Seriate a fine 2015 ha saputo di poter spendere 9 milioni: via a impianti sportivi, cimitero, asfalti. Pedrengo non aveva progetti pronti: «Abbiamo fatto acquisti». E ora si «scommette» sul bis nel 2016. Scanzo di gran carriera con i lavori. A Torre Boldone lo sblocca-patto non serve.

sblocca-patto

L’imperativo era fare in fretta con opere e acquisti

Un po’ come nei videogiochi. Quando compare il bonus luccicante occorre essere lesti ad acchiapparlo altrimenti sparisce e tanti saluti. E così funziona lo sblocca-patto (di stabilità) stabilito dal governo per i Comuni. Il tesoretto accantonato negli anni da ottobre 2015 è stato a disposizione dei sindaci i quali, però, hanno dovuto mostrare prontezza, destrezza e celerità se volevano realizzare opere nel 2016 attraverso bandi che rientrassero nell’assestamento di bilancio di novembre. In pratica, un mese di tempo per produrre miracoli amministrativi. E chi non aveva progetti cantierabili pronti nel cassetto si è limitato a mettere qualche scivolo o altalena in più nel parco pubblico, a cambiare i computer negli uffici, a garantire un’auto nuova ai vigili oppure a potenziare la videosorveglianza. Se poi quello che i sindaci hanno speso nella campagna acquisti è di molto inferiore al tesoretto temporaneamente sbloccato la soluzione pragmatica è di fare buon viso a cattivo gioco e attendere che l’anno successivo si ripeta il meccanismo. E quest’anno il gioco si complica ancora. Perchè, supponendo che lo sblocco si ripeta, il fatidico assestamento di bilancio stavolta è imposto per fine luglio. E dunque bisogna prevedere le opere, e incrociare le dita.

Improvvisare, adattarsi e raggiungere lo scopo

Gabriele Gabbiadini, sindaco a Pedrengo, usa una metafora cinematografica per inquadrare il contesto. “E’ come nel film “Gunny” di Clint Eastwood dove il sergente Tom Highway svegliava i suoi ragazzi al grido “improvvisare, adattarsi e raggiungere lo scopo. Ecco, noi sindaci siamo in questa situazione avendo a che fare con regole che continuamente cambiano”. “Ovviamente – continua – lo “sblocca patto” è stata un’occasione che negli ultimi anni non si era mai presentata. Ma non avevano progretti pronti. Pertanto del 1.800.000 euro disponibile ne abbiamo speso 400.000 euro in acquisti. La differenza ritorna ad essere accantonata sperando in un altro giro di giostra”.

Stiamo dando il massimo per fare i lavori

A Scanzorosciate l’Ufficio Tecnico lavora di gran carriera per “spendere” un milione e rotti di euro. “Stiamo dando il massimo per fare i lavori – precisa il sindaco Davide Casaticome strade e marciapiedi, edilizia scolastica, videosorveglianza, manutenzione parchi, spogliatoi agli impianti sportivi in via Polcarezzo e una nuova illuminazione in alcune zone. In sostanza, siccome le grandi opere non ci mancano, abbiamo puntato sulle riqualificazione dell’esistente”.

Salta la piscina, ma opere per 8,5 milioni

A Seriate lo sblocca-patto inaspettato ha creato problemi di pianificazione delle opere comunali. “Lo scorso anno stavamo progettando la riqualificazione della piscina comunale e a tal proposito avevamo alienato il servizio della farmacia comunale 1 di via Paderno – spiega il sindaco Cristian Vezzoli L’improvvisa possibilità di utilizzare i 9 milioni di euro bloccati dal Patto di stabilità ha determinato l’Amministrazione comunale a progettare e bandire altre opere per 8,5 milioni di euro: rifacimento del centro sportivo comunale, restyling del cimitero, impianti sportivi a Cassinone (drenaggio del campo), Comonte (ampliamento spogliatoi e tribuna) e via Garibaldi (creazione del fondo del campo e spogliatoi), asfaltature e illuminazione a led e poi la costruzione della caserma dei Carabinieri. Ovviamente non potevamo impegnarci con la piscina perchè una tale infrastruttura avrebbe richiesto tempi di progettazione maggiori del mese che ci concedeva il governo per la progettazione dell’opera”. “Quest’anno – continua il sindaco – stiamo facendo opere pubbliche che normalmente si fanno in almeno due/tre anni. Le somme introitate per la piscina comunale sono state prestate allo Stato tramite il cosiddetto Patto orizzontale e ci verranno restituite nel 2017 e 2018 per essere interamente usate per la realizzazione dell’opera”.

Non abbiamo bisogno dello sblocca-patto

Claudio Sessa (sindaco Torre Boldone): Lo sblocca-patto non ci è servito in quanto non avevamo avanzi accumulati. Abbiamo sempre speso ogni anno senza sforare il demenziale patto di stabilità e mantenendo il bilancio in equilibrio.  E tutto grazie alla competenza dei nostri dirigenti, a qualche colpo di fortuna su date e scadenze nonché alla molta collaborazione da parte della Regione”. (Bruno Silini)

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Autore

Bruno Silini

Giornalista di PrimaBergamo, precedentemente dell'Eco di Bergamo. Blogger, content editor, esperto di social network. Autore con Evi Crotti e Alberto Magni del libro "L'immagine e l'anima. Donne famose del '900" pubblicato nel 2007. Nello staff comunicazione della Cisl Bergamo. Iscritto all'albo dei giornalisti della Lombardia.

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