L’intervista al candidato sindaco Lorella Alessio (classe 1959, insegnante) in campo per le elezioni amministrative 2019 a Dalmine con le liste civiche “Dalmine bene comune“, “Insieme per Dalmine” e il  “Partito Democratico



Perché ha scelto di ricandidarsi alla carica di sindaco?
Io e la mia squadra abbiamo lavorato senza risparmiarci per mettere in ordine i conti del Comune, rendere sicure le scuole e gli edifici comunali, dare un ambiente confortevole ai dipendenti e ai cittadini che usufruiscono dei servizi più delicati come quelli dedicati alla persona. Abbiamo aperto uno sportello antiviolenza per le donne, non solo limitandoci a mettere a disposizione i locali ma contribuendo alla formazione delle volontarie dell’accoglienza. Ci siamo impegnati per costruire un piano del traffico che, quando sarà terminato, migliorerà sicuramente la viabilità cittadina. Abbiamo tessuto rapporti significativi con l’Università, il Point, le associazioni del territorio per poter realizzare progetti importanti per i cittadini di Dalmine. La nostra programmazione non è mai stata rivolta solo al presente, bensì al lungo periodo: proprio per questo motivo, nonostante molto sia già stato fatto, mi ricandido per portare a compimento quanto già previsto e attuare i progetti pensati e concordati con diversi interlocutori del nostro territorio.

Tre doti che ritiene di possedere per amministrare nel modo migliore?
Onestà, esperienza, attenzione verso gli altri.

Quale considera il suo capolavoro amministrativo in questi cinque anni? Di cosa va fiera?
E’ stato un bel traguardo aver risolto gli aspetti più delicati del caso GESECO, riuscendo a ricollocare i dipendenti e a onorare i debiti che la società aveva con tante imprese anche locali. Avevo davanti due scelte: far fallire la società, non dovendo così pagare nessuno, o evitare che chi aveva già lavorato non percepisse ciò che gli spettava. Ho scelto senza dubbi la seconda opzione, che ha comportato qualche sacrificio importante per Dalmine – come la vendita della farmacia di via Marconi – ma ad oggi i debiti sono quasi tutti saldati e di questo ne vado orgogliosa.
Vado sicuramente fiera della stima che mi stanno dimostrando in questi giorni i miei concittadini, che mi spronano a continuare a lavorare per loro. Un grande successo è stato anche amministrare senza creare spaccature all’interno della maggioranza, riuscendo a mantenere l’affiatamento, unito a un sano spirito critico, nonostante i ritmi di lavoro intensi che una città come Dalmine richiede. Qualcuno ha descritto la mia amministrazione come timida: diciamo che non è stata la nostra modalità di lavoro “suonare le trombe” per avere visibilità, abbiamo preferito impegnarci per ottenere risultati concreti per i nostri concittadini. Dopo un Sindaco che ci ha lasciati a metà mandato e non ha saputo essere vicina ai suoi concittadini nel suo nuovo ruolo neppure nel momento più difficile di questa legislatura (leggi: tromba d’aria), è per me un onore leggere commenti di apprezzamento anche da parte dei miei avversari politici.

Cosa manca a Dalmine che lei si impegnerà, se eletta, a concretizzare?
Ho molte cose in mente. Tra le più importanti, un progetto che permetta davvero di portare nuovi posti di lavoro, nuova linfa alle imprese e nuove prospettive per i giovani. Il polo universitario è la nostra grande occasione di crescita e tra gli impegni che mi sento di prendere c’è quello di far diventare Dalmine la città della salute 4.0. Ci sono tutte le possibilità per sviluppare un tessuto imprenditoriale che – partendo dalle alte professionalità che sono presenti nel Campus di Ingegneria, dalle eccellenze che sono collocate al Point e grazie anche alla presenza di Bergamo Sviluppo, Tenaris e ABB – faccia da traino all’insediamento di aziende attive nella produzione di apparecchiature medicali e di quanto necessita il campo sanitario.

Come descriverebbe ad un estraneo il paese per il quale si candida?
Dalmine è una città a misura d’uomo, ricca di servizi, in particolare aperta ai giovani che credono nel valore della cultura e dell’attenzione agli altri. Nonostante la forte impronta industriale, sa valorizzare l’ambiente naturale: con la mia amministrazione si sono recuperate diverse aree verdi come l’oasi “Picchio Verde”, si sono aperti nuovi parchi e riammodernato quelli esistenti, si è fatta manutenzione dell’immenso patrimonio arboreo.
Dalmine è sicuramente anche una città attenta alle fragilità, che cerca di rispondere ai problemi che si presentano con concretezza, con serietà, non cercando soluzioni campate in aria, ma studiando e confrontandosi con i soggetti coinvolti.

Non più paese, ma città. C’è la Tenaris, c’è un ramo dell’Università che si riqualifica: indubbiamente due eccellenze. Detto questo quale ruolo strategico potrebbe giocare Dalmine nel futuro della Bergamasca?
Come ho già detto, Dalmine ha le carte per diventare la “Città della salute 4.0”. Anche la vicinanza di un centro di eccellenza come l’Ospedale papa Giovanni XXIII o l’istituto Mario Negri al Kilometro Rosso rafforzano l’idea di sostenere la nascita di un distretto dell’innovazione in campo biomedico.

L’autostrada verso Treviglio:  un’opportunità di sviluppo oppure una velleità evitabile?
Di certo per Dalmine è prioritaria la questione del casello autostradale, con il piano definitivo finalmente approdato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Dopo anni di trattative, rinvii e solleciti da parte dell’Amministrazione, finalmente le cose sembrano muoversi nella direzione giusta. Il Consiglio comunale di Dalmine si è espresso contro la soluzione autostradale per il collegamento Bergamo-Treviglio.

Quale è oggi la difficoltà maggiore nell’essere sindaco?
Sicuramente le risorse economiche e i tanti vincoli amministrativi, ma anche la difficoltà di far capire che non esistono scelte che possano accontentare tutti e soprattutto che dietro a ogni decisione c’è sempre un’attenta valutazione del problema.

Come intende affrontare le situazioni di marginalità sociale di un territorio che supera abbondantemente i 20.000 abitanti?
La crisi che si è avvertita sul territorio nazionale non è certamente ancora dietro le spalle. Importante è cercare di dare lavoro a tutti i cittadini e il progetto a cui ho accennato sopra è certamente una risposta. Ma le situazioni di marginalità non sono solo legate all’aspetto economico: sono diverse le situazioni che necessitano di una visione attenta e di ampio respiro. Vogliamo consolidare i servizi che abbiamo garantito ad anziani, disabili, famiglie e persone in condizione di fragilità e sviluppare nuove progettualità coinvolgendo le diverse realtà del territorio. Intendiamo inoltre promuovere un nuovo Polo di Neuropsichiatria infantile, dare attenzione al “Dopo di noi” e offrire risposte concrete al bisogno abitativo.

Il suo politico di riferimento (anche passato) e perché?
Mi è difficile fare un solo nome tra tutte le grandi personalità a cui ho fatto riferimento, ma di certo un segno importante mi è stato lasciato da Aldo Moro, padre costituente, dalle esperienze di vita e professionali eterogenee, diversificate, ma accomunate da una volontà precisa: mettere la persona prima di tutto.

A un indeciso in cabina elettorale cosa suggerirebbe per farsi votare?
Sono convinta che soprattutto nelle elezioni comunali ciò che conta di più sia la persona, il gruppo di lavoro. Sono orgogliosa del lavoro fatto durante questi cinque anni. Chiedo ai miei concittadini di fare lo sforzo di leggere la relazione di fine mandato: è il modo migliore per comprendere cosa siamo stati capaci di fare, senza creare scandali, senza insultare gli avversari politici, cercando di ascoltare tutti i cittadini, lavorando per risolvere al meglio piccole e grandi problematiche. Siamo stati vicini a tutte le associazioni, senza distinzioni e abbiamo cercato di valorizzare le risorse dei cittadini dalminesi, che, impegnandosi ogni giorno in silenzio, rappresentano la linfa della nostra città. Nelle liste che mi supportano ci sono tante persone nuove, impegnate nelle diverse associazioni, giovani e meno giovani, importanti professionalità e con un denominatore comune: la voglia di mettersi in gioco per gli altri.

Candidati Consiglieri:
Dalmine Bene Comune: Agostinelli Tommaso, Baccalà Nicola, Colombo Eleonora, Corti Roberto Alessandro, Ghisetti Lorenzo, Giavazzi Luigi, Magnoni Maria Rosa, Pagani Valentina, Parimbelli Diego, Poluzzi Cristiano, Prandi Egidia, Privitera Margherita, Re Stefano, Trocchia Riccardo Mario Renato, Vignes Gianluca.


Insieme per Dalmine: Cavalleri Paolo Battista, Avogadri Goutami, Barachetti Umberto, Boffelli Sabrina, Balini Pietro, Fratus Ivana, Bardini Alessandro, Presciani Pier Sonia, Cagnoli Stegano, Rovaris Alice, Caregnato Massimo, Rovaris Monica, Crivena Francesco, Faccini Marco Rosario, Paparella Emanuele, Tironi Simone.


Partito Democratico: Carrara Sergio, Rodeschini Marta, Accetta Fabio, Appolonia Maria Rosa, Bozzano Paolo, Di Martino Giovanni, Locatelli Giuliana, Longaretti Massimo, Lucchetti Valentina, Lupini Marcello, Mora Renato Gaetano, Paganelli Giuseppina, Pagani Edoardo, Segna Stefano, Stefanoni Deborah, Carboni Nicolò.

Tutti i sindaci intervistati da socialbg.it




I candidati non ancora contattati che avrebbero piacere ad una intervista senza tagli o interpretazioni possono mandare un messaggio alla pagina facebook socialbg. Grazie

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Autore

Bruno Silini

Giornalista di PrimaBergamo, precedentemente dell'Eco di Bergamo. Blogger, content editor, esperto di social network. Autore con Evi Crotti e Alberto Magni del libro "L'immagine e l'anima. Donne famose del '900" pubblicato nel 2007. Nello staff comunicazione della Cisl Bergamo. Iscritto all'albo dei giornalisti della Lombardia.

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