L’Olimpiade di Tokyo 2020 è stata la manifestazione sportiva mondiale più attesa dell’anno, anche se si è svolta in modo anomalo con 12 mesi di ritardo rispetto al previsto – si è chiamata «2020» ma le gare si sono disputate dal 23 luglio all’8 agosto 2021. Tutte le gare, in un modo o nell’altro, sono state seguitissime dal pubblico… anche se dal vivo non c’era quasi nessuno. Negli stadi e nei palazzi dello sport gli ingressi erano chiusi a causa della pandemia da Covid19. Qualche coraggioso spettatore c’è stato dal vivo nelle gare in strada. Tutti gli altri, a miliardi, hanno visto le gare da casa.

Eppure le televisioni hanno avuto (dati definitivi non ci sono ancora, ma qualche accenno è già stato pubblicato sui mass media) una diminuzione di audience rispetto alle scorse edizioni dei Giochi Olimpici. In compenso c’è stato un aumento gigantesco sugli altri canali: i telefonini cellulari e lo streaming via internet. La produzione di immagini è stata ipertrofica: circa 3000 ore di dirette. Per un evento della durata di 15 giorni significa 200 ore di immagini al giorno. 8 volte quello che si può umanamente vedere, anche considerando che gli esseri umani hanno bisogno di dormire circa 1/3 delle 24 ore di una giornata.

Così le varie emittenti potevano scegliere quali gare mostrare, e praticamente tutte hanno privilegiato le immagini con i campioni nazionali, quelli che vincevano le medaglie. Degli stranieri si mostravano soltanto le grandi prestazioni, ma non tutte e in maniera a volte causale. In Italia la Rai ha trasmesso (e ritrasmesso in replica più volte al giorno) quasi soltanto le vittorie degli azzurri, e poi le interviste, e poi i dibattiti. Questo per chi avesse voluto seguire gratuitamente. Chi voleva seguire altro doveva dotarsi di abbonamento variamente costoso ad altre reti e servizi.

Poi gli atleti azzurri in gara ci hanno messo del loro, vincendo 40 medaglie complessive di cui 10 d’oro. È quindi sembrato che l’Olimpiade fosse quella lì, dei Marcell Jacobs uomo più veloce al mondo e dei Gianmarco Tamberi uomo volante. Ma a Tokyo le medaglie vinte sono state complessivamente 1080 (la Wikipedia ha pubblicato i dati in internet, al link: https://it.wikipedia.org/wiki/Medagliere_dei_Giochi_della_XXXII_Olimpiade) conquistate da atleti di 93 nazioni diverse. Perché le gare sono state 339, e i partecipanti 11656 provenienti da 205 nazioni diverse. Concentrarsi soltanto sugli atleti nazionali provoca un restringimento dello sguardo. Si vede pochissimo. Si perdono di vista tante grandi prestazioni, tante meraviglie.

Le Olimpiadi sono i posti dove i migliori tra i migliori si ritrovano per spingere più in là i limiti dell’umano. Un po’ di questa meraviglia intendiamo raccontarla in alcuni prossimi articoli che saranno pubblicati qui su SocialBg. Al termine del lavoro i diversi articoli saranno radunati in un libro che potrà essere scaricato in formato digitale gratuitamente, e forse più avanti pubblicato anche in formato cartaceo (quello, però, con un costo di copertina).

Sono successe tante cose belle, a Tokyo 2020.

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Autore

Guido Tedoldi

Nato nel 1965 nel milieu operaio della bassa Bergamasca. Ci sono stato fino ai 30 anni d’età, poi ho scelto di scrivere. Nel 2002 sono diventato giornalista iscritto all’Albo dei professionisti. Nel 2006 ho cominciato con i blog, che erano tra gli avamposti del futuro. Ci sono ancora. Venite.

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