Cosa unisce il fascino tropicale e l’estro bergamasco? Soprattutto un nome, quello dell’artista Margherita Leoni (il suo sito). Quattordici sue opere di fiori e piante dell’Amazzonia (in particolare orchidee), sono state scelte per illustrare l’agenda 2021 di Gardenia, l’elegante rivista che appassiona migliaia di lettori dal pollice verde tra cui fotografi, illustratori, giardinieri, vivaisti, agronomi, paesaggisti, architetti, designer, e fiorai. Pittrice botanica, nata a Bergamo e diplomata presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, Margherita Leoni ha vissuto per sedici anni in Brasile studiando e ritraendo, con gusto contemporaneo, le piante della foresta pluviale amazzonica e di quella tropicale umida.

Tutta l’agenda – sottolinea Leoni – è illustrata con le mie orchidee. Per la maggior parte si tratta di orchidee spontanee del Brasile. Nel periodo che ho vissuto in terra carioca ne ho dipinte molte più di 100. Gardenia le ha viste e le ha scelte per la ‘scenografia’ della sua nuova agenda”. Gardenia pubblica da 13 anni l’agenda e ne affida la realizzazione ai migliori illustratori botanici italiani, nell’intento di sostenere e valorizzare e far conoscere un’arte che rischia di perdersi nell’epoca della facilità di realizzare immagini e riprodurle. “Sono artisti straordinari – spiega il direttore Emanuela Rosa-Clot – perché dipingono rigorosamente dal vero e, nell’epoca appunto dell’immediatezza, dedicano moltissimo tempo ai loro lavori”.

Il direttore conosceva il lavoro di Margherita Leoni da anni. “Ero affascinata – continua – dalla sua determinazione, come le grandi illustratrici esploratrici del passato, a viaggiare per incontrare nel luogo dove vivono le piante da ritrarre. Gli anni vissuti in Brasile le hanno permesso di fare un grande lavoro sulla flora tropicale, approfondendo anche i temi dell’ecologia e della salvaguardia dell’ambiente naturale così affascinante e così fragile”. Le meravigliose orchidee di Margherita Leoni sono un inno alla bellezza e alla biodiversità. “Ringrazio – conclude Rosa-Clot – la sua gallerista Lorenza Salamon per avermi segnalato la disponibilità di questa straordinaria artista bergamasca a illustrare la nostra agenda. Di lei, a differenza di altri bravissimi illustratori e illustratrici botaniche più fedeli alla riproduzione della realtà, mi è piaciuta la sua dimensione di artista capace di immaginare mondi e ricreare il fascino dell’enorme, dell’eccessivo che è quello che ci affascina delle foreste tropicali, spesso anche nel grande formato delle sue opere. La dimensione di un altrove che ci affascina e ci fa sognare”.

Margherita Leoni ha contatti con Gardenia dal 2001: “Ricordo un lungo articolo che avevano scritto sulla mostra: Orquideas brasileiras. Tesori di una foresta da salvare. Tenuta al Teatro Sociale in Città Alta a Bergamo con l’Orto Botanico Lorenzo Rota”. Tra le orchidee preferite dall’artista, e presenti nell’agenda, c’è la Prosthechea fragrans trovata in una spedizione nella foresta tropicale umida della foresta atlantica. “Era un ramo spezzato – ricorda l’artista – caduto a terra, con questa orchidea dai fiori non grandi, non vistosi ma profumatissimi. Gli altri fiori appartengono alla grande collezione dell’Orchidario dell’Università di San Paolo Campus di Piracicaba SP. Nei miei anni in Brasile andavo all’Orchidario e potevo rimanere tutto il giorno dipingendo le orchidee osservandole dal vero. Sono una più bella dell’altra e con forme curiosissime. Inoltre, fra tra le orchidee che illustrano l’agenda di Gardenia, mi piacciono molto le Catasetum fimbriatum perché hanno una forma dei fiori molto particolare che ricorda molto gli insetti e perché è una specie che la si trova anche in città, crescendo qua e là sui tetti delle pensiline degli autobus e sulle palme e sugli alberi dei parchi”.

Si segnala a chi volesse continuare il viaggio nel mondo di Margherita Leoni la mostra in corso a Biella fino a fine gennaio all’interno dell’ottava edizione di “Selvatica, Arte e Natura in Festival”, che si può visitare anche in modo virtuale sul sito www.selvaticafestival.net. Lascia a bocca aperta “Paradiso”, un’installazione di 25 tele di tre metri per uno che riproduce una gigantesca foresta immaginaria.

Pubblicato su PrimaBergamo cartaceo l’8 gennaio 2021

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Autore

Bruno Silini

Giornalista di PrimaBergamo, precedentemente dell'Eco di Bergamo. Blogger, content editor, esperto di social network. Autore con Evi Crotti e Alberto Magni del libro "L'immagine e l'anima. Donne famose del '900" pubblicato nel 2007. Nello staff comunicazione della Cisl Bergamo. Iscritto all'albo dei giornalisti della Lombardia.

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