Non ha innescato un ping pong amletico con se stesso sull’opportunità o meno di aiutare un uomo in difficoltà. Ha visto un indiano traballante, con una sola ciabatta ai piedi, un turbante in testa e niente addosso (tranne un leggero kurta) sulla statale che attraversa Albano Sant’Alessandro.


Francesco Pitovano Natale

Francesco Pirovano, protagonista di un bel gesto di Natale


Francesco Pirovano, 39 anni, impiegato tecnico, di ritorno a casa dopo il turno notturno, ha fermato d’istinto la macchina dando pronta assistenza all’uomo. Erano le 6 di mattina e il buio ancora la faceva da padrone. “Si vedeva che aveva bisogno d’aiuto. Poi faceva freddo e non so quanto sarebbe resistito con un piede scalzo e una tunica addosso. Così, senza neanche tanto pensarci, l’ho caricato in auto. Almeno con il riscaldamento interno poteva trovare un po’ di tepore. Le sue mani erano così gelide che le appoggiate sul cruscotto vicino al bocchettone dell’aria calda”.

L’indiano appariva confuso, frastornato. Sicuramente non era ubriaco. Non parlava una parola d’italiano. E nemmeno con un inglese d’emergenza è stato possibile ricavare qualche minima informazione. Francesco dapprima ha scandagliato la zona con la speranza di trovare un cognome dalla sonorità indiana tra i citofoni delle abitazioni di quella zona periferica di Albano. Niente da fare. Un’ispezione infruttuosa. “Una donna che stava uscendo per il lavoro – continua Francesco – s’è pure spaventata dal mio indugiare attorno ai cancelli dei condomìni.  Allora ho tentato al comando della Polizia Locale. Al piantone ho dettagliato la situazione. Mi ha risposto in maniera tranchant di chiamare il 118 e che lui non poteva farci nulla”.

Francesco ritorna all’auto, fa un giro del centro storico per controllare s’è qualcuno è in strada alla ricerca di un parente. Anche qui un buco nell’acqua. “Non potevo tenerlo in auto ancora a lungo. Così l’ho portato a casa dei miei genitori chiamando, nel frattempo, il numero delle emergenze”. In casa Pirovano l’indiano ha trovato accoglienza: gli è stato preparato un the accompagnandolo con della frutta, gli sono state offerte delle ciabatte e gli è fatto capire che il bagno era sua disposizione.

Quando i carabinieri sono arrivati all’abitazione di via San Giorgio con loro c’erano i figli dell’indiano che lo stavano cercando. “Mi hanno raccontato che erano residenti in paese ed era la prima volta che il padre si comportava così. Uscendo per andare al lavoro non l’avevano più trovato in casa”. (Bruno Silini)

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Bruno Silini

Giornalista di PrimaBergamo, precedentemente dell'Eco di Bergamo. Blogger, content editor, esperto di social network. Autore con Evi Crotti e Alberto Magni del libro "L'immagine e l'anima. Donne famose del '900" pubblicato nel 2007. Nello staff comunicazione della Cisl Bergamo. Iscritto all'albo dei giornalisti della Lombardia.

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