Prova di forza del Ministero dei Trasporti contro la segnaletica installata dalla giunta di Pontoglio. I cartelli non sono idonei.

pontoglio

Prima il vicesindaco (dimesso), poi la Prefettura, adesso il Ministero dei Trasporti. Manca all’appello il Quirinale. E se anch’esso farà un buco nell’acqua probabilmente giungerà un pronunciamento (con multa?) dell’Europa e su su fino al Palazzo di Vetro dell’Onu. A meno che le elezioni amministrative di giugno segnino un passaggio di consegne e il nuovo sindaco rimuova i cartelli stradali che più che un’indicazione sul dove ci si trova rappresentano il compendio di una prolusione ideologica. Poiché, oltre ai toponimi Pontoglio (in italiano e in grande) e Pontoi (in dialetto e in piccolo) quello che titilla l’attenzione all’ingresso del paese bresciano sono i sottotitoli: “Paese a cultura occidentale e di profonda tradizione Cristiana. Chi non intende rispettare la cultura e le tradizioni locali è invitato ad andarsene”.

A parte il fatto che Twitter boccerebbe il cinguettio toponomastico (148 caratteri contro i 140 per ora ammessi dal social), ora il ministero retto da Graziano Delrio ha concesso due settimane al sindaco Alessandro Giuseppe Seghezzi per rimuovere i cartelli irrispettosi del Codice della Strada in quanto lo sfondo marrone dovrebbe suggerire informazioni di carattere turistico e culturale come la presenza di un castello, un santuario o un di luogo di interesse geografico. Ma considerata la scritta più che stimolare un piacevole rendez-vous con i pregi locali avverte di un pericolo in agguato se si ha una genealogia non strettamente autoctona. A dicembre era scesa in campo anche la Prefettura ammonendo il sindaco e, trovatolo irreperibile per un incontro, aveva convocato il suo vice il quale aveva preso le distanze dal suo “superiore” perchè riteneva i cartelli in contrasto con la Costituzione, la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani,  senza contare il danno di immagine provocato alla comunità di Pontoglio”.

Al di là del limes c’è il comune bergamasco di Cividate al Piano. “I cartelli a Pontoglio non sono opportuniprecisa il sindaco Giovanni Battista Forlani – poiché non rispettosi della legge che un primo cittadino dovrebbe ben conoscere. E’ solo propaganda politica e ritengo giusta la richiesta di rimuoverli”. Decisamente più “aperto” è il sito internet del Comune di Pontoglio dove, ad accogliere il visitatore, campeggia l’immagine del vecchio ponte sul fiume Oglio che varrebbe bene una passeggiata. Meglio con un certificato di battesimo cristiano in mano. Mala tempora currunt. (Bruno Silini)

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Autore

Bruno Silini

Giornalista di PrimaBergamo, precedentemente dell'Eco di Bergamo. Blogger, content editor, esperto di social network. Autore con Evi Crotti e Alberto Magni del libro "L'immagine e l'anima. Donne famose del '900" pubblicato nel 2007. Nello staff comunicazione della Cisl Bergamo. Iscritto all'albo dei giornalisti della Lombardia.

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