Per l’Epifania, ho scritto un racconto ambientato a Napoli nel 1945 che si ispira a un fatto vero accaduto alla mia mamma. Nata appunto nel 1945 e cresciuta grazie a una mamma di latte incontrata provvidenzialmente attraverso l’incontro con un bambino. Questo racconto vuole essere un tributo alla memoria di tutte quelle donne denominate mamme di latte che hanno scritto storie di straordinaria umanità e solidarietà facendo un gesto semplice ma ricco d’amore: dar da mangiare ai neonati che ne avevano bisogno.

5 gennaio 1945

E ora cosa facciamo Giuseppe, ho finito il latte e la bambina ha fame” domandò preoccupata Maria mentre, ancora provata dal recente parto, giaceva nel letto.

Non lo so amore mio, ma una cosa è certa andrò alla ricerca di qualcuno che ci possa aiutare” – rispose il giovane papà cercando di tranquillizzare la moglie.

“E come farai? Napoli è ancora un caos e, anche se siamo nel 1945, le provviste scarseggiano ancora ovunque e nostra figlia è così piccola…” replicò singhiozzando la donna.

Lo sai che sono uno che non si arrende mai, sono certo che troverò una soluzione!” esclamò l’uomo uscendo di casa.

Dove state andando?” – intimò, in modo minaccioso, una guardia di turno quella notte.

Sono ore che sto girando per la città alla ricerca del latte per mia figlia appena nata ma non ho trovato nulla e sono disperato” – rispose in lacrime il giovane papà.

Ma se c’è poco cibo per i bambini in vita da più anni, figuriamoci se può essercene per i neonati: ma come vi è venuto in mente di mettere al mondo un infante in questi anni di caos! Stolti” – sentenziò bruscamente il militare continuando il suo giro di ronda notturna.

Quelle parole furono una vera e propria pugnalata al cuore di Giuseppe ma, nonostante questa nuova ferita, proseguì ugualmente il suo frenetico peregrinaggio di casa in casa alla ricerca di un aiuto. Purtroppo, trovò solo porte e cuori sigillati e, mentre la notte avanzava, anche l’ansia iniziò a prendere il sopravvento. D’un tratto, però, una luce proveniente da una chiesa attirò la sua attenzione e, ormai esausto, decise di entrare anche solo per trovare un momento di pace.

Che bel presepe di Gesù Bambino!” – pensò tra sé e sé l’uomo e d’un tratto un ricordo riscaldò il suo cuore: “Mamma chissà dove sei adesso …quanto mi manca la processione che ci facevi fare da bambini la Vigilia di Natale per dare il benvenuto al bambinello”. Ma l’armonia di questa memoria fu spezzata da una nuova angoscia.
E’ finito il tempo delle favole… la realtà è che mia figlia non ha da mangiare e nessuno mi può aiutare. neanche tu” – gridò arrabbiato l’uomo guardando la sacra raffigurazione. D’un tratto, però, la luce di una candela attirò la sua attenzione: era un bambino che si accingeva ad attraversare la navata della chiesa con in mano un lume e tre pupazzi presepiali.

 “E tu chi sei?” – domandò Giuseppe – “Non sai che è pericoloso andare in giro di notte?”. Continuò l’uomo. “Come ti chiami bambino?”.

Io sono Francolino e sono venuto ad adorare, insieme ai miei amici magi, Gesù bambino. Infatti, oggi è la vigilia dell’Epifania!

Ora mi è tutto chiaro… beato te piccolo che credi ancora in queste credenze” – disse l’uomo ridacchiando.

Vi andrebbe di darmi una mano? Infatti, da solo non riesco a posizionare i personaggi vicino alla grotta e ci tengo a fare le cose al meglio” – domandò gentilmente il bambino.

Ho cose più importanti da fare che stare dietro alle tue sciocche esigenze… però, contrariamente alla guardia che ho incontrato, sei educato e visto che ormai ho perso tutte le speranze di aiutare mia figlia… realizzerò la tua richiesta” e dopo aver detto questo e con le lacrime agli occhi, Giuseppe aiutò Francolino a posizionare le statuine.

I re magi a Gesù Bambino hanno portato oro, incenso e mirra… e tu che dono vorresti per tua figlia?” – domandò curioso il bambino.

Latte, semplicemente del latte! Ma purtroppo è merce rara in questa epoca!” – disse piangendo Giuseppe.

Allora seguimi, credo di poterti aiutare!” – replicò il bambino sorridendo.

Uscendo di chiesa camminarono per almeno un’ora tra i vicoli sempre più vuoti della città fino a quando non giunsero all’uscio di una casa. “Entra pure là: troverai una donna che ha da poco partorito e ha latte in abbondanza, sono certo che saprà darti una mano!” – esclamò felice Francolino –

Grazie di cuore piccolo amico mio!” – disse Giuseppe abbracciando il bambino.

Entrando nell’abitazione e, presentandosi, l’uomo raccontò alla donna di sua figlia neonata e della necessità che aveva di avere del latte da darle. La donna, commuovendosi, invitò a Giuseppe a portarle la piccola e così, rientrato a casa e presa con sé la figlia, ritornò dalla puerpera.  Mentre stava allattando la piccola d’un tratto la signora rivolse una domanda a Giuseppe: “Buon uomo, ma come mi avete trovata?

È stato un bambino di nome Francolino a portarmi qui. Ma sinceramente ora non so dove sia finito: se mia figlia ora sta mangiando è merito suo!

Il giorno dopo l’uomo, mentre si accingeva a riportare la bambina a casa della donna per un nuovo pasto, decise di rientrare in chiesa e, con la figlia in braccio, si mise davanti al Presepe di Gesù Bambino. “Vedi amore mio questi sono i 3 magi che, da un certo punto di vista, ti hanno portato in dono il latte di cui avevi bisogno” e, sorridendo, l’uomo abbraccio la piccola.

Chissà però dov’è finito Francolino, non vorrei che gli sia successo qualcosa” – pensò preoccupato tra sé e sé l’uomo.

Buongiorno e buona festa dell’Epifania signore!” – esclamò d’un tratto il parroco della chiesa. “Siete qui per chiedere il Battesimo di vostra figlia?” – domandò prontamente il prelato.

Sinceramente non ci avevo pensato: di questi tempi la mia fede è tracollata anche se, in tutta onestà, ieri sera è accaduto qualcosa di molto strano” – disse Giuseppe.

Così l’uomo raccontò al prelato della notte trascorsa e della ricerca del latte per la sua bambina fino al misterioso incontro con Francolino. “E questo è tutto: ma scusi lei per caso lo conosce questo bambino visto che mi sembrava molto a suo agio in questa chiesa?” – domandò Giuseppe.

“Francolino… mi faccia pensare… in realtà l’unico che conosco con questo nome non è un bambino ma è un angelo del presepe amico di Gesù Bambino.” E, dopo aver detto questo, invitò l’uomo a guardare nuovamente verso la raffigurazione della natività. Con grande stupore Giuseppe, questa seconda volta, notò che, proprio accanto ai magi, c’era un pastorello strano… con il volto di un bambino e in mano una bottiglia di latte

Ma è Francolino!” – esclamò con grande meraviglia l’uomo!

“Ma come è possibile tutto questo? Eppure, sono certo di averlo incontrato visto che, proprio ieri sera, mia figlia ha potuto mangiare!”  continuò l’uomo in un misto tra incredulità e stupore.

Le vie del Signore sono infinite… e lei, con questo nome così importante, dovrebbe saperlo” disse ridendo il prelato.

5 gennaio 2022

Ma davvero nonna hai avuto una mamma di latte?” – interruppe il racconto la bambina.

Si piccola mia, andò proprio così: il tuo bisnonno Giuseppe mi diede da mangiare grazie all’angelo Francolino! – rispose la donna chiudendo l’album di vecchie fotografie.

Ed è per questo che, in ogni Epifania, nel nostro presepe insieme ad oro, incenso e mirra c’è anche un quarto dono: un vaso di latte!”. E, dopo aver detto questo, l’anziana signora, aprendo una vecchia scatola, estrasse una statuina e posizionandola nel presepe disse “Benvenuto anche quest’anno piccolino amico mio: tu sei Francolino e hai portato il latte a me e a Gesù Bambino.”


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Autore

Alessandro Grazioli

Marito e papà di 4 bambini, laureato in Giurisprudenza presso l’Università Statale di Milano, Specialista sviluppo prodotti e servizi assicurativi Gruppo Assimoco – Business Unit Eticapro, Consigliere Comunale e Presidente del Comitato di settore dei servizi sociali del Comune di Torre Boldone, divulgatore e influencer sociale su Socialbg

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