Non siamo un’isola, né noi né nessun altro“. Basterebbero queste nove parole estrapolate da un’intervista rilasciata in questi giorni dal prof. Luca Lorini, Direttore del dipartimento di emergenza e urgenza dell’area critica dell’Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo a riportare tutti, noi comuni cittadini e autorità responsabili, ad una riflessione quanto più possibile razionale e meno condizionata dalle esigenze momentanee ancorché dalle pressioni più o meno collaterali e conniventi. Autorità responsabili. Vero presidente Fontana e neoassessora Moratti? Vero sindaco Gori

Viviamo nella regione più ricca d’Italia e d’Europa, ma con una classe politica a dir poco sconcertante con personaggi (per stare agli ultimi 20 anni) non proprio di spiccata limpidezza. E non è un caso se proprio nel settore della Sanità, lasciando perdere quelli degli altri assessorati (dove c’era chi si faceva rimborsare, con i soldi di noi cittadini ignari, viaggi di piacere, ristoranti, pizzerie e persino lamette da barba), la corruzione ha raggiunto vertici di disonestà inenarrabile, lasciando praticamente allo sbando un sistema sanitario che ha progressivamente ridotto la sua presenza sul territorio (che nostalgia la vecchia mutua) e la sua funzione di prossimità capillare (quanti ospedali, quanti ambulatori, quanti medici condotti…) a tutto vantaggio della medicina privata. Vantaggio che, alla luce dei fatti, risulta palesemente colpevole e, peggio, interessato.

La conseguenza immediata e, ahimè, più recente e nefasta l’abbiamo conosciuta tutti qui a Bergamo e poi in tutta la Lombardi. Una Bergamo ai vertici della pandemia mondiale per contagi e mortalità e ora la Regione ai medesimi vertici in Italia. E nonostante questo, da non credere, il presidente Fontana rifiuta la zona rossa (dopo averla precedentemente minacciata per settimane! Altro demenziale paradosso) e fa addirittura ricorso al Tar. Non è finita. La sua neoassessora alla Sanità Letizia Moratti arriva in queste ore a sostenere un’altra iniziativa che definire cinica (e bara) è un complimento all’ignoranza: fornire i vaccini alle regioni in base al PIL. Come primo passo da assessora alla Sanità meriterebbe il Nobel della medicina alternativa!

>Ma questi signori e queste signore benpensanti si rendono conto della realtà? Si rendono conto che stanno scherzando con il fuoco? Che navighiamo (navigano) contenti e beati su un “Titanic” rovinato su un iceberg? Pronto, prima o poi, ad affondare? E anche il nostro caro sindaco Gori si rende conto che derogare (come chiede a gran voce. Per chi? Così, tanto per sapere) Bergamo da zona rossa non solo è un momentaneo palliativo, ma rimanda più avanti una nuova ondata (terza, quarta, quinta fate voi. Anzi: faccia lei sindaco, presidente, assessora e compagnia bella)? “Non siamo un’isola, né noi né nessun altro” tanto per tornare alle parole (sagge! Quanto inascoltate) del prof. Luca Lorini. È vero che oggi Bergamo e provincia presentano gli indici più bassi in fatto di contagi e mortalità. Ma ci rendiamo conto a quale prezzo? Sembra proprio che politici e commercianti se lo siano dimenticati in fretta. Era solo qualche mese fa.

Sì, anche i commercianti. Non passa giorno che si lamentino e esigano certezze. Esigano certezze! Da chi poi? Chi gliele può fornire? Ma vi rendete conto che se c’è una realtà che di certezze proprio non conosce lume, che, anzi, naviga a vista (e spesso sbattendo la capoccia! Vedi l’estate in discoteca, vedi cenoni di fine anno, ecc ecc)  è proprio quella di questa pandemia? No, ma loro vogliono lavorare, non vogliono sussidi. E aprono! Contro la legge e alla faccia del Covid (sugli altri).  Non vedete, cari commercianti, che tutti lavoriamo meno, guadagniamo meno, e a protestare siete praticamente solo voi? Anche se, devo dire, con la complicità spesso non disinteressata dei media.

C’è gente che fa la fame e non vede uno spiraglio di luce lavorativa, eppure sopporta in dignitoso silenzio. Ci sono milioni di persone, anziani-pensionati-disoccupati, che a stento mettono insieme due pasti al giorno quasi sempre grazie a una rete, questa si veramente responsabile e ammirevole, di volontariato laico o Caritas, che non urla, non protesta e soprattutto non si lamenta. Esemplare dignità. Che vorremmo vedere in tutti. A partire da chi ha responsabilità di scegliere e decidere per tutti.

Print Friendly, PDF & Email

Tagged in:

,