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Gianbattista Brioschi sindaco per dieci anni di Almenno S. Bartolomeo

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Gianbattista Brioschi sindaco

Gianbattista Brioschi, sindaco di Almenno San Bartolomeo, non è più candidabile alle prossime elezioni dopo essere stato eletto primo cittadino per due mandati consecutivi. Lascia in eredità una squadra pronta e un successore entusiasta. Socialbg.it l’ha intervistato.




1) Nel 2009 diventa sindaco con il 39,7% al fotofinish (con tanto di ricorso al Tar) con Alice Ravasio della Lega Nord. Nel 2014 le cose sono andate meglio. Vince ancora (contro Giacomo Natali della Lega Nord) con il 66.22% dei voti. In cinque anni ha aumentato il suo bagaglio di elettori di oltre il 25%. Come ci è riuscito?
Sono stati 10 anni impegnativi ho preso l’aspettativa dal lavoro per fare il Sindaco a tempo pieno dedicandomi insieme alla mia squadra ai bisogni e alle esigenze dei cittadini cercando sempre di dare una risposta attraverso il dialogo costante con i cittadini e al tempo stesso acquisendo un bagaglio di esperienza amministrativa notevole.

2) Se la legge l’avesse permesso si sarebbe ricandidato anche per le prossime elezioni ? Ma considerato che la legge le impone uno stop cosa farà l’ex sindaco Brioschi? Continuerà come assessore/consigliere oppure volta pagina?
Qualora la normativa mi avesse consentito di conseguire il terzo mandato, non lo avrei fatto. Dieci anni sono tanti e impegnativi. Comportano tantissime responsabilità e credo sia giusto lasciare il posto ad altri. Continuerò a impegnarmi in prima persona sostenendo il mio gruppo di cittadinanza attiva e il mio vice sindaco Alessandro Frigeni candidato alla carica di Sindaco. Lo spronerò ad agire con un approccio prevalentemente amministrativo, ma suggerendogli di mantenere sempre alta la capacità di saper ascoltare i cittadini e i loro bisogni con spirito di umanità e comprensione. Il tutto per migliorare sempre più la qualità di vita dei nostri cittadini all’interno di una comunità sempre più coesa e senza abbandonare nessuno.

3) Dal 2018 è anche presidente dell’Assemblea dei Sindaci dell’Ambito Distrettuale Valle Imagna – Villa d’Almè. Il suo vice è il leghista Massimo Bandera (sindaco di Almè). Come è il vostro rapporto? Quali sono le visioni che vi accomunano e dove invece c’è distanza?
Il rapporto con il mio vice presidente Massimo Bandera è ottimo. In qualche occasione ha fatto le mie veci in Ambito distrettuale. E’ una persona molto capace e molto attenta alle tematiche del sociale. Concordiamo in molti punti per i servizi alla persona che mettiamo in campo tramite l’ambito e l’azienda consortile. Abbiamo intrapreso con Massimo e altri Sindaci il tema della viabilità sovracomunale dove ci stiamo confrontando, ma sempre con assoluto rispetto delle proprie opinioni anche se divergenti. A me piacciono quelle persone che amano confrontarsi e non imporsi. Devo dire che in 10 anni ne ho conosciute di persone poco inclini al confronto.

4) Di cosa va fiero in questo decennale mandato di sindaco?
Di moltissime cose. L’elenco sarebbe lungo. Di sicuro sono fiero di essermi messo la servizio della mia comunità. In cambio dai miei cittadini ho ricevuto tantissimo in termini di stima e amicizia. Stima e amicizia anche dai Sindaci dell’ambito territoriale della Valle Imagna-Villa d’Almè i quali, nominandomi presidente, hanno riconosciuto in me doti e competenze. Qualità riconosciute anche dai Sindaci bergamaschi appartenenti all’Associazione Lombarda dei piccoli comuni. Loro mi hanno voluto come vice presidente dell’associazione dove mi occupo di valorizzare i patrimoni culturali e i monumenti dei Comuni soci all’interno anche del Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale (GECT), istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. Ma la cosa di cui andare fiero è stato ottenere il riconoscimento nazionale della Bandiera arancione del turismo da parte del Touring club italiano, un pregio per Almenno.

5) Dieci anni da primo cittadino con un consenso che passa dal 39,7% al 66.22% non tutti possono metterlo a curriculum. Cosa consiglia al candidato (e suo attuale vice sindaco) Alessandro Frigeni che tenterà di portare avanti saldamente il suo testimone? Quale eredità gli carica sulle spalle?
Come detto prima Alessandro avrà tutto il mio sostegno. In questi 10 anni abbiamo lavorato fianco a fianco insieme alla mia squadra in piena sintonia. Credo che abbia tutte le carte in regola, oltre a competenze e credenziali, per fare benissimo il Sindaco. Gli lascio un Comune sano dal punto di vista finanziario con i conti in ordine tali da garantire, con le entrate, gli interventi da realizzare sul territorio in una logica di programmazione economica puntuale. Certo non mancheranno le difficoltà e le responsabilità, ma il mio consiglio è quello di non scoraggiarsi nè di abbattersi mai perché ci sono sempre delle soluzioni da intraprendere per risolvere le varie problematiche.

6) Si riconosce degli errori o dei “avrei potuto fare meglio”?
Di sicuro qualche errore sarà stato fatto, ma sempre in buona fede. Un detto dice che “solo chi non agisce non sbaglia mai”. Ho sempre cercato come un buon padre di famiglia la soluzione migliore per la nostra comunità. Abbiamo amministrato al meglio in anni di grande incertezza economica e sociale e nonostante il momento difficile abbiamo sempre lottato per mantenere la qualità dei servizi e della vita con la forza delle idee e il coraggio delle scelte.

7) Cosa pensa dell’azione della minoranza leghista in questi anni? E’ stata all’altezza del suo ruolo di opposizione in Consiglio comunale oppure le ha fatto sprecare tempo prezioso?
Con la minoranza abbiamo sempre avuto un buon rapporto pur nel rispetto dei propri ruoli. Credo fermamente che sia stata all’altezza del suo ruolo anche se certamente le nostre priorità non coincidevano con le loro. Devo dire che tramite il confronto con loro qualche volta dalle analisi fatte assieme si è optato su scelte da loro proposte e condivise che risultavano le più idonee. Il saper ascoltare anche la loro opinione per me è sempre stato molto importante.

8) Senza scomodare il questionario di Proust il sindaco Brioschi senza “la maschera” di primo cittadino come si definirebbe? Cosa le piace? Cosa la appassiona? Che libri legge? Che film guarda? Che musica ascolta? Cosa le piace mangiare? Ci regali un ritratto decisamente non politico.
In effetti non mi sono mai considerato un politico, ma una persona prestata alla politica per il bene della nostra comunità. Da non politico le dico cosa mi piace e mi appassiona. Di sicuro il mio lavoro di pasticcere: il rendere golosi e indimenticabili le cerimonie e le ricorrenze delle persone. Ho la passione per i miei otto cani: cinque splendidi esemplari di bovaro bernese e tre meticci. Leggo un po’ di tutto, ma prediligo libri che trattano l’evoluzione umana e la storia delle religioni nel mondo. Mi piacciono molto i film di fantascienza e futuristici. Amo molto la musica dei cantautori essendo cresciuto con la musica di De Andrè, Guccini, Venditti, Baglioni, Zero. Non capisco molto la musica di oggi la Trap i Rap e così via. Mi piace mangiare bene ma soprattutto sano e prediligo i piatti di pesce, che adoro.

9) C’è un politico del passato o del presente che ha apprezzato o apprezza in modo particolare e dal quale, seppur indirettamente, ha preso lezioni?
Un politico che ho apprezzato e che indirettamente ho sempre tenuto in considerazione è stato Sandro Pertini tant’è che ho fortemente voluto che l’intitolazione del nuovo Centro diurno anziani fosse dedicato a questo straordinario presidente della Repubblica. Ero giovane, ma ho sempre tenuto in mente una frase che Pertini era solito dire: “I giovani non hanno bisogno di sermoni ma di esempi di onestà coerenza ed altruismo”. Sono parole che oggi sarebbero ancora di moda ma che invece sembrano svanite nel tempo.

10) Se venisse rapito dagli alieni e le chiedessero di descrivere l’Italia cosa risponderebbe?
E’ un paese che ha mille difficoltà ma che resta il più bel paese del mondo dove viverci. E’ un paese strutturato, solido ed accogliente anche per un alieno.

11) Sul suo territorio ha la fortuna di avere San Tomè, gioiello del romanico lombardo, che ha contribuito ad ottenere, per Almenno San Bartolomeo, la bandiera arancione del Touring Club Italiano. Una risultato che però va mantenuto? Sul piano turistico vi sentite all’altezza oppure c’è molto ancora da fare?
San Tomè è diventato ormai il nostro brand turistico che ha fatto conoscere Almenno nel mondo. I quasi 45.000 visitatori in un anno provengono da tutte le parti del mondo: Giappone, Cina, States, Germania, Olanda, Svezia e Spagna. Davvero un bel traguardo che ha portato all’assegnazione della Bandiera arancione del turismo. Solo tre comuni in tutta la bergamasca possono vantarla. Un traguardo che va mantenuto in tutti i suoi requisiti culturali, ambientali, turistici,commerciali. E’ una cosa estremamente difficile ma di sicuro ci sentiamo all’altezza del compito. Tutto è sempre migliorabile e si può sempre dare di più.


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