L’intervista al candidato sindaco Sergio Spampatti (50 anni, funzionario di banca) in campo per le elezioni amministrative 2019 a Cazzano Sant’Andrea con la Lega.



Perché ha scelto di ricandidarsi alla carica di sindaco?
Perché me l’ha chiesto il gruppo, senza il loro appoggio non l’avrei fatto. Sono stati cinque anni nei quali abbiamo lavorato a diversi progetti per i quali abbiamo partecipato ai relativi bandi ed ottenendo importanti finanziamenti (nuova biblioteca, realizzazione nuovo marciapiede sul provinciale, impianti semaforici per la sicurezza e, stiamo aspettando la conferma in questi giorni ma ci siamo già aggiudicati il bando, per la riqualificazione della scuola con progetto anti sismico). Anche nel prossimo quinquennio riteniamo di avere ancora alcuni importanti progetti da compiere.

Cosa considera il suo capolavoro amministrativo in questi cinque anni?
La sistemazione di un antico cascinale denominato Ca’ Manì nel quale abbiamo realizzato la nuova biblioteca e sistemato le vecchie stanze. Era un bando importante di 400mila euro e siamo partiti da un progetto originale di 600mila euro. In pochi giorni siamo riusciti a ridimensionarlo (senza perdere in qualità nell’intervento) ed abbiamo lavorato per essere pronti anche informaticamente il giorno del click day nel quale bastava perdere anche solo un secondo per non avere l’aggiudicazione.

Quale sarà la sua azione amministrativa in caso di vittoria?
Fermo restando il progetto piazza di cui parlerò dopo, sono due le opere principali per le quali da subito ci attiveremo: riqualificazione della strada che attraversa l’intero centro storico e sistemazione di una zona da anni dismessa all’ingresso dello stesso centro storico per la quale mi impegno a trovare un accordo con il privato proprietario

Tre doti che ritiene di possedere per amministrare nel modo migliore?
Senza alcun dubbio la pazienza, poi il saper delegare alle persone valide controllando le deleghe ma lasciando le briglie sciolte a chi se lo merita. Da ultimo la capacità di tenere unito il gruppo in quanto capisco quando una persona non si sente motivata e faccio di tutto per aiutarla a trovare gli stimoli.

Cosa manca al paese che lei si impegnerà, se eletto, a concretizzare?
Manca una piazza centrale bella e funzionale, ma realizzarla non dipende solo da noi essendoci proprietà immobiliari di privati e considerando che la sua realizzazione va ben al di là delle nostre possibilità economiche; non nego che sarà difficile; prima bisogna trovare la disponibilità degli interlocutori, poi bisogna preparare un bel progetto ed aspettare il bando giusto, aggiudicandoselo. Insomma, bisogna comporre un bel puzzle ma amo i giochi matematici e quindi non dispero un giorno di farcela.

C’è un ruolo strategico che il paese per il quale si candida potrebbe occupare nel contesto della nostra provincia?
Essendo un paese di soli 1700 abitanti non ha un ruolo importante nella provincia; in ogni caso se intravedessi la possibilità cercherei di inserirmi maggiormente negli organismi provinciali per poter a sua volta valorizzare di più il nostro paese.

Come descriverebbe ad un estraneo il paese per il quale si candida?
Un piccolo paese, ma dove si vive bene ed a misura d’uomo; non manca nulla ed il fatto che siamo un paese giovane (siamo tra i primissimi paesi della Bergamasca per fascia d’età sotto i 30 anni) aiuta molto. Le strutture per i minori sono nuovissime (oratorio inaugurato a fine 2014, biblioteca nel 2016), la scuola verrà ristrutturata con un bando di cui ci siamo già aggiudicati i fondi. Famiglie giovani, venite ad abitare a Cazzano!

Quale è oggi la difficoltà maggiore nell’essere sindaco?
Oggi è indubbiamente un ruolo poco ambito perché tante persone si rivolgono a noi per i più svariati problemi pensando che il Sindaco possa risolvere tutto, nella realtà le leggi sono sempre più stringenti e la litigiosità sociale è aumentata molto. A fronte di tutto questo, un lavoratore dipendente che volesse fare il sindaco deve sacrificare permessi e ferie senza nemmeno essere riconosciuti finanziariamente. Il risultato è visibile in molti paesi con la presentazione di liste uniche.

Come intende affrontare le situazioni di marginalità sociale del suo territorio? Fortunatamente ad oggi le poche situazioni sono gestite in modo accettabile dalla normale rete di servizi. Nella nostra zona la rete familiare è ancora forte ed aiuta nell’emergere di situazioni difficili.

Il suo politico di riferimento (anche passato) e perchè?
Lorenzo il Magnifico perché ha contribuito ad un’epoca irripetibile. Uomo colto ed anche affascinante che ha saputo far crescere le arti regalando all’Italia un periodo probabilmente inarrivabile. Se di un Leonardo da’ Vinci ne nasce uno a millennio, letterati importanti e piccoli geni nelle arti ce ne sono sempre stati anche in altre epoche; il merito della Firenze medicea è stato quello di dargli un terreno, un humus, dove potessero dare il meglio di se e il risultato è stato un proliferare di artisti incredibile. Insomma, Magnifico non a caso.

A un indeciso in cabina elettorale cosa gli direbbe per farsi votare?
Gli ricorderei che pur rappresentando un partito politico, nell’amministrazione del paese non ho mai fatto distinzioni per nessuno, nemmeno per i “nemici politici” più acerrimi e che magari non parlano nemmeno bene del sottoscritto sui social. Insomma, nel paese voglio veramente essere “super partes”.


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Autore

Bruno Silini

Giornalista di PrimaBergamo, precedentemente dell'Eco di Bergamo. Blogger, content editor, esperto di social network. Autore con Evi Crotti e Alberto Magni del libro "L'immagine e l'anima. Donne famose del '900" pubblicato nel 2007. Nello staff comunicazione della Cisl Bergamo. Iscritto all'albo dei giornalisti della Lombardia.

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