Quando si parla di sport spesso si invoca il Dio Calcio. A Bergamo però, c’è una sola divinità: l’Atalanta. Se sei bergamasco sei atalantino, non si discute. Lo sei letteralmente appena vieni al mando quando dopo il primo vagito ricevi in regalo dalla società la maglietta della squadra con il tuo nome scritto sopra. Lo sei per definizione, Bergamo e Atalanta sono praticamente sinonimi. Qui nasci dell’Atalanta e muori dell’Atalanta, la Dea è parte del tuo DNA. E questo vale anche per Vittorio Feltri, bergamasco e atalantino doc, che non poteva esimersi dal comporre un inno alla sua Dea.

Un racconto, ultimo libro di Vittorio Feltri, che prende spunto da una lunga chiacchierata col suo amico e complice di atalantismo, Cristiano Gatti. Si parte dal calcio e si entra nel cuore di Bergamo e del suo prodigio sportivo. Il settore giovanile, la cultura aziendale che diventa gestione e anche stile, sul campo e fuori. Un reportage su quanta Atalanta c’è davvero a Bergamo e quanta Bergamo c’è nell’Atalanta di oggi. Quale dimensione abbia assunto tra la gente del suo territorio e nel pianeta più ampio del calcio italiano ed europeo.

Un approfondimento dei due volti che all’Atalanta danno l’impronta che ha oggi, Antonio Percassi e Gian Piero Gasperini, la mente che muove i fili e l’esecutore che dà un senso all’etica e all’estetica della squadra. L’ultimo libro di Vittorio Feltri, Atalanta la Dea che mi fa godere, è una lettera d’amore che Feltri ha scritto in collaborazione con Cristiano Gatti, e con il cuore di chi l’Atalanta la sente un pezzo di sé, come ogni vero tifoso.


VITTORIO FELTRI

Vittorio Feltri è nato a Bergamo e vive a Milano, dove lavora da mezzo secolo. Ha esordito a «L’eco di Bergamo» come critico cinematografico. Poi ha fatto il cronista alla «Notte» di Nino Nutrizio e al «Corriere d’informazione» di Gino Palumbo. È stato a lungo inviato speciale al «Corriere della Sera». Quindi ha diretto «Europeo», «Indipendente», «il Giornale», «il Borghese», «Il Qn» («Carlino», «Nazione» e «Giorno»). Ha fondato «Libero». Scrive sempre, anche quando dorme. Ha due mogli, Enoe e Atalanta.

CRISTIANO GATTI

Cristiano Gatti nasce a Perth (Australia), da genitori italiani, nel 1957. All’età di quattro anni torna in Italia con la famiglia. Laureato in Economia, inizia l’attività giornalistica al «Giornale di Bergamo», quindi a «Bergamo-oggi». Successivamente è inviato speciale al «Giorno». Nel 1994 passa al «Giornale», dove resta fino al 2015, sempre come inviato di cronaca, costume e sport. Dal 2015 al 2019 è al «Corriere della Sera». Ha collaborato con vari periodici e siti Internet. Attualmente coordina il giornale on-line “altroPensiero.net”. Per Prima Pagina Edizioni ha pubblicato La grande idea (2003), L’amore sublime (2005), Memo e il generale (2008), Negli anni, l’amicizia (2016), Il Natale di maggio (2021). Per Aviani&Aviani Editori, con Ario Gervasutti, Romanzo imPopolare (2019). Sposato, ha due figli.

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