Venezia, 1600 anni della fondazione; giovedì 25 marzo cadeva l’anniversario. Un’importante ricorrenza che il Comune di Venezia ha scelto di celebrare con numerosi eventi durante tutto l’arco del 2021.
Per meglio onorare i trascorsi di questa città, e degli “Stati da Tera e da Mar”, l’Amministrazione veneziana ha invitato i Comuni legati alla vicenda della Serenissima ad arricchire il programma ufficiale con proprie iniziative dedicate.

Bergamo – dichiara l’Assessore alla Cultura Nadia Ghisalberti – ha risposto con entusiasmo alla chiamata di Venezia per questa occasione speciale, importante per ricordare lo stretto legame della nostra città con la Serenissima, un legame storico di lunga durata che ha lasciato un’eredità profonda, di cui resta traccia evidente nel nostro patrimonio artistico, architettonico, storico, diventato identitario per tutti i cittadini. Il Comune ha voluto raccogliere gli eventi pensati dalle istituzioni culturali bergamasche più significative, creando un piccolo calendario dedicato alla ricorrenza”.

Di particolare originalità è l’evento dedicato a Medea, leggendaria figlia di Bartolomeo Colleoni, curato dall’Assessorato alla Cultura in collaborazione con la Pro Loco Due Castelli Cavernago e Malpaga. Il percorso espositivo, partendo dal monumento funebre di Giovanni Antonio Amadeo, commissionato dal condottiero alla morte prematura della figlia prediletta, diventa motore per aprire un focus di approfondimento interdisciplinare sul nostro Quattrocento, tra scultura, pittura, documenti e scoperta della vita quotidiana.

Altrettanto rilevante la pubblicazione Le opere di difesa veneziana, curata dal Servizio Cultura e Unesco del Comune, che restituisce il ruolo della Repubblica di Venezia nella creazione di elementi fortemente identitari nei luoghi che l’hanno vista protagonista per secoli. Venezia permea la vita delle comunità che governa sotto ogni punto di vista: culturale, artistico e, nel caso delle opere di difesa, anche militare, definendo l’urbanistica fisica e sociale della città di Bergamo.

La mostra “IO, MEDEA. La leggenda bianca del Rinascimento lombardo” è un’iniziativa prevista nel progetto Coglia, a sua volta frutto del protocollo d’intesa per la valorizzazione della figura di Bartolomeo Colleoni, dei suoi discendenti e per la creazione della Terre Colleonesche a cui hanno aderito alcuni Comuni, tra cui Bergamo nel febbraio 2018, enti, associazioni, tutti uniti dalla presenza, sui rispettivi territori, di numerosi edifici storici e simboli legati alla figura del condottiero. “Il piccolo comune di Cavernago – precisa il Sindaco di Cavernago Giuseppe Togni – è orgoglioso di essere parte della storia della magnifica città di Venezia contribuendo con il progetto Coglia a valorizzare la figura di Bartolomeo Colleoni, grande capitano di Ventura anche e soprattutto della Serenissima, la cui dimora è ancora perfettamente conservata nel borgo di Malpaga. 

Due i progetti curati dal Museo delle Storie di Bergamo come racconta il suo Direttore scientifico Roberta Frigeni: “Il rapporto tra Bergamo e Venezia è da sempre al centro della progettualità del Museo delle storie di Bergamo, un tema cardine che anche quest’anno vede lo staff impegnato nella realizzazione di due preziosi contributi: un libro che raccoglie l’esito delle conferenze di PanoramaMura dedicate alla storia delle fortificazioni veneziane, in collaborazione con UNESCO Venetian Fortresses; e la mostra “Vedere Venezia”, un’esposizione di tesori librari e cartografici provenienti dalla Biblioteca Civica Angelo Mai e da una collezione privata. Due nuove linee d’indagine sulla storia che lega la Serenissima alla città di Bergamo che il Museo ha deciso di inserire nel calendario delle celebrazioni di ‘Venezia 1600’.

In particolare, il volume aiuterà i lettori a conoscere il quadro di riferimento politico, economico, sociale e culturale entro il quale sono sorte le fortificazioni veneziane degli Stati da Terra e da Mar, attraverso i contributi di storici e studiosi dell’architettura militare e difensiva. Mentre la mostra, in un percorso espositivo tra le otto sale del Museo al Palazzo del Podestà, permetterà di “vedere Venezia” con gli occhi dei contemporanei che l’hanno ritratta tra XV e XVI secolo in manoscritti, incunaboli, cinquecentine e mappe.

Un ritratto dei bergamaschi a Venezia ci viene offerto, infine, dalla proposta dell’Ateneo di Scienze Lettere e Arti di Bergamo dal titolo “Tagiapiera, depentor, pennachièr e sonador… Il Bergamasco e Venezia (1428-1797). Un percorso di incontri on line, previsti da settembre 2021 a marzo 2022, rivolto a tracciare il profilo delle presenze bergamasche nella città lagunare dove si distinsero per la capacità di resilienza e intraprendenza, a cui si aggiungono due mappe interattive, una dei luoghi di Venezia a Bergamo e l’altra dei luoghi di Bergamo a Venezia. “Un gran numero di migranti – racconta la Presidente Ateneo Scienze Lettere ed Arti di Bergamo Maria Mencaroni Zoppetti – lascia il territorio bergamasco per cercare fortuna e cogliere le possibilità che Venezia, “gran teatro del mondo”, offre. Di quei migranti che formano a Venezia una comunità coesa, produttiva, creativa, intraprendente in molti campi dell’economia e della cultura, un po’ temuta e spesso invidiata, l’Ateneo vuole raccontare storia e storie, dal lontano 1428 fino a quell’anno terribile per la Serenissima, il 1797 della Rivoluzione bergamasca.” 

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