Se non fosse che la commedia messa in scena dalla nuova classe politica (come la vecchia, prodiga di annunci promesse slogan sistematicamente “verba volant“) fa più piangere che ridere, ci sarebbe davvero da divertirsi. Il tutto condito da gaffes di quotatissimi ministri (“la meglio classe dirigenteMeloni dixit) goffamente in difficoltà con regole di grammatica, buon senso, finezza, buon gusto.

È vero siamo il paese dell’opera buffa e dunque sappiamo trovare sempre un lieto fine ad ogni avversità.  Ma c’è un limite a tutto.

Continuano a ripeterci, sempre lor signori, che le priorità di governo sono il bene comune,  il contrasto all’inflazione e al rincaro incontrollabile (o incontrollato?) delle bollette che danneggiano e limitano la vita quotidiana dei cittadini come delle imprese. E alla fine cosa fanno? Meglio, cosa si fanno? Un bel regalo! Un mega regalo cumulativo (Santa Lucia, Natale, Capodanno e già che ci sono pure la Befana con una bella e lunghissima calza): udite, incredibile, udite 5.500 euro, dicasi cinquemilacinquecento lungo anche a scriversi, di bonus. Per tutti: deputati e senatori. Capiamoli, si sono seduti sugli scranni patriottici da poco più di un mese e necessitano (non è vero?) di essere aiutati. 

Ironia della sorte, 5.500 euro da spendersi (ma è solo un consiglio, beninteso) per tablet, iPhone cellulari, iPad, pc. Non sia mai che a qualcuno, specie i più giovani, venga in mente di presentarsi in parlamento con astuccio biro e gomma. Suvvia, il loro prezioso lavoro intellettuale ha bisogno di costante aggiornamento supportato dalla miglior tecnologia, altrimenti come fanno a prevedere i mutamenti dell’economia, dei mercati, del clima, del lavoro e del benessere per tutti?

Ovvia, regaliamogli nuovi e sempre più efficienti strumenti per la loro applicazione (o applicazioni) al compito e al dovere quotidiano che la Nazione richiede.

Possibile mai che in un momento così critico e difficile, aggravato da catastrofi regolarmente pagate con morti e danni ambientali, si elargiscano spudoratamente regalie di questo genere a pochi eletti? Anche, ammesso e non concesso, che vadano a buon fine cioè effettivamente per acquistare strumenti di lavoro, era proprio necessario regalarli? Non bastano privilegi di ogni sorta e favoritismi al limite della legalità? Ma soprattutto, non bastano stipendi sostanziosi che un cittadino normale manco si sogna?

Ma agli altri 60 milioni di cittadini (ricchi e furbetti a parte) non verrà il sospetto di sentirsi presi per i fondelli? Visto che il bonus anti caro vita loro concesso è pari a qualche euro in più al mese? Più che il Paese dell’opera buffa si direbbe che questo è un paese distopico. Dove manco l’algoritmo più regolare riuscirebbe a dare un senso e una logica al tedio vivere.

Se questo è  il biglietto da visita del nuovo governo stiamo freschi. Non potremo forse neanche più dire: o franza o Spagna,  purché se magna.

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