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Chat en poche in bergamasco: sfida riuscita grazie alla compagnia “Franco Barcella”

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chat en poche

Dopo Ray Cooney (“Il letto ovale” e “Se devi dire una bugia, dilla grossa”), Neil Simon (“Rumors”), Michael Frayn (“Rumori fuori scena”), John Chapman & Dave Freeman (“Chiave per due”) e Anthony Marriot & Alistair Foot (“Niente sesso, siamo inglesi”), era pressoché inevitabile che la compagnia di teatro dialettale “Franco Barcella” si imbattesse in Georges Feydeau (1862-1921) e le sue farse caratterizzate da effetti esilaranti dovuti ad un puzzle, matematicamente concepito, di fraintendimenti, tradimenti e situazioni ambigue. Quindi dopo il successo dello scorso anno con “Sarto per signora” (24 repliche nel 2017 e un appuntamento al Teatro sociale il 4 marzo), la “Franco Barcella” ci riprova con il commediografo francese e la sua pièce “Chat en poche” (Gatto in tasca). Dopo la presentazione nell’auditorium comunale di “San Paolo d’Argon” in occasione della festa patronale di San Mauro, “Chat en poche” sarà replicato nei teatri della provincia per il tutto il 2018. Ovviamente un Feydeau reso in dialetto bergamasco dal regista Davide Bellina (con l’aiuto di Sandra Acerbis e Matteo Vismara) che in questi anni ha rivoluzionato il repertorio della compagnia fondata 53 anni fa da un quartetto di amici con la passione per il teatro: Luigi e Piera Signorelli, Egidio Cardinali e Franco Barcella.


Dall’esordio con un classico della commediografia autoctona come “Gioanì Castigamacc” si è passati, negli ultimi anni, ad interpretare testi delocalizzati dal contesto puramente orobico. “Durante la sua lunga storia – precisa Bellina – la compagnia ha rappresentato in numerose stagioni i testi più noti della tradizione bergamasca. L’obiettivo di questi anni, forse un po’ naïf, è quello di offrire, anche nei teatri dei nostri paesi, con l’alibi del bergamasco, testi da antologia della commedia – classica o moderna – difficilmente proponibili, con esito di pubblico, in lingua nazionale. Pertanto va da sé l’incontro con Feydeau, vissuto in piena  Belle Époque, per i francesi secondo solo al grandissimo Molière”. In “Chat en poche” si racconta di Monsieur Pacanel che intende mettere in scena un’opera composta da sua figlia (Juliette) invitando un famoso tenore dell’opera di Bordeaux. Ma per una serie di fraintendimenti colui che giunge a casa Pacarel è il giovane studente di legge Duffausset… Tra satira pungente e un meccanismo preciso di pura comicità tra vorticosi equivoci e un ritmo indiavolato, il vaudeville di Feydeau si contraddistingue da una forza inaspettata inserita in una combinazione ideale di ingredienti legati alla tradizione della farsa francese. “Siamo dilettanti, – conclude Bellina, mantenendo un profilo basso – anche se un nostro amico e compagno, Manuel Signorelli, ora calca le scene nazionali da professionista. Sarebbe bello che qualcun altro potesse, tra i nostri attori e attrici, arrivare al suo livello”.


Prossimi appuntamenti:
17 febbraio 2018 – Comenduno di Albino
10 marzo 2018 – Villongo

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