L’intervista al candidato sindaco Sebastian Nicoli  (46 anni, dirigente) in campo per le elezioni amministrative 2019 a Romano di Lombardia con la lista civica Nicoli sindaco” e Partito Democratico




Perché ha scelto di ricandidarsi alla carica di sindaco?

Ci sono diversi progetti e idee che riteniamo di poter realizzare per Romano. Tante cose sono maturate anche in questi cinque anni. Credo che dopo aver cercato di “riparare” tante cose che non c’erano o che non funzionavano, un prossimo quinquennio potrebbe vederci protagonisti di progetti nuovi da realizzare.

Tre doti che ritiene di possedere per amministrare nel modo migliore?
Capacità di ascolto. Capacità di condurre processi e gruppi di lavoro. Capacità di prendere la decisione finale quando, inevitabilmente, arriva quel momento.

Quale considera il suo capolavoro amministrativo in questi cinque anni? Di cosa va fiero?
Di aver ridato vita a una città un po’ dormiente. Dal punto di vista urbanistico la sistemazione di Piazza don Sandro: un “buco nero” che finalmente ha visto la giusta e necessaria riqualificazione.

Cosa manca al paese che lei si impegnerà, se eletto, a concretizzare?
Alla città… non al paese… noi romanesi siamo abbastanza permalosi sulla cosa. Diverse cose: il completamento del ring (circonvallazione ovest, ndr.), la riqualificazione della Rocca, della stazione ferroviaria… la riqualificazione della piscina. Ce ne sono di cose da fare…

La strada per una rielezione sembra tutta in discesa con Lega, Forza Italia e M5S che corrono, al momento, ognuno per conto loro? Certo occorre la maggioranza assoluta al primo turno? Un eventuale ballottaggio complicherebbe le cose. Cosa ne pensa?
Non è in discesa per nulla! Non lo era nemmeno nel 2014, figuriamoci ora! Penso che dovremo far capire alle persone perché possiamo essere, in modo credibile, la scelta migliore per Romano. Io non faccio calcoli e non conto percentuali di voti che, poi, puntualmente, sono smentite dai fatti. Se la gente è convinta che abbiamo fatto bene e che abbiamo ancora buone idee per la città ci voterà. Questa sarà la nostra campagna elettorale: sui progetti e non facendo i confronti con gli altri. La gente non è interessata a contese politiche ma sostanzialmente a cosa hai da proporre di buono per la città e se sei credibile!

Come descriverebbe ad un estraneo il paese per il quale si candida?
Una bella cittadina. Dove, se guardi con attenzione, hai sostanzialmente tutti i servizi di cui hai bisogno. Una realtà che è sicuramente, ormai, anche un crocevia di persone e diverse culture. Un dato che deve essere considerato affinché non sia percepito solo come un problema. Una cittadina in cui comunque è piacevole stare (almeno… questa è la sensazione che vivo da romanese già prima di diventare sindaco). Una città in cui, se vuoi dare una mano, impegnarti nell’associazionismo, hai solo l’imbarazzo della scelta. Una città che però deve essere tenuta attiva, dinamica attraverso idee, proposte, capacità di viverla.

Quale è oggi la difficoltà maggiore nell’essere sindaco?
Il sindaco viene visto ancora come quel ruolo che può, in un certo qual modo, sistemare ogni problema. Purtroppo non è così! I sindaci si muovono sempre tra le ristrettezze delle risorse, i bisogni crescenti delle Comunità, vincoli. Il sindaco è in trincea ogni giorno, interpellato dai cittadini ma troppo spesso con armi spuntate per rispondere ai reali bisogni dei suoi concittadini. La sensazione è che chi prende decisioni a livello regionale o nazionale ben poco conosca i reali bisogni della gente. Lo dico sempre: per governare occorrerebbe aver fatto il sindaco… a quel punto l’approccio rispetto alle cose sarebbe molto diverso: più pragmatico, più volto alla ricerca del bene comune e meno alla ricerca di un consenso elettorale che porta, troppo spesso, a scelte che sono a scapito delle stesse Comunità.

Come intende affrontare le situazioni di marginalità sociale del suo territorio?
Proseguendo le strade intraprese. Abbiamo riorganizzato intere sezioni d’intervento dei nostri servizi sociali anche affidando ad agenzie specializzate la gestione di problematiche particolarmente pesanti quali la perdita del lavoro o della casa. Ma nel frattempo potenziando, laddove è stato possibile, il sostegno nelle situazioni di maggiori fragilità. Abbiamo anche lavorato sodo per sostenere sia progettualmente sia economicamente gli interventi volti all’infanzia. Il sostegno della disabilità è stato uno dei settori in cui abbiamo messo, in questi anni, maggiori risorse finanziarie.

Il suo politico di riferimento (anche passato) e perché?
Non mi sono mai mosso all’interno di questi parametri. Diffido da sempre nei guru, nei “personaggi di riferimento”. Credo nelle buone prassi, credo nel lavoro di squadra, diffido dagli uomini soli al comando. Quindi sono miei riferimenti, e non solo in termini di “uomini politici”, tutti coloro che incarnano questi valori. Mi piace quindi ispirarmi più alle cose che vengono dette e fatte piuttosto che a un singolo personaggio.

A un indeciso in cabina elettorale cosa gli suggerirebbe per farsi votare?
Beh… gli direi di valutare serenamente se quanto abbiamo fatto in questi cinque anni è significativo, importante e utile per la città. Se il suo giudizio fosse favorevole allora sappia che noi siamo sostanzialmente le stesse persone che si candidano per fare altrettanto bene nei prossimi cinque anni!


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Autore

Bruno Silini

Giornalista di PrimaBergamo, precedentemente dell'Eco di Bergamo. Blogger, content editor, esperto di social network. Autore con Evi Crotti e Alberto Magni del libro "L'immagine e l'anima. Donne famose del '900" pubblicato nel 2007. Nello staff comunicazione della Cisl Bergamo. Iscritto all'albo dei giornalisti della Lombardia.

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