Si stappò, quella sera,
anche un fiasco di vino,
per togliersi di dosso
una tristezza nera:
a ognuno un gavettino
di quello buono, rosso.

Se accosti le narici,
ancora ne catturi,forse, l’estrema traccia.
Bevvero gli infelici:
ai mesti morituri
s’imporporò la faccia.


Una splendida poesia di Giuseppe Langella tratta dalla raccolta “Reliquiario della grande tribolazione” edito da Interlinea.


quello buono

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Autore

Bruno Silini

Giornalista di PrimaBergamo, precedentemente dell'Eco di Bergamo. Blogger, content editor, esperto di social network. Autore con Evi Crotti e Alberto Magni del libro "L'immagine e l'anima. Donne famose del '900" pubblicato nel 2007. Nello staff comunicazione della Cisl Bergamo. Iscritto all'albo dei giornalisti della Lombardia.

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