Sono state molteplici e persino abbondanti (spesso inutili per non dire ingannevoli e financo a scopo di lucro) le iniziative tese a fornire vuoi una risposta, o un suo tentativo, vuoi un sollievo a questo momento distopico al tempo del Covid. Dal cinema agli spettacoli (in generale), dagli intrattenimenti televisivi (Dio ce ne scampi) alla incontenibile polluzione dei social network, per non dire della insostenibile pesantezza dell’essere (contagiati).

Ma anche dalla Cultura, quella con la C maiuscola, sono venute indicazioni e suggerimenti, soprattutto riflessioni. Ché compito principe della cultura è quello di muovere la mente e invogliare il pensiero. Per tale motivo i suggerimenti della cultura sono passati pressoché inosservati dal grande pubblico subissato incolpevolmente, ma colpevolmente complice e sodale dell’allettante titillamento pubblicitario massmediatico e quasi sempre fazioso oltre che demagogico. Anche se va osservato, pur timidamente, che in non pochi casi la cultura (e chi per essa) ci ha messo del suo per non apparire allettante, o meglio, convincente e coerente.

Un esempio totalmente degno del marchio di nobiltà culturale invece e che auspichiamo (seppur consapevoli di ingenuità predittiva) venga recepito in tutto il suo pregnante valore letterario, civile, artistico e perfino terapeutico (in epoca di pandemia) se non proprio dal grande pubblico, anche se sarebbe altamente utile ancorché raccomandabile, almeno dagli ambienti scolastici (oltre, ovviamente, che dai circuiti e circoli artistico-culturali) universitari e della pubblica istruzione oltre che della società civile e politica, è il volume curato da Gabrio Vitali ” Sospeso Respiro poesia di pandemia ” edito da Moretti & Vitali, casa editrice punta di eccellenza non soltanto nel panorama editoriale nostrano ma anche a livello nazionale ed europeo a giudicare dalla elevata qualità delle collane specifiche come dalla valenza autorevolisima degli autori in catalogo.

Gabrio Vitali consegue in questo saggio (sono moltissime e dense di acume intellettuale le sue pagine esplicative e d’approfondimento della poesia in esame) e in questo suo ultimo progetto editoriale, l’apice della sua dimensione intellettuale, con illuminazioni analitiche di grande fascino, ma di altrettanto edonismo cerebrale, suggestioni e folgorazioni sintetiche imprevedibili quanto precise e puntuali, sempre coerenti alla sostanza letteraria, umana e artistica quanto godibili sotto il profilo della forma linguistica, del costrutto sintattico e dell’eloquio narrativo e discorsivo.

Il tutto assolutamente congruo ad un ingegno critico (valutativo e denotativo) appassionato, seducente e persino entusiasmante da suscitare nel lettore una sorta di confortante e confortevole appagamento intellettuale (e non solo): psicofisico. A quando professor Vitali un suo, tutto personale, libro di poesia, di analisi letteraria o di critica (ci consenta) “generale”?  Il volume, in libreria in questi giorni, propone sillogi poetiche di 4 autori della migliore scuola italiana contemporanea espressamente invitati da Vitali ad un loro personale coinvolgimento in questo momento della “storia”: Alberto BertoniDiario poetico e ipotetico del 2020“, Paolo Fabrizio IacuzziFiabucce per una madre“, Giancarlo SissaSenza titolo alcuno” e Giacomo TrinciPresa di fiato“.

Vitali si mette lodelvolmente al servizio (rara res) della poesia e di questi 4 autori estrinsecandone con acuta profondità lo spirito poetico, poietico e politico declinati nella rispettiva dimensione umana, civile e sociale, restituendo così alla Poesia tutta la propria missione esistenziale e artistica. Quella di ribaltare, come osserva con geniale intuizione Vitali stesso “la maieutica socratica dello sconsolante sapere di non sapere in quella del più rincuorante scoprire di sapere“. Crediamo insomma che questo libro contribuisca in maniera sostanziale a quella che un’altra illuminante intuizione di Vitali definisce “nuova civiltà della parola“. Basterebbe questo a far adottare (quantomeno) dalla Scuola (dalle superiori in su) ” Sospeso Respiro poesia di pandemia “.

Una volta tanto, finalmente, si attuerebbe una scelta utile quanto meritoria per affermare la validità della poesia togliendola dal (colpevole) limbo in cui è relegata: editoria di nicchia e per pochi eletti (da chi e perché, non è dato sapere). Perché questo testo rappresenta uno strumento di apprendimento, educazione, formazione.
Un valore aggiunto a questa bella (anche esteticamente) pubblicazione deriva da due ulteriori contributi che ben si collocano nel progetto letterario complessivo curato da Gabrio Vitali. Il primo di M. Cristina RodeschiniA museo vuoto”  percorso iconografico con 10 riproduzioni dall’Accademia Carrara di Bergamo di cui è direttrice. Il secondo di Mauro Ceruti professore ordinario di filosofia della scienza alla Iulm di Milano, “Un groviglio inestricabile” analisi preziosa oltre che riflessione antropologica su questa crisi rivelatrice nella quale o durante la quale nessuno può salvarsi da solo.  Forse la lettura di questo libro non farà vedere la luce in fondo al tunnel, ma certamente accenderà una lampadina flebile ancorché insostituibile nel (ancora) lungo percorso al buio che stiamo vivendo.

La copertina

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