Quando si atterra all’aeroporto di Tarbes-Lourdes-Pyrénées l’impressione che solleva è quella di uno dei tanti luoghi già visti e così simili nella loro dimensione urbanistica che per un attimo si confondono le coordinate geografiche che inequivocabilmente fissano quel luogo ai piedi dei Pirenei nel sud della Francia in una regione tanto piovosa da essere chiamata volgarmente “il pisciatoio della Repubblica”. Un paesaggio di superstrade, gross-marchè, cartelloni pubblicitari. In sostanza un luogo comune a molte altre parti d’Europa. Già all’interno della cittadina di Lourdes si nota che la dislocazione delle strutture alberghiere sono poste vicino al fiume Gave e poi, rubando spazio alla collina circostante, hanno intasato il nucleo di case originarie del piccolo paese in un crescendo di muri, palazzi e cemento. Lourdes in effetti è il maggio centro alberghiero di Francia, qualcuno ipotizza pure d’Europa, con i suoi 50.000 letti. Ma se pure la congestione di strutture è, in un’ottima puramente economica un miracolo non irrilevante per una cittadina periferica lontano dalla grandeur di Parigi e dai commerci di Marsiglia, l’incommensurabile prodigio è stato, usando le parole di Papa Giovanni XXIII, “lo spalancarsi improvviso, in una grotta, di una finestra sul Cielo” l’11 febbraio 1858. Una data che segna la prima delle 18 apparizioni a santa Bernardette Soubirous. E’ quella grotta il “luogo per eccellenza”, il palcoscenico sacro delle apparizioni della Beata Vergine. Un ambiente unico che introduce il corpo e lo spirito in atteggiamenti di contemplazione, di serenità, di ammirazione.

Il santuario cattolico più frequentato al mondo

Un’ampia spianata – racconta un pellegrino – che si infrange a sinistra sulle rocce che costituiscono la base su cui si ergono la Basilica superiore, la Cripta e la Basilica del Rosario, dove ancora cresce spontaneamente la vegetazione del luogo. Sulla destra il fiume interrompe la distesa e con gli alberi che lo seguono in prossimità della sua riva, chiude come una cornice il quadro dipinto dall’Autore, che ha voluto, in questo contesto ambientale già di per sé ammirevole, inserire anche la bellezza della presenza di Maria che incontra l’umanità”. A 160 anni dalle apparizioni, quello ai piedi dei Pirenei è ancora il santuario cattolico più frequentato del mondo. Un santuario dove gli italiani sono spesso più numerosi dei francesi e per raggiungere il quale, con malati al seguito, sono nate da noi organizzazioni solide e attivissime come l’ Unitalsi e l’Oftal. In suo articolo, come al solito denso di fonti e di spunti originali, il giornalista Vittorio Messori spiega come Lourdes fosse predestinato a questo ponte mariano tra Cielo e terra. Documenti alla mano si racconta che Carlo Magno, dopo aver sconfitto i Mori in Spagna, attaccò la fortezza saracena di Mirambel, antico nome di Lourdes. L’emiro che la proteggeva giurò ad Allah che non l’avrebbe mai ceduta ad alcun uomo. Ridotto però allo stremo, per non venir meno al suo voto, accettò un compromesso proposto dal prelato al seguito di re Carlo. L’emiro non doveva arrendersi a nessun uomo, bensì a Nostra Signora di Le Puy, immagine mariana venerata nelle Gallie. Poiché Maria è veneratissima anche dai fedeli del Corano, l’emiro Mirat accettò.  Inoltre, a partire dal 1062, atti notarile informano che i conti del luogo donarono alla Signora di Le Puy non soltanto Lourdes, ma l’intera regione, la Bigorre, impegnandosi al pagamento di un “censo” annuale al capitolo del grande santuario delle Gallie.

70 miracoli ufficialmente riconosciuti

Quando Luigi Filippo, animato da spirito volteriano, spezzò il vincolo tra Le Puy e Lourdes prende corpo un evento singolare. “Stando all’antico diritto feudale – scrive Messori – la potestà del signore di un luogo si estingueva dopo trent’anni di mancato adempimento degli obblighi previsti dall’ atto di sottomissione. L’ultimo omaggio portato dalla «vassalla» Lourdes a Le Puy e l’ ultimo tributo pagato dalla monarchia francese risalivano al 1829: dunque, i «diritti» di Maria sulla città pirenaica sarebbero caduti in prescrizione nel 1859. Ebbene, all’ ultimo tempo utile, cioè nel 1858, un anno prima dell’ estinzione, la Signora appariva a Massabielle”. E proprio qui, in un crescendo di devozione, accorrono uomini e donne di ogni razza, nazione e lingua. Le persone che si incontrano a Lourdes avvertono l’urgenza di pregare, di cercare un dialogo diretto con il Signore attraverso l’intercessione di Maria; e ognuno lo fa a modo suo, con la recita del rosario, con la partecipazione alla Benedizione Eucaristica, con la Riconciliazione, con la partecipazione alla S. Messa, con la fiaccolata, con il silenzio.  Qualcuno “prega” diciamo in modo pratico attraverso l’aiuto caritatevole per i fratelli ammalati e sofferenti, sospingendo una carrozzella, accompagnando un malato a riempire una bottiglia d’acqua benedetta oppure immergendo nella piscina dei miracoli. 70 quelli ufficialmente riconosciuti dalla Chiesa nonostante il numero delle guarigioni raggiunga, solo per fare un esempio, la cifra di 4445 tra il 1858 e il 1914. Una cifra che sconcertò anche Alexil Carrel, premio Nobel per la medicina, convertito al Cristianesimo proprio per essere stato testimone diretto di una guarigione.

Il miracolo dei volontari

Nell’elenco dei 70 miracoli di cui si riconosce ufficialmente il carattere sovrannaturale al 51° posto c’è un italiano, un contadino piemontese che nel 1949 venne colpito dal “morbo di Hodgkin” con i medici unanimi nel prevedere la morte entro un mese al massimo. Il moribondo partì per Lourdes. Durante l’immersione nella piscina del santuario si sentì “colpito da una scarica elettrica, come una corrente caldissima attraverso tutto il corpo”. Quel uomo guarì. Niente più febbre, basta dolori, spariti gli ingrossamenti linfatici che la malattia procurava. Ritornato in Italia continuò la sua professione di contadino. Lourdes è, usando un ossimoro, il paradiso della sofferenza. Quante persone corrette dal dolore si incontrano accompagnate con i “risciò” e le carrozzine. Spesso ad accompagnarli sono giovani volontari. La loro presenza a fianco di questi fratelli bisognosi è ammirevole, nell’ascolto, nel servizio, nella preghiera, con la loro fede. “Nei tuoi momenti di raccoglimento – spiega un affezionato di Lourdes – sono molte le domande che ti poni, ma in particolare ti soffermi a cercare delle risposte sul disegno che Dio ha riservato a Bernardette Soubirous: perché proprio lei? Perché a Lourdes ed in questo contesto? Poi nelle tue ricerche personali che si basano su testimonianze storiche del tempo e quindi veritiere, scopri alcuni elementi che ti fanno riflettere e nei quali trovi le risposte che cercavi.

Il volto luminoso di Bernardette Soubirous

Bernardette nasce e cresce in un contesto di una famiglia cristiana autentica, sorta da un matrimonio d’amore; una famiglia dove si prega, si dona ai più poveri, dove si è aperti agli altri. In questo clima di tenerezza e di amore, Bernardette ha trovato la sorgente di quella forza e di quell’equilibrio psicologico che l’hanno caratterizzata nei momenti difficili della vita, attraverso le difficoltà materiali e condizioni di sofferenza personale da malattia, passando attraverso le rinunce “forzate” di scuola e catechismo. Ella ha potuto superare queste prove della vita perché ha trovato nella famiglia l’amore che era più forte degli imprevisti del destino. Il volto luminoso di Bernardette Soubirous, come quello di tante altre donne elevate all’onore degli altari in questi duemila anni di cristianesimo, mostra davvero – nella concretezza della fisicità, potremmo dire – “il volto femminile della santità”. E’ significativo il fatto che, se guardiamo alle manifestazioni della Vergine riconosciute dalla Chiesa negli ultimi due secoli, le protagoniste sono per la quasi totalità delle donne: donne testimoni dell’Assoluto, che hanno fatto da tramite efficace fra l’eterno e il tempo, nel fulgido solco di Maria di Magdala, la prima testimone della risurrezione del Signore. Osservando le apparizioni in sequenza, e scoprendo in esse il ruolo che le veggenti hanno avuto, ne emerge con chiarezza il disegno della Provvidenza, che ha affidato a umili fanciulle – spesso disprezzate dai loro concittadini – la missione di mostrare tesori di grazia e di amore, capaci di arricchire spiritualmente generazioni intere di fedeli. Si tratta, per così dire, di un crescendo di messaggi e di insegnamenti, di appelli alla conversione e di sollecitazioni alla preghiera, tutti trasmessi da amorevoli labbra femminili.


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Autore

Bruno Silini

Giornalista di PrimaBergamo, precedentemente dell'Eco di Bergamo. Blogger, content editor, esperto di social network. Autore con Evi Crotti e Alberto Magni del libro "L'immagine e l'anima. Donne famose del '900" pubblicato nel 2007. Nello staff comunicazione della Cisl Bergamo. Iscritto all'albo dei giornalisti della Lombardia.

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