“Più che un monitoraggio è stato uno show fatto e finito con tanto di giornata per così dire inaugurale strombazzata a destra e a manca da chi se l’è inventato”. Massimo Possenti, presidente dell’Associazione Genitori dell’Istituto alberghiero di San Pellegrino Terme, non è a suo agio con i giri di parole e le perifrasi politicamente corrette dettate da machiavelliche ragion di stato. Va subito al sodo della questione e papale papale definisce “inutile un controllo annunciato”. “Avrebbe dovuto essere una cosa tenuta riservata, concretizzata in sordina, per valutare davvero le criticità del servizio di trasporto pubblico per gli studenti pendolari in Valle Brembana. Invece, il primo giorno di analisi della situazione ci troviamo all’uscita di scuola sei pullman per Bergamo e tre per Presezzo alla presenza dei pezzi grossi della Sab”. Quanta grazia San Gennaro verrebbe da dire. “Un tale schieramento di mezzi – continua Possenti – non l’ho mai visto in quattro anni e mezzo e guarda caso salta fuori all’inizio del monitoraggio”. Il sogno di fine estate, però, è durato solo un giorno come la storia d’amore di Marinella.Dopodiché il tpl è tornato a singhiozzare come un malato cronico sorretto a palliativi. “Ci saranno pure gli uomini della Provincia e quelli della Bergamo Trasporti Ovest a contare i ragazzi e a riempire bloc-notes di numeri e dati. Ma ci sono anche i nostri genitori e i nostri figli-studenti che dopo il plateale fuoco d’artificio di ben nove mezzi a disposizione nel medesimo momento, nei giorni a seguire, hanno continuato a segnalarmi disagi. Siamo una task force e siamo sul pezzo tutti i giorni. Appena c’è una mancanza il mio telefono squilla”.


Possenti non è certo soddisfatto dell’andazzo. Si è fatto un’idea precisa del “gioco” messo in piedi dalla Provincia e le ditte del tpl. “Prendono tempo, vogliono esasperare i genitori costringendoli a sottoscrivere un abbonamento annuale rinunciando di conseguenza alla possibilità (mai partita per le avvisaglie di possibili sanzioni) dei pullman “fai da te”. Di fatto alcune famiglie, snervate dal tira e molla, hanno ceduto al solito abbonamento poiché non si poteva andare avanti con un dispendioso “settimanale”. “Una decisione comprensibilissima anche se c’è uno zoccolo duro di famiglie che non mollano – precisa Possenti – che non ci stanno a veder naufragare il proprio diritto di affidarsi all’iniziativa privata quanto il pubblico latita anche rimettendoci in termini di spese sopportate”. Lo sfogo di Possenti contempla pure le promesse lanciate due settimane fa durante il summit con il Presidente della Provincia, Matteo Rossi. “Tutto procede molto lentamente. Si era detto che la settimana successiva all’incontro – conclude Possenti – la ditta Arrigoni del trasporto “fai da te” sarebbe stata messa a confronto con la ditta Locatelli del tpl per discutere sul da farsi con l’arbitraggio di Via Tasso.


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Bruno Silini

Giornalista di PrimaBergamo, precedentemente dell'Eco di Bergamo. Blogger, content editor, esperto di social network. Autore con Evi Crotti e Alberto Magni del libro "L'immagine e l'anima. Donne famose del '900" pubblicato nel 2007. Nello staff comunicazione della Cisl Bergamo. Iscritto all'albo dei giornalisti della Lombardia.

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