Il quotidiano Repubblica torna sul caso dello scacchista Arcangelo Ricciardi espulso dal torneo di Imperia con l’accusa di cheating. Non lo fa direttamente ma prende spunto da un altro caso di imbroglio che coinvolgerebbe gli italiani Fulvio Fantoni e Claudio Nunes agli Europei di bridge in Croazia dove sono arrivati secondi. Il prestigioso Times di Londra ha definito la vicenda come “lo scandalo più grande” nella storia del bridge. Siamo lontani dall’elaborazione tecnologica su cui poggia l’accusa nei danni di Ricciardi. I due giocatori di bridge avevano escogitato un trucco più semplice: “se uno dei due – scrive il giornalista Enrico Franceschini –  piazzava una carta in verticale sul tavolo significava che aveva una buoba carta di quel seme in mano; se la poneva in orizzontale, voleva di re che non ne aveva”. Un espediente che secondo gli accusatori avrebbe tolto la medaglia d’argento all’Inghilterra. Verrebbe da dire: meno male che negli scacchi si gioca a “carte” scoperte. Il problema è ciò che rimane “coperto” addosso al giocatore.


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Autore

Bruno Silini

Giornalista di PrimaBergamo, precedentemente dell'Eco di Bergamo. Blogger, content editor, esperto di social network. Autore con Evi Crotti e Alberto Magni del libro "L'immagine e l'anima. Donne famose del '900" pubblicato nel 2007. Nello staff comunicazione della Cisl Bergamo. Iscritto all'albo dei giornalisti della Lombardia.

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