Al Museo del Louvre è custodito un fregio della Cattedrale di Chartes che rappresenta l’evangelista Matteo nell’atto di stendere il suo racconto. Lo assiste un angelo che controlla mentre Matteo come un amanuense medievale è chino sul rotolo. C’è fusione tra i due pur nella distinzione, condivisione non identità.

Ecco in sintesi il discorso filosofico: da una parte l’estasi dall’altro il disincanto, meraviglia e insieme turbamento, stupore e sconcerto, coinvolgimento e trascendenza, due facce della stessa medaglia.

Consideriamo alcune figure significative dell’avventura filosofica.

Platone, nel Simposio, affida alla sacerdotessa Diotima di Mantinea, il compito di illustrare la natura dell’amore. Da maestro Socrate si fa allievo in un percorso di purificazione: ci si libera dai gravami del corpo per giungere alla contemplazione del bello. L’estasi richiede rinuncia, nell’armonia del cosmo l’anima appagata finalmente tace.

Agostino di Tagaste, dopo un lungo travaglio di ricerca, è giunto alla fede cristiana. Ne parla nelle Confessioni ricordando la conversazione con la madre Monica sul lido di Ostia, in procinto di tornare in Africa. È l’intenso dialogo tra due anime. “Pochi giorni prima che lei (Monica) morisse, parlavamo, dimentichi del passato e protesi verso l’avvenire. Ci domandavamo di Te, Signore, ripercorrendo le creature materiali, nella contemplazione delle tue opere, fino alla Tua verità, sapienza che dà l’essere, che non ha successione ma è come fu e sarà… Là vi lasciammo unite le primizie dello spirito per ridiscendere al suono delle labbra dove la parola trova il suo inizio e la sua fine”.

Angela da Foligno è una mistica del ‘300, sposa e madre, poi vedova e terziaria francescana. La sua autobiografia spirituale (Memoriale) è dettata in parlata umbra al biografo che la scrive in latino scolastico. “Sentivo dolcezza divina, ineffabile. Pensa se di tutto potrai avere vanagloria. Scappa, se puoi”. La voce misteriosa la fa sobbalzare. “Provai, mi sforzai, e presi a guardare per le vigne, per sfuggire. Ovunque guardavo la voce diceva: è mia creatura”. Il rapimento si fa seduzione.

Pascal, precoce genio del dibattito scientifico, diventa poi filosofo e teologo. Si ritira nell’abbazia di Port-Royal seguace dei giansenisti. Vive intensamente l’esperienza di fede. Alla morte gli trovano cucito nella fodera della giacca un memoriale. “Dio d’Abramo, di Isacco, di Giacobbe, non dei filosofi, che il mondo non ti ha conosciuto, io sì. Gioia, certezza; che io non ne sia mai separato. Questa la vita eterna, conoscere Te e chi hai mandato, Gesù Cristo. Rinuncia totale, sottomissione. Che non dimentichi la tua parola. Amen”. Il biglietto ha una datazione precisa, lunedì 23 novembre alle dieci e mezza di sera a mezzanotte e mezzo circa; per lui “la notte di fuoco”.

Rainer Maria Rilke, poeta boemo di lingua tedesca, dopo un lungo tempo di solitudine e aridità (siccitas) – di mezzo c’è la tragedia della guerra – ritrova come dono insperato la poesia e scrive due capolavori, Elegie duinesi e Sonetti a Orfeo. Così commenta: “Finalmente il benedetto giorno, compiute le elegie, l’ultima; mi trema ancora la mano. Sabato, alle sei di sera. Finito! È! È! Amen. Io dunque sono durato all’impresa, oltre e soprattutto, questo il necessario, soltanto”. L’esperienza estatica è giunta e si può scrivere.

Cosa accomuna queste testimonianze? La necessità di tenere insieme estasi e disincanto, desiderio dell’io di farsi tu e capacità di raccontarlo. “Il linguaggio si fa dimenticare”, spiega Merleau-Ponty; “la sua funzione mediatrice passa inosservata. Presi dal significato dimentichiamo i segni e l’espressione si dissolve di fronte all’espresso”.

Invece la filosofia, quella autentica, tieneinsieme estasi e disincanto. Rinuncia a beni effimeri per la bellezza ed è invasa dall’estasi, senza dimenticare gli strumenti che la consentono e che permettono di spiegare quel che vede.


Sintesi di Mauro Malighetti della lezione di Martino Doni all’auditorium del Liceo Mascheroni di Bergamo (25 gennaio 2021) nell’ambito della programmazione di Noesis


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