Non aveva tutti i torti Aldo Grasso una quindicina di giorni fa a dire che ormai nei talk show ci sono “il nano, la donna cannone, il clown e… Orsini”. Perché ormai il famoso professor Alessandro Orsini si comporta come un consumato protagonista del circense mondo televisivo.

Ogni giorno una comparsata, ogni giorno una sparata. Inevitabile quando i domatori-conduttori ti chiamano sul palcoscenico per stupire gli spettatori e tu, come un Nanni Moretti sbarbato, ti chiedi ansioso: “Mi si nota di più se dico un’enormità o se faccio un ragionamento accademico?”. Meglio la prima, evidentemente. E così, nemmeno il tempo di far digerire quel “ … i bambini sono più felici sotto una dittatura” ed ecco che se ne esce, a Piazza Pulita, con un “il segretario generale della Nato è un pazzo” (che, se fosse vero, dovremmo tutti nasconderci nei rifugi antiatomici).

Così, con assoluta leggerezza, librando in aria le sue manine e spalancando gli occhioni da dottor Stranamore. Nessuno stupore, intendiamoci. È un gioco delle parti, con Orsini che cerca un riscontro sociale e lo trova alzando sempre di più l’asticella delle sue uscite, che pur partendo a volte da analisi sensate cadono presto nell’estremizzazione manichea per titillare l’uditorio; e con i domatori-conduttori che lo invitano e lo blandiscono perché la spari sempre più grossa. Il merito, all’uno e agli altri, interessa pochissimo. The show must go on, ovviamente…

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