Si è avvicinato ad una signora di mezz’età facendo finta di parlare al telefono e all’improvviso, con un gesto repentino della mano, le ha strappato di forza la collanina d’oro che portava al collo.



Una rapina poco prima di mezzogiorno

E’ la dinamica della rapina messa a segno ieri nella tarda mattinata per le strade di Ponteranica. La signora, residente in paese, verso le 11.30 stava camminando nella zona tra Pontesecco e via Valbona (impegnata a far compere) quando un individuo bianco, dalla corporatura asciutta, fingendo di essere impegnato in una conversazione al cellulare, le si è accostato per sottragli il pendente d’oro che indossava per poi darsi alla fuga verso il semaforo. Qui un complice, a bordo  di un’auto, lo attendeva a motore acceso. Una volta guadagnato l’abitacolo del mezzo i due rapinatori sono ripartiti di gran carriera. Le urla della donna, comprensibilmente spaventata dall’accaduto, hanno attirato l’attenzione di chi lavora nei paraggi.

La protezza di riflessi dell’ex assessore

In un primo momento un giovane ha tentato di inseguire il rapinatore per qualche metro di strada, ma la grande velocità di quest’ultimo gli ha impedito di raggiungerlo. Ad assistere alla scena c’era anche l’ex assessore ai Lavori Pubblici di Ponteranica, Mario Cornaro. “Ho l’ufficio nella zona – racconta – e quando ho sentito le grida che provenivano dalla strada sono uscito e ho compreso della rapina in corso”. Cornaro non ci ha pensato due volte. Ha preso il suo scooter e si è messo ad inseguire l’auto (una Honda Jazz grigio-azzurra in buono stato con la sigla Brescia sulla targa) lungo la strada provinciale che da Bergamo risale verso Villa d’Almè.

Una gimkana durata un quarto d’ora

Un inseguimento durato almeno un quarto d’ora con i malviventi che tentavano in tutti i modi di seminare l’ex assessore attraverso gimkane nei paesi di Almè e Villa d’Almè. “Quando a Paladina, all’altezza del pub Niniva – prosegue Cornaro – ho intuito la direzione presa dall’auto in fuga (verso Dalmine) ho allertato i Carabinieri di Villa d’Almè fornendogli il modello e la targa del mezzo”. La signora ha riportato delle abrasioni al collo dovute allo strappo brusco della collanina alla quale era infilato un pendente d’oro massiccio. Mentre il rapinatore stava raggiungendo l’auto del complice la collanina gli è sfuggita di mano permettendo il ritrovamento e la restituzione alla proprietaria. Invece del pendente d’oro non c’è traccia. E’ probabile che sia rimasto in mano ai rapinatori.


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Autore

Bruno Silini

Giornalista di PrimaBergamo, precedentemente dell'Eco di Bergamo. Blogger, content editor, esperto di social network. Autore con Evi Crotti e Alberto Magni del libro "L'immagine e l'anima. Donne famose del '900" pubblicato nel 2007. Nello staff comunicazione della Cisl Bergamo. Iscritto all'albo dei giornalisti della Lombardia.

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