L’intervista al candidato sindaco Fabio Perletti (36 anni, libero professionista, responsabile comunicazione e stampa Enti, Comuni e Organizzazioni) in campo per le elezioni amministrative 2019 a Castelli Calepio con la lista civica “Castelli Calepio Cambia – Perletti Sindaco“.



Perché ha scelto di candidarsi alla carica di sindaco?
Perché vedo troppe cose che non vanno e voglio mettere a disposizione la mia esperienza per costruire un Comune virtuoso che rappresenti un modello, sotto tanti punti di vista. Dopo 5 anni in Consiglio Comunale sono ancora più consapevole che c’è necessità e voglia di cambiamento. Soprattutto i cittadini vogliono esser ascoltati, vogliono giustamente più trasparenza e maggiori servizi. Per fare questo avrò a fianco una squadra molto forte, giovane, preparata e di professionisti che lavorerà da subito a pieno per cambiare Castelli Calepio.

Cosa rimprovera all’amministrazione Benini in questi cinque anni? Ravvisa errori importanti?
Le liti della maggioranza che fu e che hanno immobilizzato l’azione amministrativa almeno per metà della sua durata. E l’essere stato al centro di vicende poco chiare. Non solo. Non è stato fatto abbastanza per risolvere il problema della viabilità e scarsa è stata l’attenzione verso l’ambiente, le famiglie e i giovani. Castelli Calepio ha bisogno di una svolta con una forte ventata di freschezza e di novità.

Quale sarà la sua azione amministrativa in caso di vittoria?
Quella che serve oggi. Immediate le commissioni comunali per far partecipare anche le minoranze e i tanti concittadini, preziosi e stimati professionisti nella vita e che stanno dando la loro disponibilità sul tema della viabilità prima di tutto, e poi della sicurezza, del lavoro. L’impegno è e sarà massimo per garantire al paese un cambio di marcia. Svegliamo le potenzialità assopite per tornare ad essere protagonisti dell’intera area: dall’economia, al turismo; dallo sport, alla solidarietà che sempre ci caratterizza come singoli e come Comunità.

Tre doti che ritiene di possedere per amministrare nel modo migliore?
Sono le doti che servono per amministrare oggi: pazienza, utile per ascoltare; fermezza, per perseguire e arrivare agli obiettivi, onestà. Questa mi dispiace, ma non me la toglie nessuno. E sono convinto che appartiene trasversalmente a tanti, ai numerosi amministratori che ho conosciuto in giro per l’Italia e che magari passano per esser “troppo buoni”… Un rischio da correre: l’essere trasparenti e incorruttibile è fondamentale, altrimenti non si dovrebbe neanche poter correre per un ruolo pubblico.

Cosa manca al paese che lei si impegnerà, se eletto, a concretizzare?
Appena verrò eletto subito Commissione Straordinaria per un primo riordino della viabilità coinvolgendo i Comuni vicini e tutti gli attori principali. Stando ai lavori pubblici – non svelo molto ora, ma ci sono in programma diverse opere… Nel primo documento di programmazione inserirò sicuramente il Palazzetto dello Sport e un’adiacente area feste. Un’attenzione particolare sarà indirizzata alla Sicurezza, al riordino dei Servizi Sociali che sono correlati con il problema dell’emarginazione, delle dipendenze, della solitudine e dei disagi. Siamo Comunità, poco più grande di una famiglia numerosa come era la mia mezzo secolo fa quando a festeggiare un matrimonio e una grande occasione si era anche in duecentocinquanta e vorrei tornassimo a sederci alla tavolata di questa grande Comunità che poi non è così diverso. Manca, e serve ritrovare, quel senso di COMUNITA’ che c’era ed è andato disperso per via del ritmo, delle preoccupazioni, delle paure di oggi. Eppure era il senso comunitario che ci ha fatto crescere sessanta, settant’anni fa, quando c’erano divisioni ben più profonde anche dal punto di vista politico. Ripartiamo da lì, ma per farlo bisogna farlo insieme. Superando le divisioni, mettendo al centro ciò che ci accomuna, supereremo gli ostacoli.

Come descriverebbe ad un estraneo il paese per il quale si candida?
Un paese di veri instancabili lavoratori, di gente semplice, ma che ha saputo in tanti campi esprimere enormi talenti: dalle arti, alla scuola, dall’imprenditoria, alla religione. Non so perché, forse sarà l’aria che il fiume Oglio trasporta dal lago d’Iseo, quello spirito contadino che poi ci ha fatto costruire a mani nude mezza Lombardia. Un paese dalle grandi potenzialità per il futuro, da preservare e valorizzare, perché se vogliamo continuare a fare il “vino buono” c’è bisogno di rispetto per la nostra terra.

Quale è oggi la difficoltà maggiore nell’essere sindaco?
Bisogna saper ascoltare tutti, ma poi decidere. L’indecisione porta soltanto all’immobilismo. Invece, occorre molta determinazione per risolvere i problemi più urgenti e un forte spirito d’iniziativa e coraggio per lanciare nuovi progetti. Il tutto fatto però con senso di responsabilità, trasparenza e costanza.

Come intende affrontare le situazioni di marginalità sociale del suo territorio?
Le marginalità sociali sono uno dei punti chiave del nostro programma e della nostra azione politica: vogliamo creare al più presto un consultorio per le famiglie in difficoltà per trovare le soluzioni ottimali per le famiglie e per il Comune. Affrontando il problema della casa e del lavoro, valorizzando e mettendo a frutto anche i beni pubblici ristrutturandoli per le giovani famiglie e gli anziani soli. Inoltre, lavoreremo per stipulare convenzioni in ambito ospedaliero per la salute dei nostri cittadini e in prima linea saremo per prevenire e combattere situazioni di vecchie e nuove dipendenze.

Il suo politico di riferimento (anche passato) e perchè?
Non l’ho mai avuto. Mi è sempre piaciuto studiare la storia politica italiana. Gli intrecci di vite straordinarie che hanno sacrificato la vita per l’Italia come i giudici Falcone e Borsellino e servitori dello Stato del calibro del presidente Aldo Moro. Pura storia, oggi è tutto indistinguibile. Ecco, potrei dire, ricongiungendomi a questo, probabilmente solo il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Esempio per le caratteristiche sopra riportate. Lo è costantemente, soprattutto per i più giovani con i quali è fortemente impegnato nel suo mandato.

A un indeciso in cabina elettorale cosa gli direbbe per farsi votare?
Non saranno in molti gli indecisi a Castelli Calepio…

Tutti i candidati sindaci intervistati da socialbg.it


Print Friendly, PDF & Email

Autore

Bruno Silini

Giornalista di PrimaBergamo, precedentemente dell'Eco di Bergamo. Blogger, content editor, esperto di social network. Autore con Evi Crotti e Alberto Magni del libro "L'immagine e l'anima. Donne famose del '900" pubblicato nel 2007. Nello staff comunicazione della Cisl Bergamo. Iscritto all'albo dei giornalisti della Lombardia.

Vedi tutti gli articoli