Eravamo rimasti alle liceali che in cambio di una ricarica sfoderavano qualche servizio vecchio come il mondo. Ora pare abbiamo valicato limiti surreali come giocare al suicidio pur di rimanere nella memoria web di qualche sito internet o social network. Gli ultimi eventi capitati a minori in balia del far-west delle Rete dovrebbero fare riflettere sull’utilizzo di cellulari più deleteri, a quanto pare, del maneggiare armi da fuoco.

Crediamo sia ora che la politica batta un colpo. Non credo ci vogliano dei master alla Bocconi per legiferare in maniera tale da vietare o comunque limitare l’utilizzo di telefono con internet a minori, ma solo una buone dose di volontà politica. Siamo nel paese dove il Parlamento resta in stallo giorni per leggi come femminicidio o stepchild adoption che riguardano si e no l’1% degli elettori. Sarebbe lodevole impegnare un po’ di tempo anche per il benessere dei minori che ogni giorno hanno la possibilità di essere influenzati da siti di ogni tipo.

Inoltre, può essere un buon banco di prova per tutti quegli attori politici che si dichiarano liberi da ogni condizionamento dei cosiddetti poteri forti delle multinazionali (la telefonia mobile lo è di sicuro) e stanno dalla parte del popolo e dei più deboli. La risposta al tempo che verrà, se verrà.

Leggi anche: Sharenting. Come i genitori mettono in pericolo i loro figli con i social

Print Friendly, PDF & Email

Tagged in:

,

Autore

Davide Bettinelli

Nato a Trescore nel 1982. Diplomato alla "Pesenti". Occupazione operaio metalmeccanico. Membro del consiglio di fabbrica per la CISL dal 2006 al 2014. Calcio CSI dal 2003 al 2009. 1° posto Endenna gruppo di campionato 2007-2008 Arbitro CSI dal 2009 al 2011. Presidente calcio a 5 CSI dal 2010 al 2013 della Mirafiori. 1° posto gruppo E nella stagione 2011-2012. 1° posto torneo Epifania a Berbenno nel 2011. Tennis a livello amatoriale dal 2013 al 2017. Miglior risultato quarti di finale torneo Quarenga 2016. Iscritto al PD dal 2010

Vedi tutti gli articoli