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Il metodo ” Ceruti ” per una Ponteranica sicura

Bruno Silini

I volontari di quartiere passando da 10 a 25 arrivando a coprire praticamente tutte le zone calde di Ponteranica”.


dario Ceruti assessore ponteranica

L’assessore alla sicurezza di Ponteranica, Dario Ceruti


E’ la soddisfazione dell’assessore alla Sicurezza di Ponteranica, Dario Ceruti, dopo l’ultimo incontro con la cittadinanza per supportare l’azione delle Forze dell’Ordine “attraverso una risposta seria, concreta ed organizzata all’escalation di furti e presenze sospette sul nostro territorio”. Con pettorina colorata e cartellino identificativo i 25 volontari “daranno un occhio” alla propria zona di residenza riferendo tempestivamente individui o comportamenti sospetti.

Possiamo dire – continua Ceruti – che ognuna delle 14 zone in cui ho suddiviso il paese è coperta da almeno due persone se contiamo anche coloro che, pur controllando costantemente, hanno preferito non registrarsi ufficialmente nell’elenco dei volontari”. Ceruti scarta subito la frettolosa semplificazione che associa i volontari di quartiere di  Ponteranica ai Vot di Torre Boldone. “I Vot sono caratterizzati da una militarizzazione del lavoro e percorrono il territorio in squadre. Da noi si assiste invece ad una rete distribuita di persone che controlla uno spazio circoscritto del territorio e segnala anomalie”.

Ceruti definisce la sua idea di sicurezza, incentrata sui volontari di quartiere, come una sorta di scalata alla vetta di una piena consapevolezza civica. “Siamo convinti che questo modello, adottato positivamente anche a Romano di Lombardia, sia quello giusto per aumentare il livello di sicurezza in ogni zona di Ponteranica attraverso una collaborazione attiva di tutta la popolazione. Bastano pochi minuti a testa per aiutarsi tra vicini. A ciò si aggiunge la recente riorganizzazione del pattugliamento della nostra Polizia Locale”.

Certamente la buona volontà dei cittadini non basta. “Per questo – aggiunge Ceruti – da gennaio attiveremo una videosorveglianza di elevato tenore tecnologico. Con un investimento di 80.000 euro Ponteranica e Sorisole (il sindaco Stefano Vivi si è rilevato un interlocutore affidabile) hanno stretto un’alleanza per posizionare quattro occhi elettronici. I punti scelti per Ponteranica sono il semaforo sulla ex 470 allo svincolo con la Maresana e l’imbocco di Castagneta e, per Sorisole, via della Valli e la zona del TreEmme a Petosino”.

Le telecamere saranno in grado di leggere in automatico le targhe degli autoveicoli e confrontarle con un database nazionale verificando all’istante se si tratta di un mezzo segnalato, rubato, senza assicurazione e con la revisione non in regola. “Le telecamere – conclude Ceruti – non serviranno per elevare sanzioni. La multa non scatta automaticamente. Se la pattuglia è sul posto e ferma il veicolo, dà seguito al fermo amministrativo, se non è presente emette un “invito a comparire” con la documentazione che attesta, per esempio, la copertura assicurativa”.

Sulle critiche al suo operato da parte della minoranza Ceruti taglia corto: “Vorrei da parte loro più responsabilità e meno strumentalizzazione”. (Bruno Silini)


Leggi anche:
1) Videosorveglianza Ponteranica e Sorisole
2) L’ira di Sessa contro le dichiarazioni di Ceruti sui VOT

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Autore

Bruno Silini

Giornalista di PrimaBergamo, precedentemente dell'Eco di Bergamo. Blogger, content editor, esperto di social network. Autore con Evi Crotti e Alberto Magni del libro "L'immagine e l'anima. Donne famose del '900" pubblicato nel 2007. Nello staff comunicazione della Cisl Bergamo. Iscritto all'albo dei giornalisti della Lombardia.

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