Ci sono persone che hanno dei doni particolari. Il Paolo Rossi calciatore ne aveva soprattutto due: uno quello di essere un ladro di tempo, lo rubava ai difensori non per fare peccato ma per fare gol. L’altro di essere quasi sempre al posto giusto nel momento giusto. Cosa che, a dire il vero, gli capiterà spesso anche fuori del rettangolo verde. Il 5 luglio 1982, Italia-Brasile 3-2, fu la partita della svolta, quello che restava del Pablito argentino, criticato da tutti e massacrato dalla stampa. Segnò i tre gol che cacciarono indietro quelli di Socrates e di Falcao, e spinsero la Nazionale verso il tetto del mondo.

Fu il Mundial, entrato nella memoria collettiva di un Paese intero che cercava qualsiasi appiglio per uscire da un decennio travagliato, e lo trovò nel più gracile e fragile dei suoi campioni. Con quel fenomenale gruppo di campioni dentro e fuori dal campo, ci sentimmo tutti campioni del mondo, molto più che nel 2006, e Paolo Rossi diventò il marchio di fabbrica del made in Italy. All’estero qualsiasi italiano era Paolorossi, nomeecognome insieme. Paolo Rossi, morto all’età di 64 anni per un brutto male, ha anticipato anche il terzo tempo senza aspettare la terza età, come Scirea, altro immenso compagno mundial, e come il dottor Socrates e il Pibe Maradona, due che hanno anticipato il ritiro dalla scena bevendosi la vita tutta d’un fiato.

Ricompongono idealmente quel girone magico, stellare, Italia-Brasile-Argentina. Chi vinceva il girone aveva già vinto il mondiale, probabilmente si staranno già sfidando, non so su quale campo e non ho idea chi sia il padrone di casa, ma di sicuro si divertiranno ancora come dei matti, portandosi il rispetto che meritano i grandi avversari. “Hanno pagato Pablo, Pablo è vivo….Hanno ammazzato Pablo, Pablo è vivo”, cantava De Gregori nel 1975: in quell’anno Paolo Rossi debuttava in Serie A col Como e non era ancora Pablito, e tanto meno Pablo, eppure quelle parole sembrano ritagliate apposta per lui, da ogni sofferenza e sbaglio ha trovato la forza per scattare e portarci ad essere, tutti insieme, CAMPIONI DEL MONDO! CAMPIONI DEL MONDO! CAMPIONI DEL MONDO!

Grazie Paolo Rossi.

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