Torna alla mente Fassino, ve lo ricordate? Se Bergamo vuole la deroga che la chieda a Roma, ha detto pochi giorni fa Fontana. Detto, fatto. Il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, il prof. Franco Locatelli, apre alla deroga alla zona gialla a Bergamo. In breve dice: “Mettete insieme di dati epidemiologici e nel CTS li valuteremo con favore”. Poi chiosa: “Il Dpcm prevede che la decisione poi spetti a Governo e Regione”. Riportando la palla a Speranza e Fontana che, a questo punto, che faranno?

I dati sono chiari: a Bergamo la seconda ondata non è mai arrivata e la terza non si vede. Le norme sanitarie vengono rispettate scrupolosamente anche nei paesini di montagna, perché il bergamasco se c’è una regola la rispetta. Almeno fino a quando non si accorge che è stupida. La mobilitazione #ioapro di baristi e ristoratori secondo la vulgata dei media è stata un flop. A Bergamo invece, per parlare di esperienza di prima mano, non pare proprio: adesioni ce ne sono state. Disciplinati, ordinati e prudenti, ma il divieto di apertura e consumazione è stato sfidato da decine di esercenti e centinaia di avventori. In taluni casi è intervenuta in gran spolvero la forza pubblica, a sua volta poco convinta nell’eseguire l’ordine ricevuto per via gerarchica.

Anche perché, e questo la politica lo sa bene, norme così pervasive delle libertà personali funzionano fino a quando se ne percepisce l’utilità e l’importanza. Senza la condivisione dei cittadini, finora instillata soprattutto con la paura, non c’è forza pubblica in grado di farla rispettare, a meno che non si voglia sparare a chi mangia una pizza. Abbiamo davanti ancora mesi prima che l’inoculazione dei vaccini risolva l’emergenza della mortalità da Covid e poi garantisca un’immunità diffusa, deprimendo la circolazione del virus. L’emergenza in realtà è finita già ad aprile, ma continuiamo a prolungarla con l’improvvisazione da ormai un anno.

La politica in questi giorni è tutta presa dalla crisi di Governo, forse però bisognerebbe discutere, come suggerito da Zaia già a Natale, di un nuovo patto sociale che stabilisca le regole per convivere, ancora per un certo periodo, con una situazione insostenibile dal punto di vista sanitario, sociale, economico e psicologico. Troppo di buon senso per fare tendenza sui social, ma i trend topic raccontano quello che succede oggi e non quello che ci serve domani.

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