Imperterriti, nella ferma convinzione di essere dalla parte giusta e di perseguire una ancora più giusta causa. I responsabili artistici e istituzionali del “Donizetti” vanno avanti come kamikaze nell’allestimento della stagione musicale come da programma, rispettando i tempi prefissati (da loro) e fregandosene del covid. Nessuno ci fermerà!” fanno titolare a carattere cubitali dal giornale cittadino (che evidentemente non inventa il titolo, ma illustra intenzioni e propositi comunicati) sicuri e baldanzosi di arrivare dove vogliono, lucidi di affrontare il nemico e facendo lavorare regolarmente persone (inermi): professori d’orchestra, coristi, cantanti, tecnici e personale vario.

Ma si rendono conto lor signori che non si trovano di fronte un nemico bensì un fantasma? Un nemico lo conosci, quindi adotti una strategia per affrontarlo e possibilmente batterlo. Un fantasma no. Non lo conosci dunque non puoi vincerlo perché solo lui può colpirti: davanti, dietro, sopra, sotto, a destra e anche a manca. Ahimè! Lor signori sanno (o fingono di non sapere) con arroganza, sicumera e presunta superiorità (in base a cosa non si sa). Siamo in piena pandemia e, fino ad oggi scienza soprattutto e politica, non hanno saputo inventare che un’arma semplice persino infantile e per alcuni ridicola: isolamento? Cioè starsene buoni buonini in casa il più possibile. Così si ferma il virus, la sua diffusione e lo stato d’emergenza. Dopodiché tutto può ripartire, anche il teatro la musica, baracca & burattini e tutto il resto, con un minimo di precauzioni.

Si tratta di portare pazienza e soprattutto di un po’ di buon senso (valore ormai estinto). Non nel popolo, però. Ma in quelli che manovrano i vari bottoni, dopo di che ci si potrà divertire. Non sarebbe più giusto, logico e soddisfacente aspettare qualche settimana o mese tuttalpiù e far festa tutti insieme, con il pubblico degli abbonati e dei melomani? Perché negare loro una soddisfazione solo per pochi mesi d’attesa? Tutti in presenza. Non in streaming! Come invece lor signori hanno scelto. Che sia l’avida speranza di avere finalmente visibilità mondiale e non più ristretta a un normale teatro di provincia? Un’illusione inaspettata di false aspettative irreali e irrealizzabili. E tutta da dimostrare. Ma un’occasione da non perdere. Vincente per loro. In barba al covid. Che però è cieco e potrebbe inaspettatamente colpire prima, durante e dopo lo spettacolo.

Print Friendly, PDF & Email

Tagged in: