Home L'Uomo e l'Universo Le categorie aristoteliche per conoscere noi stessi e il mondo

Le categorie aristoteliche per conoscere noi stessi e il mondo

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categorie aristoteliche

A volte accade di rimanere sorpresi per una nuova conoscenza, di quel tipo che suscita meraviglia e stupore poiché in essa abbiamo trovato la ragione, la soluzione di un certo fatto o fenomeno. Ma se la novità riguarda un teorema di matematica, di scienze o concettuale di filosofia come la ragione del tutto, allora la nostra meraviglia è di quella specie di cui parla Aristotele: la meraviglia sta alla base della filosofia. Infatti è tutta mentale, espressione del nostro pensiero. Dunque le “Categorie” di cui parlavamo nella puntata precedente sono modi di essere che si trovano dentro le cose stesse, secondo Aristotele, mentre secondo Kant sono modi soggettivi mediante i quali la nostra mente raggruppa la realtà. Vediamole nel dettaglio.

Qualità: ogni cosa ha colore, attributi, particolarità, caratteristiche che determinano l’essere di quella cosa.

Quantità o estensione: è ciò per cui un essere è esteso, ha parti fuori le altre.

Azione e Passione: azione è come l’agire, il produrre, il dare della sostanza, mentre la passione (da cui patire) è subire, ricevere, acquistare dal di fuori della sostanza.

Relazione: tutto ciò che esiste è in relazione, meglio correlazione col suo vicino o suo lontano: più stretta o meno stretta, come tra fratelli o persone non familiari. C’e poi la relazione di dipendenza: il figlio dal padre; fisica: un albero vicino al lago e una di ragione, cioè posto dalla mente come l’ulivo e la pace. Importante è capire come una relazione qualsiasi alteri, muti i due correlati. Solitamente una relazione si effettua più con i propri simili e quindi tra esseri della specie umana. Così dovrebbe essere, ma oggi la moda o la devianza dà prevalenze affettive agli animali: cani, gatti, ma anche pappagalli, a tal punto da alterare il loro istinto. Il gatto scappa dal topo, il cane fugge dal passante, il padrone segue la coda del cane. (Giusta la teoria del padrone e del servo di Hegel). “Passer, deliciae puellae meae” [passero, delizia della mia piccola], già cantava Catullo. E se per ipotesi in tutto l’universo ci fosse una sola cosa, ci sarebbe relazione? Sì con se stessa.

Tempo: quando penso al tempo sono suggestionato, quasi disorientato perché è viscido come le anguille, inafferrabile al pensiero, impigliato solo nelle reti della coscienza umana. Insegna Sant’Agostino: la mia anima ha la capacità di estendermi al passato e portarlo con la memoria al presente; di prolungarmi nel futuro con la fantasia e di riportarlo al presente e di percepire il presente come presente. In altre parole la mia coscienza diventa il centro che rende presente il passato, il futuro e presente il presente. Ma perché si dice che il tempo consuma tutto? Il tempo nel senso comune non esiste. Sono le cose, è la materia che porta dentro sè la corruzione, lo sgretolamento, il mutamento.

Luogo: ogni cosa è collocata nello spazio e questo spazio occupato si dice luogo. Gli elementi nella natura sono di due tipi: mobili come i viventi e apparentemente immobili come alberi o montagne.

Spazio: è come un volume vuoto in cui si trovano o verrebbero a trovarsi i vari corpi. Ogni corpo ha il suo spazio interno fissato dalla distanza all’interno tra le superfici del corpo stesso. Lo spazio c’è se ci sono i corpi; se nell’universo i corpi si espandono si espande pure lo spazio.

Conclusione: ora so chi sono cioè che faccio parte di una categoria immensa: l’essere. C’è un’unità dentro me a cui si riferisce tutto ed è la sostanza. Ho delle qualità: bianco, nero, intelligente, sciocco; quantità, peso; io mi relaziono con tutto ciò che mi sta attorno, vivo in un tempo e in un luogo e creo spazio. Qualsiasi altra cosa non c’è che serva a descrivermi, fuori di queste categorie. Tralasciamo per ora l’interiorità che è già emersa con l’anima e la memoria. Questi sono i confini dell’uomo, oltre non c’è niente per determinarlo. Noi siamo i castellani senza cinta e senza fossato, ma abbiamo in mano il codice della rete di conoscenza. Il monito: “Uomo conosci te stesso”, significa conosci te per conoscere fuori di te. Questo è meraviglioso, sebbene per pochi!


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