiamo coinvolto persone che non hanno condiviso le scelte del gruppo di Gandolfi, a prescindere dalla loro appartenenza “partitica”. Oggi il “vento” renziano non soffia più e la Lega è in grande spolvero. Ma ripeto: a livello locale, sui risultati incidono elementi che possono portare l’elettorato a fare scelte diverse.

Dunque, da chi è formata la sua coalizione?
Abbiamo deciso di dare continuità all’esperienza dell’ultimo mio mandato. Ci presentiamo con un logo che contiene il simbolo della Lega di cui faccio parte ormai da 25 anni e un simbolo “civico” perché è nostra intenzione amministrare coinvolgendo tutti, a prescindere dall’appartenenza politica. Infatti, dei sedici componenti in lista, solo quattro sono militanti. Tutti gli altri sono appartenenti alla società civile che hanno deciso di mettersi in gioco per amministrare meglio il Comune di Treviolo. L’età media del gruppo si aggira tra i 40 e i 50 anni, ma ci sono anche rappresentanti maschili e femminili della fascia 20/30 anni.

Perché si ricandida?
Sinceramente, quando nel 2014 ho finito il secondo mandato, pensavo proprio di non ripetere l’esperienza. Non dico che avrei appeso la fascia al chiodo come si suol dire, ma pensavo di continuare ad interessarmi del mio paese stando nel gruppo. Invece, le numerose sollecitazioni della gente e il sostegno delle persone che compongono il Gruppo “Miglioriamo Treviolo”, mi hanno indotto a rimettermi in gioco. Ma la spinta maggiore deriva innanzitutto dalla gestione politico/amministrativa portata avanti da Pasquale Gandolfi e il suo gruppo. Nulla di personale, ma ritengo che molte scelte siano state fatte non nell’interesse del territorio e dei cittadini di Treviolo.

Tre doti che ritiene di possedere per amministrare nel modo migliore?
Penso di avere acquisito una competenza tale in questi anni da permettermi di affrontare gli impegni derivanti dal ruolo con grande serenità e capacità di decisione nella soluzione dei problemi. Chi mi ha conosciuto durante i miei mandati precedenti sa che quando sposo una causa la seguo fino in fondo senza risparmio di tempo.

Gandolfi ha affermato di essere in Comune sei giorni su sette dalle 8,15 alla 13,30, senza contare le riunioni serali. Lei, da “pensionato”, garantirà una presenza fisica superiore? E con gli altri impegni (Consigliere provinciale, Consiglio di Amministrazione di Uniacque, …) come si regolerà?
La mia condizione di pensionato mi permetterà di essere in Comune in modo assiduo. Se dovessi essere eletto, mollerei tutte le cariche operative che attualmente impegnano il mio tempo. Non basta stare in Comune poche ore al mattino per far girare la macchina comunale. Avrò una squadra che garantirà presenza assidua negli uffici e sul territorio.

Cosa manca al paese che lei si impegnerà, se eletto, a concretizzare? C’è qualcosa che aveva lasciato in sospeso alla fine del suo ultimo mandato?
Punteremo a un deciso miglioramento nella gestione del verde e della pulizia del territorio, con un ampliamento delle aree giochi destinate ai bambini. Il nostro obiettivo è di puntare fortemente sulla sicurezza utilizzando la Polizia Locale e le forze dell’ordine per un maggior controllo del centro abitato. Si punterà al miglioramento dell’attività degli uffici incrementando lo sviluppo digitale dei servizi. Verrà dato largo spazio ai cittadini che vorranno dare il loro contributo attivando commissioni consultive oggi presenti solo sulla carta.

Sulle opere pubbliche?
Non si prevedono interventi eclatanti, ma si punterà in particolare sulla manutenzione dell’esistente oggi dimenticato a vantaggio di opere di dubbia utilità. Bisogna pensare, infatti, che occorrerà mettere mano al polo scolastico ancora fermo. Occorrerà anche sistemare la Cascina Spajani, lasciata andare in rovina dall’attuale amministrazione, sfruttando i consistenti contributi regionali disponibili. Per il resto il programma verrà consolidato dopo aver raccolto indicazioni dalla gente, dalle associazioni e istituzioni del territorio.

Cosa rimprovera all’amministrazione Gandolfi in questi cinque anni? Ravvisa errori importanti?
Gandolfi voleva aumentare la sicurezza ed invece ha ridotto il numero dei vigili utilizzandoli solo per erogare multe sulle strade provinciali. La raccolta differenziata è decisamente peggiorata al punto che siamo passati dal 20° posto in Lombardia ad oltre il 100°. Inoltre, i suoi numerosi impegni gli hanno impedito di essere presente sul territorio in modo adeguato. Io mi dedicherò esclusivamente all’attività comunale. E lo farò con un compenso molto inferiore da quello da lui percepito. Insieme a me anche gli assessori garantiranno la loro presenza in Comune in modo continuativo. Gandolfi non ha tenuto conto di potenziare la trasparenza. Lo vediamo dal sito del Comune oggi completamente trascurato con le delibere che spesso vengono pubblicate con grave ritardo, senza contare la presenza di informazioni obsolete.

Come descriverebbe ad un estraneo il paese per il quale si candida? E cambiato molto negli ultimi 20 anni: nel 2009 Treviolo ha superato i 10.000 abitanti. Adesso rasenta gli 11.000. Come si pone di fronte a questa esplosione demografica e al relativo consumo di suolo?
Si, Treviolo è cambiato molto. L’attuale sindaco ha dichiarato di voler azzerare l’attività edilizia ed invece in questi cinque anni il Comune di Treviolo è diventato tutto un cantiere con permessi di costruire rilasciati “in deroga” o “in variante”. In questi anni si è pensato solo a costruire anziché curare l’esistente. Con me la cura dell’ambiente diventerà obiettivo primario.

Quale è oggi la difficoltà maggiore nell’essere sindaco?
Credo che la burocrazia sia il punto critico maggiore. Ci sono troppe regole, spesso non chiare e in continua evoluzione. C’è poi l’insufficienza delle risorse che impone di fare delle scelte non permettendo di coprire tutte le esigenze del territorio.

Come intende affrontare le situazioni di marginalità sociale del suo territorio?
Treviolo è un paese in cui la maggior parte delle persone gode di una situazione economico-finanziaria “discreta”. Esistono comunque situazioni “difficili” che ben conosco. Ritengo che in questi anni l’attenzione ai servizi sociali da parte dell’amministrazione non sia stata sufficiente. Credo che gli operatori dei servizi sociali debbano essere messi in condizione di svolgere il loro compito in modo più efficiente ed efficace dotandoli di maggiori risorse economiche ed umane. Credo anche che gli amministratori debbano prestare maggior ascolto alle persone che presentano le loro difficoltà e non limitarsi solo ad avviarli agli uffici competenti.

Il suo politico di riferimento (anche passato) e perché?
Da giovane votavo il partito repubblicano e mi piaceva Spadolini, ma non ho riferimenti precisi. Credo che per avere un’Italia migliore si debba arrivare al “federalismo”, unico modo per valorizzare al meglio “le differenze” esistenti e farle diventare opportunità.

A un indeciso in cabina elettorale cosa gli suggerirebbe per farsi votare?
Il nostro programma è finalizzato ad accrescere la qualità dei servizi alla persona e alla cura del territorio, mentre Gandolfi ha dimostrato che a fronte di tante belle dichiarazioni d’intenti ha poi agito diversamente.


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Autore

Bruno Silini

Giornalista di PrimaBergamo, precedentemente dell'Eco di Bergamo. Blogger, content editor, esperto di social network. Autore con Evi Crotti e Alberto Magni del libro "L'immagine e l'anima. Donne famose del '900" pubblicato nel 2007. Nello staff comunicazione della Cisl Bergamo. Iscritto all'albo dei giornalisti della Lombardia.

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